C’è un motivo se Mixtape sta attirando così tanta curiosità prima ancora del lancio: non sembra voler inseguire il solito racconto adolescenziale, ma provare a trasformarlo in un’esperienza interattiva costruita su ricordi, canzoni e momenti sospesi. Il nuovo progetto di Beethoven & Dinosaur, lo studio già noto per The Artful Escape, mette al centro tre amici e la loro ultima notte insieme, raccontata come una compilation di episodi, immagini e sensazioni che si rincorrono fino alla festa finale. L’uscita è fissata al 7 maggio 2026 e il gioco arriverà su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2.
L’idea più interessante, però, è il modo in cui Mixtape costruisce il suo racconto. Non si limita a seguire i protagonisti in un viaggio lineare, ma usa una playlist “perfettamente curata” per trascinarli dentro versioni oniriche dei loro ricordi, quasi come se ogni brano aprisse una finestra su un passaggio decisivo della loro crescita. Sulla carta è una formula semplice, ma il materiale ufficiale suggerisce un tono più ambizioso: non un collage nostalgico fine a sé stesso, bensì una storia sul momento in cui ci si accorge che certi legami stanno per cambiare forma.
Anche sul piano del gameplay il progetto sembra voler evitare la monotonia. Le informazioni diffuse da Annapurna e PlayStation parlano di una sequenza di vignette narrative e situazioni giocabili molto diverse tra loro: si passa dallo skateboard al volo, dalle foto in un parco divertimenti abbandonato alle palle da baseball, fino a un spettacolo pirotecnico improvvisato dal sedile posteriore di un’auto. È una struttura quasi antologica, dove ogni scena prova a restituire un frammento diverso dell’adolescenza. Se funzionerà, il risultato potrebbe essere uno di quei giochi capaci di lasciare il segno più per atmosfera e ritmo che per la quantità di contenuti.
Poi c’è l’elemento che dà davvero identità al progetto: la colonna sonora. Il materiale promozionale cita artisti come DEVO, Roxy Music, Lush, The Smashing Pumpkins, Iggy Pop, Siouxsie and the Banshees, Joy Division e The Cure, e non è un dettaglio secondario. In Mixtape la musica non sembra servire da semplice accompagnamento, ma da vera struttura narrativa. Il team ha insistito più volte sul fatto che la “mixtape” non riguarda solo le canzoni, ma anche il modo in cui si alternano scene, meccaniche e stili visivi. È una scelta che aumenta parecchio le aspettative, perché promette un’opera in cui il montaggio emotivo conta quanto l’azione sullo schermo.
Il rischio, naturalmente, è quello di affidarsi troppo all’effetto nostalgia. Ma da ciò che si è visto finora, Mixtape sembra cercare qualcosa di più concreto: la sensazione precisa di quando un’estate, una festa o una corsa notturna diventano improvvisamente un confine tra “prima” e “dopo”. Non è un caso che il gioco venga presentato come un racconto fatto di primi baci, bravate, fughe, piccole trasgressioni e addii imminenti. Tutto ruota attorno a quell’età in cui ogni gesto appare enorme, anche se in seguito resterà soltanto come un dettaglio in una memoria confusa ma potentissima.
A rendere ancora più interessante il quadro c’è il percorso dello studio. Dopo The Artful Escape, Beethoven & Dinosaur torna a lavorare con Annapurna Interactive puntando ancora su musica e identità visiva, ma con un impianto molto più corale e terrestre. Non più soltanto viaggio interiore e psichedelia, dunque, ma una dimensione più umana, quotidiana e malinconica. Proprio questo scarto potrebbe diventare il suo punto di forza: Mixtape sembra voler raccontare l’adolescenza non come una favola perfetta, ma come un groviglio di entusiasmo, confusione e consapevolezza tardiva.
C’è infine un dettaglio pratico da non sottovalutare: il gioco sarà disponibile dal day one su Xbox Game Pass, un fattore che potrebbe ampliarne subito la visibilità e trasformarlo in una delle uscite narrative indipendenti più chiacchierate della stagione. Ma anche al di là del catalogo in abbonamento, Mixtape ha già l’aria di un progetto costruito con una voce precisa. Se riuscirà a tenere insieme scrittura, ritmo e uso della musica, potrebbe essere una delle sorprese più interessanti tra i titoli narrativi del 2026.







