Resistance è la terza serie televisiva di Star Wars che, come trasversalmente riconosciuto, non ha fatto breccia nei cuori dei fan di Star Wars come erano riuscite Clone Wars e Rebels. Nonostante questo, riesce a strappare delle emozioni quando va a citare alcuni momenti topici dell’Età della Resistenza e con qualche riferimento al passato storico di Star Wars. Si intreccia molto poco con gli eventi della trilogia sequel (anche se i protagonisti sono presenti nella battaglia di Exegol), probabilmente per non rivelare troppo della trama, parla poco dei Jedi e della Forza (se non per niente) e si ambienta in location molto ristrette, il che lo rende, per certi versi, ripetitivo.
Il finale di stagione ruota intorno al tema della redenzione di Tam Ryvora, ricordando il percorso che già è stato di Ben Solo e, di riflesso, di Anakin Skywalker. Tam era passata al Primo Ordine perché si è sentita tradita da Kaz, che non gli ha rivelato la sua appartenenza alla Resistenza, ma si rende conto che il Primo Ordine agisce con modi che non possono essere ritenuti accettabili. Come ne L’Ascesa di Skywalker, il finale di stagione di Resistance prevede una missione che vede finalmente riuniti gli amici di sempre, Kaz, Yeager e Tam, nel tentativo di mettere fuori combattimento lo Star Destroyer del Comandante Pyre.

Fondamentalmente tutto gira intorno al Colosso, una stazione di rifornimento carburante mobile che nella prima stagione trovavamo stanziata sul pianeta Castilon. Dopo essere stata scoperta dal Primo Ordine, però, vaga per lo spazio, con l’obiettivo principale di scappare dalle grinfie del Comandante Pyre e dell’Agente Tierny. La fuga del Colosso si intreccerà con le vicissitudini della Resistenza in fuga dal Primo Ordine tra i fatti dell’Episodio VIII e l’Episodio IX.
Questa estrema fuga nello spazio ricorda lo svolgimento di Episodio VIII, quando ciò che rimane della Resistenza a bordo del Raddus tenta una disperata fuga dal Generale Hux e dal Dreadnought Fulminatrix. Altro rimando che ho particolarmente gradito sono le battaglie spaziali tra Caccia TIE e le navi degli Assi, i bravissimi piloti fedeli difensori del Colosso di cui farà parte lo stesso protagonista della serie, Kazuda Xiono, con la sua Fireball, che fugacemente vediamo tra i vascelli reclutati da Lando Calrissian per opporsi ai piani di Palpatine su Exegol.

In queste battaglie i vari protagonisti si riconoscono tra di loro dallo stile di pilotaggio dei caccia e dal tipo di azione che sprigionano in battaglia. Una cosa di molto simile succedeva nel bellissimo romanzo Lost Stars, dove i due protagonisti, pur innamorati, si ritrovano a combattere per fazioni opposte, Impero e Alleanza Ribelle. Durante le battaglie spaziali, proprio per il fatto di conoscersi in maniera così tanto intensa, Thane Kyrell e Ciena Ree si riconoscono proprio dallo stile di combattimento nello spazio quando si trovano in battaglia l’uno contro l’altra.
In Resistance questo accade tra lo stesso Kaz e Tamara Ryvora. L’essersi infiltrato nella stazione di Yeager, nascondendo il suo legame con la Resistenza e le sue nobili origini, è stato visto da Tam come un tradimento ed è il motivo scatenante del suo passaggio al Primo Ordine. Non si tirerà indietro e sarà disposta ad attaccare i suoi ex-amici, lasciando trasparire come la gente comune in realtà credesse veramente nella capacità del Primo Ordine di portare giustizia, pace e ordine nella galassia.

Resistance fa parte del piano cross-mediale iniziato da Disney con la trilogia sequel. Queste opere collaterali servono a rinforzare i film della serie principale, rendendo ancora più epici i protagonisti di quest’ultima. Anche il finale di stagione di Resistance, però, da questo punto di vista è deludente. Si tratta di un lungo episodio dalla durata di oltre 40 minuti, anticipato da un trailer che mostrava già la presenza del Leader Supremo Kylo Ren.
Il figlio di Leia appare solo come ologramma e interagisce fugacemente con i protagonisti della serie, Pyre e Tierney attraverso il “Force Choke”, sottolineato oltretutto dalla musica che lo accompagna nei film. Dave Filoni si è sforzato di renderlo il più carismatico possibile, e di rendere conseguenzialmente Resistance un servizio alla storia principale, ma non c’è riuscito pienamente. Questo dipende probabilmente, come abbiamo detto prima, dalla necessità di non esporsi troppo rispetto a Episodio IX. È probabile che ciò avverrà con serie successive (come è successo con Clone Wars) ma è forse ancora troppo presto per farlo (oltretutto i cambi al progetto avvenuti tra Episodio VIII e IX non hanno giovato da questo punto di vista).
Un personaggio cruciale è quello di Yeager, che ha voluto accompagnare Kaz su Castilon (il pianeta dove tutto era iniziato) dopo che Tam, redenta, manda un messaggio al ragazzo fissando lì un appuntamento. Yeager ha accolto Tam da giovanissima quando, in fuga dal suo pianeta natale, ha raggiunto Castilon e il Colosso per dare sfogo alla sua passione di sempre, le corse. L’amore per le corse si intreccia ancora al destino dei personaggi di Star Wars: in questo modo è “giustificato” anche l’allontanamento di Han Solo da Leia nel romanzo Bloodline. Inoltre, Tam ricorda a Yeager il fratello Marcus.

