Grazie a Ubisoft abbiamo potuto provare su PlayStation 5 la Gold Edition di Star Wars Outlaws, ultima manifestazione videoludica della famosa saga spaziale targata Ubisoft
Massive.
Ho giocato per una decina di ore in due giorni, ed ecco le mie prime impressioni. La trama del gioco è piacevole e non risulta estremamente articolata, almeno all’inizio (qui i nostri pro e contro se ancora non siete convinti dell’acquisto).
Il titolo è strutturato in fazioni: all’inizio avremo a che fare con Gli Hutt, l’Alba Cremisi e il sindacato Pyke.

Ci muoviamo nell’intricata malavita galattica, dove gli scrupoli non trovano spazio; ogni
missione principale o secondaria va ad influire sui nostri rapporti con i gruppi criminali,
togliendo e aggiungendo benefit a seconda del caso. Tuttavia, almeno all’inizio, non è ancora chiaro quanto le nostre azioni influiranno sulla trama.
Il gioco si apre durante una riunione che ha il compito di presentare le fazioni criminali e
identificare la finestra temporale in cui è ambientato.
Siamo tra Episodio V: l’Impero Colpisce Ancora e Episodio VI: il Ritorno dello Jedi; la Morte Nera è stata distrutta (la prima) e questo ha fornito alle attività malavitose un’opportunità di crescita nella Galassia, grazie anche alla ridotta presenza imperiale nei sistemi dell’orlo esterno.
Poco lontano la protagonista Kay sogna come tanti altri una vita migliore: nella mansarda di un bar parte la nostra avventura.
Kay è una ragazza cresciuta nei bassifondi, vive di espedienti e piccoli furti: viene aiutata dal suo mentore Brom, il gestore del bar in cui vive e, quando le si prospetta la possibilità di cambiare vita, la coglie compiendo un grande furto.
Le atmosfere della saga sono immediatamente riconoscibili, sia per i fan di vecchia data che per le “new entry”. A livello di sceneggiatura i personaggi sono molto ben tratteggiati,
rendendo il titolo estremamente piacevole.
Pad alla mano appare tutto abbastanza familiare in quanto la vena creativa di Ubisoft è
fortemente riconoscibile e questo rischia in un primo momento di pregiudicare l’esperienza.

Le fasi platform sembrano uscite direttamente da Assassin’s Creed, mentre lo shooting da
Battlefront. Abbiamo una componente stealth basilare (aiutata da una I.A., molto artificiale
ma poco intelligente!) che però si rivelerà fondamentale andando avanti nel gioco. Vera
novità è l’interazione con la fedele mascotte Nix, che rende il gameplay più stratificato e
curioso: per molti enigmi e sezioni sarà indispensabile per il procedere nel gioco.
A livello tecnico il gioco non fa gridare al miracolo. Come anticipato l’ho provato su Playstation 5 e purtroppo è possibile notare quanto in alcune sezioni si scenda a compromessi grafici.
Ci sono le due immancabili modalità di scelta grafica: Qualità e Performance.
La prima ci regala una buona qualità visiva ma con vistosi drop di fps nelle fasi più concitate o ricche di dettagli.
La seconda invece alza il framerate avvicinandolo ai 60 fps utilizzando una risoluzione
dinamica per cercare di mantenerli stabili, riuscendoci il più delle volte.
Questo non preclude la godibilità del gioco; infatti, durante le esplorazioni con lo speeder (esperienza molto gratificante!) mi sono fermato spesso ad ammirare il panorama, facendo anche uso della modalità foto: il motore grafico ci regala grandi soddisfazioni.
Star Wars: Outlaws ha un ottimo potenziale ed è rispettoso della saga.
Dovremo trascorrere molto tempo in sua compagnia: è un prodotto che fa dell’esplorazione
e del completismo i suoi punti forti.
È vero: mancano i Jedi e la Forza, ma come alcune produzioni ci hanno insegnato, anche
senza una spada laser si può raccontare una storia.
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