In occasione del 45° anniversario de L’Impero colpisce ancora, George Lucas ha partecipato al TCM Classic Film Festival per introdurre una proiezione speciale del film e condividere alcuni aneddoti legati alla sua realizzazione. Durante una sessione di domande e risposte moderata da Ben Mankiewicz di Turner Classic Movies, Lucas ha raccontato come riuscì a mantenere il pieno controllo creativo della sua saga e a rivoluzionare l’industria cinematografica.
Un sogno troppo grande per un solo film

Lucas ha spiegato come l’idea originaria per Star Wars fosse molto più ampia di quanto il primo film potesse contenere. “Quando terminai la sceneggiatura di Star Wars, era lunga 180 pagine”, ha ricordato. “Così la divisi in tre parti, concentrandomi sulla prima, perché non avremmo mai avuto abbastanza soldi per realizzarla tutta.“
Quando Alan Ladd Jr. della 20th Century Fox decise di scommettere su Lucas, il primo Star Wars divenne un fenomeno inaspettato, ridefinendo le possibilità commerciali del cinema d’intrattenimento.
L’accordo che cambiò Hollywood
Dopo il successo di Star Wars, Lucas negoziò un contratto straordinario per l’epoca: mantenne il controllo creativo completo e tutti i diritti di licensing. “Dissi loro: ‘Voglio i diritti perché farò comunque quei film, a prescindere da tutto… E voglio anche il licensing’. Loro mi risposero: ‘Cos’è il licensing?’“, ha raccontato Lucas tra le risate del pubblico.
Quella mossa, allora ritenuta irrilevante dallo studio, si rivelò invece geniale, trasformando il marchio Star Wars in uno dei più redditizi della storia del cinema.
L’Impero colpisce ancora: una sfida personale
Con i proventi del primo film come garanzia, Lucas decise di autofinanziare L’Impero colpisce ancora. Sebbene Fox si occupasse ancora della distribuzione, il progetto fu interamente gestito alle condizioni dell’autore.
Tuttavia, Lucas ha ammesso che la pressione non derivava tanto dal superare il successo creativo di Star Wars, quanto dall’urgenza di rendere il sequel un successo finanziario: “Se L’Impero avesse fallito, non solo avrei visto svanire il sogno di una saga più ampia, ma sarei anche andato in bancarotta“.
Fortunatamente, il film superò ogni aspettativa, consolidando il suo status di capitolo più amato della saga da parte di fan e critica.

Tra gli aneddoti più divertenti, Lucas ha spiegato la scelta di dare a Yoda un modo di parlare così peculiare: “Era una decisione voluta. Se qualcuno parla un inglese normale, spesso non si presta molta attenzione. Se invece è più difficile capire cosa dice, il pubblico si concentra di più“. Essendo Yoda una sorta di filosofo, era fondamentale che i suoi insegnamenti catturassero l’attenzione anche del pubblico più giovane.
Un’eredità che continua
La presenza di Lucas al festival ha ribadito l’influenza duratura della sua visione su tutta la cultura popolare. L’Impero colpisce ancora non solo rappresenta uno dei momenti più alti della saga, ma anche il coronamento della determinazione di un giovane regista che, sfidando le regole di Hollywood, costruì il proprio impero cinematografico.






