Gilroy: Star Wars Andor non è stato nominato alle categorie principali degli Emmy perchè è stata vista poco

Tony Gilroy racconta la creazione totalizzante di Andor, riflette sulle nomination mancate agli Emmy e anticipa il suo nuovo film Behemoth

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Dopo aver trascorso oltre cinque anni immerso nella creazione di Andor, Tony Gilroy riflette sull’intensità dell’esperienza e sull’impatto che la serie ha avuto su di lui, sull’industria e sul panorama narrativo attuale. In una lunga intervista, il creatore di una delle serie più acclamate dell’universo Star Wars racconta il dietro le quinte del progetto, anticipa il suo prossimo film Behemoth! e commenta la fragilità del sistema produttivo contemporaneo.

Costruire Andor: una sfida creativa senza tregua

Gilroy descrive la lavorazione di Andor come “l’esperienza creativa più totalizzante” della sua carriera. “Ogni giorno era un buffet di immaginazione: scrittura, regia, musica, costumi, effetti speciali,” ha spiegato. Ma l’intensità aveva un prezzo: nessuna pausa, nessuna malattia, nessun ritardo consentito. “Se restavi indietro di due passi, era come una valanga che ti travolgeva.”

La serie ha richiesto un coinvolgimento costante e assoluto, giorno dopo giorno, per oltre cinque anni. Un impegno che, secondo Gilroy, richiede sia forza giovanile che esperienza consolidata. “Usi ogni cosa che hai imparato nella tua vita, ogni giorno”.

Semi narrativi e costruzione seriale

Uno degli aspetti più apprezzati di Andor è la sua costruzione narrativa stratificata. Gilroy ammette che alcuni elementi sono stati pianificati, come l’introduzione di Scarif nella prima stagione e Ghorman nella seconda. Altri dettagli, invece, sono stati seminati senza sapere come sarebbero stati riutilizzati: “A volte è l’uovo, a volte la gallina,” ha dichiarato. Questo approccio flessibile ha permesso alla serie di crescere organicamente, mantenendo una coerenza tematica profonda.

Le nomination mancate agli Emmy

Nonostante il plauso della critica e l’impatto culturale, Andor non ha ottenuto il riconoscimento atteso agli Emmy. Un’assenza che ha colpito Gilroy, soprattutto dopo anni di lavoro ininterrotto e una visione artistica portata avanti con rigore. “Abbiamo dato tutto, e sapere che non siamo stati nominati è stato un duro colpo,” ha ammesso.

Per il creatore, il mancato inserimento nelle categorie principali rappresenta un sintomo più ampio delle difficoltà del settore: “Viviamo un’epoca in cui anche i progetti più apprezzati rischiano di passare inosservati per motivi che spesso sfuggono alla logica creativa.” Nonostante la delusione, Gilroy continua a guardare avanti con determinazione.

Behemoth!: un progetto personale, fuori dagli schemi

Dopo Andor, Gilroy è tornato al cinema con Behemoth!, un progetto decisamente atipico. Ambientato a Los Angeles nel mondo dei musicisti da studio, il film è girato interamente nei teatri di registrazione, con performance musicali dal vivo. “È un film che normalmente oggi non verrebbe finanziato,” ha ammesso. “Costa più del dovuto ed è molto insolito.”

Il progetto è stato possibile grazie alla fiducia guadagnata con il successo di Andor. “Credo che sia una di quelle situazioni in cui incassi i crediti accumulati.”

L’industria in crisi e il paradosso dello streaming

Gilroy non nasconde la sua frustrazione per lo stato attuale dell’industria dell’intrattenimento. Sebbene il consumo di contenuti narrativi sia più alto che mai, il sistema produttivo appare fragile. “Oggi si lavora quasi come in un progetto di beneficenza,” ha detto, riferendosi al fatto che molti professionisti accettano compensi ridotti pur di lavorare.

Secondo il regista, il modello dello streaming non ha ancora trovato un equilibrio sostenibile. Le aspettative irrealistiche e i continui cambiamenti di strategia da parte delle piattaforme hanno generato confusione e instabilità. “Prima era: ‘spendiamo tutto per avere un nuovo Game of Thrones’. Poi è diventato: ‘non possiamo più permettercelo’.”

Il problema, a suo avviso, è anche la mancanza di trasparenza nei dati. “Nessuno sa davvero quanti spettatori guardano cosa, e comunque quei numeri non contano più come una volta. Ora tutto è legato al contesto, alle abitudini, alle scelte di consumo.”

In mezzo all’incertezza, Gilroy continua a creare. “Non puoi preoccuparti dei numeri. Devi solo fare il lavoro,” afferma. E si considera fortunato a poter realizzare Behemoth! secondo la sua visione. “Sono praticamente un unicorno, nessuno riesce a credere che ci stiamo riuscendo.”

Tutte le stagioni di Andor sono disponibili in streaming su Disney+ e Hulu.

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