Probabilmente non esiste un personaggio di Star Wars che sia stato al centro di così tante teorie come lo è stato Snoke, il Leader Supremo a capo del Primo Ordine il cui esordio risale al 2015, con Episodio VII: il Risveglio della Forza.
Presentato come un potente fruitore della Forza, capace addirittura di corrompere e portare al lato oscuro il figlio di Leia e Han Solo, Kylo Ren, l’identità di Snoke è stata un vero e proprio mistero fin quando l’ultimo capitolo della Trilogia Sequel ha rivelato la sua vera natura: un burattino nelle mani del redivivo Palpatine.

Eppure Snoke non è solo questo: come ha lasciato intuire The Mandalorian, con la sua sotto-trama dalle sfumature vagamente thriller soprattutto nella seconda stagione della serie, dietro la ‘creazione’ del Leader Supremo si nasconde molto di più.
Palpatine e i suoi accoliti, infatti, sono ricorsi alla manipolazione genetica probabilmente sfruttando il materiale organico di Grogu (e forse anche quanto rimasto della mano mozzata di Luke Skywalker) per dare vita a questo strandcast, termine che vuole indicare proprio i frutti di questi esperimenti.
Ma chi c’è dietro Snoke? Il Leader Supremo è nato in provetta o tutto è partito da un campione iniziale, magari un volontario (sempre come lascia intendere The Mandalorian nel Capitolo 12, l’Assedio)?
Sono le stesse domande che si è posto Andy Serkis, l’attore che ha dato vita a Snoke e che recentemente è tornato in Star Wars: Andor, stavolta per vestire i panni del prigioniero Kino Loy.

Secondo Serkis, infatti, la storia di Snoke meriterebbe un approfondimento, e in realtà non è detto che non arrivi: i nuovi prodotti di Star Wars, infatti, spesso strizzano un occhio alla sotto-trama genetica della Sequel, lasciando intuire che – prima o poi – anche quel nodo verrà sciolto.
Nel frattempo, seppur passate di moda, possiamo sbizzarrirci a ipotizzare chi si nasconda veramente dietro il misterioso Snoke.






