Tony Gilroy svela i retroscena di Andor 2: budget, ostacoli produttivi, cameo mancati e molto altro

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Con l’uscita della seconda stagione di Andor fissata per il 22 aprile 2025 su Disney+, il creatore e showrunner Tony Gilroy ha concesso una lunga intervista a The Hollywood Reporter, affrontando numerosi aspetti della produzione: dalle sfide logistiche legate agli scioperi di Hollywood alla gestione del budget, passando per il cast, la colonna sonora e i legami con la continuity di Star Wars. Di seguito, i punti salienti dell’intervista.

Libertà creativa ai registi e un metodo “cinematografico”

Gilroy ha sottolineato come Andor si sia distinto per l’approccio produttivo: i registi hanno ricevuto i copioni e hanno potuto girare in autonomia, senza la presenza costante degli sceneggiatori sul set. Un’impostazione rara per la televisione, soprattutto in una produzione di questo calibro, che ha dato ai registi una libertà visiva insolita per uno show seriale.

“I registi prendono lo script e fanno il loro film. Nessuno scrittore è sul set. Non vogliamo riprese di copertura, vogliamo che i registi abbiano libertà.”

Scioperi e ingegno: il caso del campo di segale

La produzione ha dovuto affrontare i duri colpi degli scioperi di WGA e SAG-AFTRA nel 2023. Gilroy ha rivelato che la scrittura si era conclusa solo sei giorni prima dell’inizio dello sciopero degli sceneggiatori, il che ha permesso alla produzione di procedere temporaneamente. Tuttavia, lo stop imposto dallo sciopero degli attori ha congelato le riprese, costringendo la troupe a rivedere i piani — compresa una sequenza ambientata in un campo di segale da 200 acri, prevista per le riprese di Mina-Rau.

“Abbiamo dovuto trovare soluzioni audaci, come in un film. Ma siamo riusciti a farcela, e il risultato sarà visibile sullo schermo.”

Un budget elevato giustificato dalla visione

Nonostante l’acclamazione della critica, Andor ha sempre avuto numeri d’ascolto considerati “non convenzionali”. Gilroy ha ammesso di aver discusso apertamente con Disney su quanto la seconda stagione dovesse mantenere uno standard elevato, anche a costo di rischiare:

“Preferivamo non farla, piuttosto che farla male. E lo abbiamo detto chiaramente. Ma il supporto di Kathy Kennedy e Bob Iger, insieme ai buoni riscontri della critica, ha fatto la differenza.”

Influenze storiche e parallelismi con il mondo reale

Tony Gilroy svela i retroscena di Andor 2: budget, ostacoli produttivi, cameo mancati e molto altro

Tra le ispirazioni per la narrazione, Gilroy ha citato eventi storici reali, come la Conferenza di Wannsee del 1942, usata come base per l’incontro tra Krennic e gli alti ufficiali imperiali nella serie. Ha inoltre fatto riferimento all’incendio del Reichstag come modello per la propaganda imperiale contro i Ghormani, dimostrando come Andor affondi le radici in temi storici profondi e disturbanti.

Musica: addio Britell, benvenuto Brandon Roberts

La colonna sonora della prima stagione, firmata da Nicholas Britell, ha lasciato il segno, ma il compositore ha dovuto abbandonare il progetto per motivi personali. Gilroy ha scelto Brandon Roberts come sostituto, definendolo “il coltellino svizzero perfetto” per completare la partitura della seconda stagione. Britell sarà comunque accreditato per due episodi e per i temi principali riutilizzati.

I cameo mancati su Yavin

Una delle rivelazioni più curiose riguarda la mancata inclusione di alcuni “legacy characters” in una scena ambientata su Yavin. Gilroy ha spiegato che portare certi personaggi storici in scena è complesso, non solo per motivi economici ma anche logistici. Alcuni attori semplicemente non erano disponibili. Si ipotizza che tra i personaggi assenti ci possano essere Bail Organa, Jan Dodonna, General Draven o Admiral Raddus, già visti in Rogue One.

Un dettaglio interessante per gli appassionati del canon riguarda la battuta di Cassian Andor in Rogue One, dove afferma “è la prima volta che vengo imprigionato”. Gilroy ha spiegato che si tratta semplicemente di una bugia deliberata:

“È una spia, non vuole rivelare troppo. Sta solo prendendo in giro gli altri.”

La seconda stagione di Andor debutterà su Disney+ il 23 aprile, con i primi tre episodi rilasciati in contemporanea. I successivi arriveranno a cadenza regolare in quattro blocchi da tre episodi ciascuno.

Con una produzione articolata, un tono maturo e una visione coerente, Andor continua a rappresentare una delle proposte più ambiziose e raffinate dell’intero universo Star Wars. Per Gilroy e il suo team, la seconda stagione è più di una continuazione: è un’eredità narrativa da trasmettere.

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