Le prime reazioni alla serie Skeleton Crew, in arrivo su Disney+ il 4 dicembre, sembrano purtroppo già portare con sé una triste eco delle polemiche che hanno circondato altre recenti produzioni di Star Wars, come The Acolyte. A finire sotto attacco questa volta è il giovane attore Ravi Cabot-Conyers, di soli 13 anni, che interpreta il personaggio di Wim, uno dei quattro protagonisti della serie.

La controversia è partita da un commento offensivo apparso sulla piattaforma X (precedentemente nota come Twitter). Un utente, errando persino nel genere del giovane attore, lo ha definito come “l’ennesima attrice di colore come protagonista”, un’affermazione che non solo denota scarsa attenzione ai dettagli, ma rivela anche una radicata intolleranza. Questo tipo di osservazioni non sono nuove nell’universo di Star Wars e rappresentano un attacco personale privo di fondamento. Nella serie, il personaggio di Wim è descritto come un ragazzo curioso e intraprendente, un giovane leader che guida il suo gruppo di amici in un’avventura per ritrovare la strada verso casa.
La notizia è stata riportata da Jordan Maison di Cinelinx, il quale ha espresso la speranza che Lucasfilm intervenga in difesa dei giovani protagonisti della serie, piuttosto che mantenere il silenzio come avvenuto con The Acolyte. La richiesta di Maison è un richiamo all’importanza di proteggere i membri più vulnerabili del cast dalle critiche ingiustificate e dalle offese mirate. Negli ultimi tempi, il fandom di Star Wars ha visto un aumento degli attacchi rivolti agli attori, un fenomeno che porta con sé riflessioni amare sulla natura del dialogo online.
Di fronte a questa situazione, speriamo tutti che Lucasfilm, così come Disney, possano agire con fermezza, prendendo posizione per tutelare l’integrità e il benessere di questi ragazzi. Con Skeleton Crew ormai prossimo al debutto, si augura che questa serie possa essere accolta con un dibattito più inclusivo e rispettoso.






