Andor è in arrivo quest’anno: la serie tv con protagonista Diego Luna nei panni della spia ribelle ha avuto una lunga produzione, ma è finalmente pronta a vedere la luce sotto la supervisione di Tony Gilroy, precedentemente in carica dei numerosi reshoot di Rogue One, e ora showrunner dell’opera Disney+.
Proprio Gilroy è stato intervistato da Vanity Fair, rivelando alcune interessanti informazioni su Andor. Il regista parte affermando, ad esempio, che nella prima stagione della serie non apparirà K-2SO, il droide imperiale riprogrammato interpretato da Alan Tudyk; con tutta probabilità, però, lo vedremo nella già annunciata seconda stagione dello show, la cui produzione inizia quest’anno. Proprio su questa seconda parte Gilroy si è espresso citandola come un elemento fondamentale per comprendere l’intera storia, immaginandola quindi come un unico grande romanzo diviso (non è chiaro se con ciò si vogliano escludere ulteriori serie di episodi).
Andor come Better Call Saul?
Per quanto riguarda la storia, a quanto pare assisteremo a numerosi flashback, utili a inquadrare meglio la turbolenta infanzia di Cassian. Il pianeta del futuro ribelle, infatti, è vittima di una tragica invasione da parte dell’Impero, e il ragazzino è costretto ad una costante fuga.
Il suo pianeta d’adozione sarà al centro di tutta la prima stagione, e assisteremo ad un processo di radicalizzazione
Un’introduzione a tratti simile a quella di Jyn Erso, con il protagonista ignaro e noncurante dell’ideale ribelle, costretto a ricredersi grazie ad una serie di eventi che vedremo durante tutta la serie. A questo proposito, un ruolo importante sarà giocato dal personaggio di Mon Mothma, per la prima volta apparso ne Il Ritorno dello Jedi, e qui -come accaduto in Rogue One- nuovamente interpretata da Genevieve O’Reilly. Per Gilroy la senatrice avrà un ruolo centrale nella narrazione, costituendo uno dei due nuclei (l’altro è quello di Cassian) a cui attorno orbiteranno una serie di personaggi e dinamiche che rivedremo proposte anche nella seconda stagione.
Come giustamente fa notare Anthony Breznican di Vanity Fair, sembra un tipo di struttura simile a quella vista in Better Call Saul, la serie prequel di Breaking Bad in cui coesistono diverse storyline che occasionalmente si incrociano, generando risultati utili anche a definire l’universo narrativo d’appartenenza, oltre che ad approfondire i rispettivi protagonisti.
Sul personaggio di Diego Luna c’è ovviamente grandissima attenzione:
è seducente in una maniera che gli permette di manipolare le persone […] è un tipo di spia, guerriero e assassino perfetto.
Pare che all’inizio della storia lo vedremo osservato da uno scout ribelle in cerca di potenziali nuove reclute. E’ in questo momento di particolare difficoltà che Andor verrà in contatto con l’Alleanza, cominciando così il viaggio che lo porterà a dare tutto sé stesso per un’ideale in cui crede ciecamente, e per cui ha così tanto sacrificato. Questo elemento di grigio, accennato anche all’inizio del film di Gareth Edwards, sarà sicuramente tra gli aspetti più interessanti della serie: Cassian è infatti un personaggio senza scrupoli, che non rinuncia a uccidere alleati dei Ribelli pur di non mettere a rischio le operazioni dell’Alleanza.






