The Book of Boba Fett: ecco perché la struttura della serie sembra non avere senso

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un’opinione, un parere o un’interpretazione personale dell’autore che può – eventualmente – essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

Il Capitolo 6 di The Book of Boba Fett è finalmente disponibile su Disney+, portandoci ad un passo dalla conclusione di questa meravigliosa – per alcuni – e disastrosa – per altri – serie tv, lanciata alla fine del 2021 e ormai prossima alla conclusione.

Di TBOBF si è detto di tutto, sia nel bene che nel male, ma senza ombra di dubbio una delle critiche maggiormente mosse allo show è relativa alla sua incomprensibile struttura.

Attenzione: seguono spoiler sul Capitolo 6 di The Book of Boba Fett.

Perché la struttura di The Book of Boba Fett sembra non avere senso?

The Book of Boba Fett: ecco perché la struttura della serie sembra non avere senso

Il titolo dello show parla chiaro: quel ‘The Book of‘ somiglia tanto a ‘le cronache di‘, ‘la storia di‘, ‘le avventure di‘, eppure dopo un lunghissimo prologo durato ben quattro episodi, Favreau confezione un Capitolo 5 che compie una digressione che nessuno di noi, sinceramente, si sarebbe mai aspettato.

Il Capitolo 4 si conclude con la promessa di una guerra contro i pyke, con Boba Fett finalmente deciso a far valere se stesso. Promessa però che si infrange contro un episodio – il quinto – completamente dedicato a Din Djarin. E, per carità, si tratta di un ottimo episodio, che non si rivela però essere un crossover ma una vera e propria puntata di The Mandalorian. Della serie madre ha tutto: protagonista, atmosfera, regia e tema cardine. Non vediamo un Din Djarin ‘ospite’ di The Book of Boba Fett, ma un vero interludio.

E se non bastasse quanto visto nel Capitolo 5, la storia di Din prosegue nel Capitolo 6, mostrandoci un emozionante incontro tra il mandaloriano e Ahsoka, in prossimità di quel tempio – qui appena costruito – in cui Kylo Ren cadrà nel lato oscuro, dando il via agli eventi della Trilogia Sequel.

The Book of Boba Fett: ecco perché la struttura della serie sembra non avere senso

Eventi che poco hanno a che fare con Boba Fett e la sua ascesa al potere, e la cui visione si rende necessaria alla piena comprensione di The Mandalorian. Parliamoci chiaro: d’ora in avanti sarà impensabile lanciarsi in una maratona di The Mandalorian, saltando The Book of Boba Fett. Un neofita dovrà per forza di cose passare per questo show per comprendere pienamente la storia di Din Djarin. E questa, proprio questa, è la risposta al perché la struttura di The Book of Boba Fett sembra non avere senso.

The Mandalorian: the Book of Boba Fett

Non è una rivelazione: è sempre stato sotto i nostri occhi, ma molti – compreso l’autore di questo articolo – si sono rifiutati di comprenderlo. Fino a questo momento, almeno.
The Book of Boba Fett non è una serie tv standard, come abbiamo creduto fin dal suo annuncio (tra l’altro sospettosamente piazzato nel post credit della seconda stagione di The Mandalorian).

The Book of Boba Fett: ecco perché la struttura della serie sembra non avere senso

The Book of Boba Fett non è uno show stand alone, e neanche uno spin off. Non è neanche una serie dedicata del tutto a Boba Fett, a scapito del titolo. TBOBF è un vero e proprio interludio di The Mandalorian: una stagione 2.5, che prepara lo spettatore alla terza stagione della serie, attualmente in produzione. Boba Fett è semplicemente il mezzo attraverso cui ci viene raccontata una parte della storia (e che probabilmente ci verrà del tutto svelata nel Capitolo 7). Storia che, non dobbiamo mai dimenticare, resta legata a doppio filo a The Mandalorian e al suo protagonista.

Se guardiamo a The Book of Boba Fett come una serie a sé stante è naturale – e augurabile – che la struttura ci sembri non avere senso. Dopotutto, perché piazzare passaggi fondamentali del protagonista di un’altra serie nel bel mezzo dello show? Passaggi che, c’è da dire, non hanno apparentemente nulla a che fare con la trama principale.
Ma se guardiamo The Book of Boba Fett per quello che è, ovvero un prolungamento della serie madre, allora tutto sembra avere più senso.
Se è impensabile guardare la terza stagione di The Mandalorian senza prima aver visto TBOBF, allora è corretto pensare a questo show come il proseguimento della seconda stagione.

The Book of Boba Fett ha effettivamente dimostrato fin dall’inizio di avere una struttura somigliante alle (ormai quasi del tutto obsolete) web series, ovvero prodotti collaterali che pur raccontando una storia sotto altri punti vista, restano comunque indissolubilmente legati alla serie originale. E quello a cui stiamo assistendo è proprio questo: un prodotto inscindibile da The Mandalorian, che ha lo scopo di accompagnarci alla terza stagione, raccontandoci al contempo storie e nozioni la cui comprensione sarà probabilmente necessaria alla visione dei nuovi episodi della serie madre.

The Book of Boba Fett: ecco perché la struttura della serie sembra non avere senso

E allora, abbiamo capito male noi? Bhe, no. Questa è tutta un’altra storia. Personalmente credo che la presentazione di The Book of Boba Fett potesse essere fatta molto meglio. Piazzare il teaser in coda al finale di stagione di The Mandalorian non è stato sufficiente, e Lucasfilm avrebbe dovuto mettere nero su bianco che quanto avremmo visto sarebbe stato un ‘The Mandalorian: the Book of Boba Fett‘, e non una serie stand alone come sarà invece Andor, Obi-Wan kenobi, Ahsoka e tutte le altre serie già annunciate.

Un problema di comunicazione, a mio parere, che ha infastidito molti fan che avrebbero potuto godere molto di più dello show se solo fosse stato rispettato quel contratto di chiarezza implicito tra produttore e spettatore.

In fondo, lo sappiamo: le aspettative sono la via per il lato oscuro. Le aspettative conducono all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza.

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Kinguin

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