Ghost Month diventa una serie: i fantasmi di Londra arrivano in TV

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

A Londra, settembre è il mese in cui i morti tornano a visitare i vivi. È la premessa di Ghost Month, il romanzo di Simon Wroe che intreccia fantasmi, umorismo cupo e osservazione sociale. Clerkenwell Films, la società di produzione di Baby Reindeer, ne ha acquisito i diritti per un adattamento televisivo. Il progetto è in sviluppo, mentre restano da annunciare la data di uscita e gli altri dettagli della serie.

Quattro settimane con i fantasmi

Il mondo immaginato da Wroe assomiglia al nostro, con un’eccezione ormai entrata nella vita quotidiana. Ogni settembre gli spiriti ricompaiono e rimangono per quattro settimane, prima di dissolversi in una nuvola di cenere verde. Un fenomeno inizialmente straordinario è diventato un appuntamento prevedibile, intorno al quale la società ha imparato a organizzarsi.

I bambini ne studiano le caratteristiche a scuola, i negozi preparano campagne promozionali e a Londra sono nati servizi per difendersi dalle presenze. La familiarità con il soprannaturale, insomma, non impedisce di trasformarlo in un mercato. È da questa convivenza tra eccezionale e ordinario che il romanzo ricava parte della propria ironia.

Quattro personaggi, quattro modi di affrontare il passato

La storia prende avvio alla fine di agosto, quando i protagonisti si preparano ai ritorni imminenti. Jane, un’insegnante di mezza età, teme soprattutto il giudizio della madre defunta. Arriva a ingaggiare un finto marito per presentarle una vita domestica rassicurante e nasconderle la propria omosessualità. Il piano offre occasioni comiche, ma lascia emergere un disagio ben più profondo.

Eddie ha dieci anni e deve affrontare una situazione diversa. La sua famiglia ha da poco perso David, il fratello maggiore, e l’idea di rivederlo suscita sentimenti difficili da ordinare. Il ritorno di una persona amata non coincide necessariamente con una soluzione al dolore: può riportare in superficie domande che sembravano impossibili da affrontare.

Lil, che vive senza una casa e cerca rifugio nell’alcol, preferirebbe invece evitare del tutto quel mese. Il suo passato è già una presenza ingombrante. All’estremo opposto della scala sociale c’è Gideon, figlio privilegiato di un imprenditore, impegnato a cercare sosia con cui ingannare misteriosi fantasmi che continuano a inseguirlo.

Il soprannaturale come ritratto della città

Queste vicende attraversano una Londra segnata da forti disuguaglianze. La distanza tra l’attico di Gideon e la panchina di Lil è concreta, eppure entrambi devono fare i conti con qualcosa che il presente non riesce a cancellare. Ricchezza e marginalità cambiano gli strumenti a disposizione dei personaggi, senza eliminare il peso dei loro legami irrisolti.

Ghost Month si inserisce così nella tradizione letteraria che usa le apparizioni per rendere visibile ciò che continua a condizionare i vivi. Il confronto con opere come Amleto e Canto di Natale riguarda proprio questa funzione dei fantasmi. Nel romanzo di Wroe, un crimine, un tradimento o una verità negata possono assumere una presenza molto concreta.

La componente fantastica lascia quindi spazio a temi come il lutto, la salute mentale e il rapporto con il passato. Le riunioni non offrono soltanto conforto: possono rinnovare vergogna, rabbia e paura del giudizio. Il tono alterna commedia e disagio, senza trattare ogni incontro come un’occasione automaticamente risolutiva.

A che punto è l’adattamento televisivo

Clerkenwell Films sta sviluppando il progetto con un servizio di streaming globale non ancora identificato. Il precedente di Baby Reindeer non basta dunque ad attribuire la nuova serie a Netflix. Wroe è coinvolto nella scrittura dell’adattamento, che dovrà trasferire sullo schermo sia le apparizioni sia l’intreccio delle quattro storie.

Per ora, Ghost Month resta un progetto in sviluppo, senza un calendario di distribuzione annunciato. Il nucleo del racconto è già definito: una città che ha normalizzato il ritorno dei morti, mentre i suoi abitanti continuano a faticare per convivere con ciò che quei ritorni portano con sé.

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