La tecnologia utilizzata per ricreare digitalmente Peter Cushing nei panni del Grand Moff Tarkin in Rogue One: A Star Wars Story è stata considerata rivoluzionaria al momento della sua uscita. Tuttavia, secondo il regista Tony Gilroy (showrunner anche della serie Star Wars: Andor), questa tecnologia è ormai obsoleta.
L’Industrial Light & Magic (ILM) aveva investito risorse significative nello sviluppo della CGI necessaria a riportare in vita il personaggio, ma l’avvento dell’intelligenza artificiale ha reso questi metodi superati.
Il passaggio dall’innovazione all’obsolescenza

In un’intervista a Empire Magazine, Gilroy ha paragonato il processo di creazione di Tarkin a un “Progetto Manhattan” per la sua complessità. Tuttavia, l’evoluzione della tecnologia ha reso questi sforzi rapidamente inutilizzabili. Gilroy ha dichiarato:
Tutta la tecnologia utilizzata per Tarkin è stata scartata. Con l’arrivo del machine learning, non si lavora più in quel modo. È come costruire un’auto a vapore straordinaria, e poi qualcuno arriva con la benzina, che funziona meglio.
La trasformazione radicale apportata dall’AI ha ridefinito gli standard dell’industria degli effetti visivi. Durante la produzione di Rogue One, l’intelligenza artificiale era ancora agli inizi, motivo per cui furono utilizzate tecniche più tradizionali.
Sebbene Gilroy non abbia confermato ufficialmente il ritorno del Grand Moff Tarkin in Andor, molti speculano che il personaggio possa riapparire nella seconda stagione della serie prequel, questa volta grazie a tecnologie moderne. Questo possibile sviluppo sottolinea il continuo avanzamento degli effetti visivi e il loro ruolo nell’espandere l’universo di Star Wars.
Le implicazioni etiche della CGI e dell’AI

Nonostante i progressi tecnologici, le questioni etiche sollevate dall’utilizzo della CGI per ricreare attori defunti rimangono centrali. L’apparizione di Tarkin in Rogue One aveva avviato un dibattito ancora rilevante: è opportuno utilizzare queste tecnologie per riportare in vita persone scomparse? Lucasfilm, ad esempio, ha evitato di ricorrere alla CGI dopo la morte di Carrie Fisher, preferendo utilizzare riprese inedite per il personaggio di Leia Organa.
L’introduzione dell’AI rende queste questioni ancora più complesse. Alcuni attori, come Robert Downey Jr., si sono opposti fermamente all’idea di essere ricreati digitalmente post mortem, minacciando azioni legali. Al contrario, alcuni studi stanno includendo nei contratti autorizzazioni esplicite per l’uso dell’AI.
L’eredità di Rogue One va quindi oltre il semplice impatto visivo, avendo avviato un dibattito che continua a influenzare l’industria cinematografica nell’era dell’intelligenza artificiale.






