Requiem: Il miglior Resident Evil di sempre?

Matteo Greco
Matteo Greco
Sono Matteo Greco, classe 1989, nato a Genova, e ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del gaming in tenera età con il Sega Mega Drive! Nel tempo questa passione è cresciuta fino alla decisione di aprire un canale YouTube. L’amore per il cinema e per la fantascienza è cresciuto di pari passo.
Requiem: Il miglior Resident Evil di sempre?

Il primo Resident Evil è uscito nel 1996 su PlayStation, oggi esce il capitolo numero 9, esattamente 30 anni dopo. Non tutte le saghe possono vantare una storia così lunga costellata di vari capitoli e spinoff, ovviamente non tutti riusciti allo stesso modo, ma va dato atto alla Capcom di essersi sempre saputa rinnovare con intelligenza senza quasi mai snaturare la sua saga ma soprattutto i suoi iconici personaggi.

Requiem: Il miglior Resident Evil di sempre?

Attendevo questo capitolo come un bambino che attende il Natale, gli ingredienti per il successo c’erano tutti: Dinamiche rodate, Raccon City e Leon kennedy. Aspettative confermate?

Il gioco si svolge 7 anni dopo gli avvenimenti di Resident Evil: Village e 9 anni prima del relativo DLC intitolato “le ombre di Rose”.  Al ritrovamento di un misterioso cadavere all’hotel Wrenwood, l’ultimo di una nutrita serie di omicidi, viene incaricata per le indagini Grace Ashford, analista dell’FBI con un forte legame con l’albergo in questione infatti sua madre Alyssa Ashcroft (personaggio già presente nel capitolo Outbreak per PlayStation 2) è stata assassinata proprio lì in circostanze mai chiarite. In realtà il tutto non era che una trappola con lo scopo di rapire la ragazza per scopi da definire. 

Parallelamente Leon Kennedy, che non ha bisogno di presentazioni,  segue una scia di indizi che lo porteranno ad indagare su un tale Victor Gideon, un ricercatore assunto dalla Umbrella e presente a Raccon City al tempo del primo contagio. Le indagini lo porteranno alla casa di cura Rhodes Hill dove incontrerà Grace ed entrambi dovranno cercare una via d’uscita. Purtroppo per loro il posto è letteralmente infestato di creature che renderanno il tutto non certo facile.

Requiem: Il miglior Resident Evil di sempre?

Una trama semplice, come in tutti i Resident Evil, che nasconde molti collegamenti ai capitoli precedenti con lo scopo di dare una degna chiusura ad un ciclo narrativo iniziato decenni fa. Sebbene nella seconda parte la gran parte degli avvenimenti sono considerabili “fan service”, non sono mai fastidiosi e non tolgono spazio ad una narrazione che fino ai minuti finali del titolo ha il merito di tenerti sul pezzo e di non risultare mai banale o scontata. Tutto funziona molto bene.

Ho avuto modo esplorare il titolo con estrema cura giocandolo in live sul mio canale e privatamente con l’intento di godermelo al meglio ma soprattutto poterne parlare con chiarezza a tutte le persone che magari vogliono approcciarsi al titolo ma sono frenati dalle contrastanti recensioni che girano sul web. Sono pronto a dirvi la mia, Ovviamente senza spoiler.

La storia principale come tutti sappiamo avrà due personaggi giocabili: Leon e Grace, molto diversi tra loro come dinamiche di gioco. Nei panni della ragazza dovremo giocare con approccio più cauto, molto simile a quello usato con Ethan nel settimo capitolo. Le munizioni saranno scarse ed assolutamente insufficienti per ripulire le zone dalle minacce costringendoci a nasconderci per evitare i pericoli rendendola di fatto un’esperienza horror pura.

Leon invece è l’esatto opposto, essendo un soldato navigato ed armato non ha problemi a spazzare orde di zombi. Capcom si dimostra molto brava a far percepire al giocatore la tipologia di personaggio controllato riuscendo a diversificare il gameplay in maniera netta unendo il buono ottenuto negli ultimi capitoli della saga.

Requiem: Il miglior Resident Evil di sempre?

Il gioco dispone di diversi gradi di difficoltà a partire dal facile, utile a mio parere per i cacciatori di trofei, media che offre un buon grado di sfida anche per via della necessità di utilizzare i nastri per salvare come ai vecchi tempi fino ad arrivare alla difficoltà “follia” sbloccabile una volta finito il gioco che rappresenta una vera e propria sfida da affrontare in un secondo momento.

Unico difetto ma soggettivo in quanto parlo per considerazione personale è proprio l’alternanza dei personaggi in rispetto al tempo giocato. Ho raggiunto i titoli di coda dopo 13 ore di gioco, quindi in linea con gli standard della saga ma arrivato alle fasi finali del ho avuto la percezione di aver giocato uno dei più bei capitoli della saga ma contemporaneamente di non aver costruito il personaggio con la cura che avrei voluto. Il gameplay è raffinatissimo ma non ha il tempo di scendere in profondità. Mancano potenziamenti degni di nota al personaggio ed alle armi, tutto molto superficiale, nessun tesoro oppure vero motivo per ritornare sui propri passi, salvo qualche eccezione in parti ben precise del gioco. Avrei personalmente preferito la campagna divisa come nel 2, e qualche ora di gioco in più, ma sono considerazioni personali. Probabilmente con l’arrivo dei DLC annunciati avremo un quadro più completo anche in termini di ore giocate.

Resident evil Requiem rappresenta il completamento di un lavoro iniziato col settimo capitolo e continuato con la serie remake, che hanno avuto lo scopo non solo di rendere fruibile pietre miliari del genere a tutti i gamer che per età o possibilità non hanno potuto goderseli ai loro tempi; ma anche di rinnovare e maturare trame e personaggi che oggi trovano la quadratura in un capitolo che fonde tutte queste dinamiche. Grace offre continuità al lavoro svolto con il settimo ed ottavo capitolo della saga; mentre Leon rappresenta il massimo livello raggiunto col gameplay rodato dei remake moderni. 

In conclusione per rispondere alla domanda iniziale, siamo di fronte al miglior Resident Evil di sempre?

Requiem: Il miglior Resident Evil di sempre?

Sicuramente di un dei capitoli migliori della saga, in quanto è un viaggio meraviglioso e ben curato che non cala quasi mai di intensità nella narrazione e nel gameplay. Possiamo comodamente dividere il gioco in due parti ben distinte: La prima ambientata all’hotel Wrenwood ed alla casa di cura di Rhodes Hill prevalentemente con Grace davvero ispirata come atmosfere e level design, decisamente il picco positivo del titolo sotto tutti i punti di vista; e la seconda con protagonista Leon che ha lo scopo di riportare tutti i vecchietti della saga come il sottoscritto indietro di 30 anni nella loro cameretta quando vivevamo le vicende di Raccon City con ansia e stupore. A detta di molti è la parte debole del gioco ed effettivamente la nostalgia batte la narrazione anche in virtù di un oggettivo calo nel ritmo della narrazione, ma come detto prima è tutto fan service positivo.

Forse non è il migliore della saga ma a detta mia è il più IMPORTANTE in quanto chiude in maniera definitiva tutte o quasi le storie rimaste aperte e le domande intorno all’incidente di Raccon city e le implicazioni della Umbrella Inc.

Ora il passato è decisamente alle spalle, guardiamo avanti.

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Kinguin

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