Marcus Speedstar è riconosciuto come come uno dei più famosi corridori della galassia, vincitore per cinque volte della Five Sabers, la corsa del quale anche lo stesso Solo è uno specialista. Marcus e Yeager si sono allontanati, e non si vedono da molto, fin quando Speedstar non si presenta sul Colosso per competere nella Platform Classic, nella prima stagione di Resistance. Durante una gara contro il fratello Yeager, Marcus ha tentato una manovra spericolata, pur di batterlo, e questo lo ha portato a perdere il controllo della sua nave e a finire sugli spalti, uccidendo la moglie e la figlia di Yeager. È per questo che Yeager non lo ha più perdonato.
Durante la guerra civile galattica, Jarek Yeager ha prestato servizio nell’Alleanza Ribelle e successivamente ha combattuto con la Nuova Repubblica partecipando alla battaglia di Jakku raccontata in Aftermath La Fine dell’Impero. Durante la battaglia ha usato un’innovativa tattica per sfuggire al raggio traente di uno Star Destroyer imperiale, sfruttando il sistema di auto-distruzione della propria nave. In seguito alla sconfitta dell’Impero Galattico e alla successiva ascesa della Nuova Repubblica, Yeager ha creato la propria famiglia, sposando una ragazza che ha dato alla luce una bambina. Approfondimenti qui.

Dunque, proprio il tema del perdono è cruciale in questo finale di stagione (come in tutto Star Wars). Si può sbagliare, l’importante è riconoscerlo quando lo abbiamo fatto, e tornare sui nostri passi. Ma è necessario che i nostri familiari, e amici, facciano la loro parte, capiscano che si può cedere alla negatività, magari per competizione o per paura, ma non per questo si è segnati per sempre.
Lo schierarsi di Kaz da parte della Resistenza era stato visto da Tam come un gesto irresponsabile, che porterà alla distruzione del pianeta stesso del ragazzo, Hosnian Prime, alla fine della prima stagione (lo si vede anche in Episodio VII) quando il Generale Hux ordina l’entrata in azione della Base Starkiller per distruggere alcuni pianeti, tra cui la sede della Nuova Repubblica che si trova nel Nucleo. Il destino di Kaz, da questo punto di vista, si può accomunare a quello di Leia, che vede esplodere il suo pianeta natale Alderaan per ordine del gran moff Tarkin.
Uno snodo cruciale riguarda il pianeta di Aeos. Abitato da una particolare specie acquatica, questo pianeta è visto dal Capitano Doza come una possibile nuova casa per il Colosso. Anche perché Aeos ha nascosto una vecchia base della Ribellione. La prospettiva di tornare a essere sedentari su Aeos, però, non può piacere a Kaz, che vuole continuare a supportare la Resistenza. Dirà a Doza di voler abbandonare il Colosso. Tuttavia, il Primo Ordine si renderà conto dei piani di Doza, attaccherà Aeos e impedirà al Colosso di farne una nuova casa.

Il modo di vedere il Primo Ordine da parte della gente comune è un altro punto a favore di Resistance. Tutti i romanzi, così come i fumetti, le serie televisive e i videogiochi in avvicinamento al finale della saga sugli Skywalker hanno proprio come scopo principale, a livello di messaggio da far passare, quello di persuadere i fan non solo che la guerra non è finita ma che non necessariamente i Ribelli o la Resistenza sono l’unica strada, e che Impero e Primo Ordine non combattono solo perché sono “cattivi”. Anche loro hanno delle ragioni plausibili per far parte di questo conflitto. La gente comune è allo stremo e fa affidamento alle loro promesse. E il passaggio di Tam al Primo Ordine è molto esplicativo da questo punto di vista.
Resistance finisce qui: al momento non sono previsti altri episodi e altre stagioni. Perché? E qual è il giudizio definitivo su Resistance? Purtroppo la serie rimane deludente, e anche l’ultimo episodio non ne risolleva le sorti. Dove sono finiti Leia e Poe? Perché non dare spazio agli altri protagonisti della trilogia sequel? E la Forza? E i Jedi? È difficile costruire un contenuto su Star Wars rinunciando a tutto questo. Allo stesso tempo, un buon fan di Star Wars deve vederlo lo stesso, perché contiene comunque qualche spunto interessante dal punto di vista dell’arricchimento dell’immaginario, gestito dalla sapiente mano di Filoni. Insieme ad altri motivi, che abbiamo già analizzato in un articolo precedente, le carenze di cui abbiamo detto rendono Resistance piuttosto piatto, privo di quella profondità emotiva che invece avvertiamo negli altri contenuti.
La seconda stagione di Resistance, così come la prima, saranno disponibili in italiano tramite Disney+, a partire dal 24 marzo.






