Mark Hamill riapre il dialogo su Star Wars: Gli Ultimi Jedi e questa volta lo fa con uno sguardo più disteso. Ospite del podcast “Bullseye with Jesse Thorn”, l’attore ha chiarito i motivi del suo dissenso nei confronti del percorso intrapreso dal personaggio di Luke Skywalker. Ha anche spiegato perché, col senno di poi, avrebbe gestito diversamente le sue critiche pubbliche.
Al tempo dell’uscita del film, Hamill non nascose il suo disappunto per la trasformazione del suo personaggio in un eremita tormentato e isolato, ma oggi definisce Gli Ultimi Jedi un “grande film” e Rian Johnson “uno dei registi più talentuosi” con cui abbia mai lavorato. “Forse non avrei dovuto esprimere pubblicamente il mio dissenso sulla direzione narrativa di Luke”, ha ammesso.

Hamill ha raccontato di aver chiesto a Johnson di potersi costruire un background alternativo per riuscire a calarsi meglio nella nuova versione del Jedi. Una storia tragica, che coinvolge la perdita di una famiglia immaginaria, utile a dargli una motivazione coerente per giustificare l’abbandono dell’Ordine. “Volevo che avesse senso per me”, ha detto, “anche se non è finita nel film”.
L’attore ha anche voluto dissipare ogni voce su possibili tensioni personali con Johnson: “Non ho mai avuto nulla contro di lui. Ho sempre cercato di dare il massimo per onorare il suo lavoro”.
Dopo l’apparizione in L’ascesa di Skywalker e nelle serie The Mandalorian e The Book of Boba Fett, Hamill ha ribadito di non avere intenzione di tornare nei panni di Luke: “Ho avuto il mio momento, è giusto che ora la saga guardi avanti”.






