Nel vasto universo dell’intelligenza artificiale, una nuova minaccia si profila all’orizzonte, e questa volta riguarda direttamente il mondo del doppiaggio. Claudio Capone, storico doppiatore di Luke Skywalker nella trilogia originale, è stato recentemente al centro di una controversia: la sua voce è stata clonata tramite IA e utilizzata senza il consenso della famiglia. Suo figlio, Davide Capone, anch’egli doppiatore, ha subito diffidato la Rai, scatenando un acceso dibattito sull’uso etico di queste tecnologie.

Questa vicenda sembra uscita direttamente da una galassia lontana lontana. L’IA, come il lato oscuro della Forza, promette potere illimitato, ma a quale costo? Nel mondo di Star Wars, la voce è un elemento iconico: pensiamo a Darth Vader, la cui presenza sarebbe impensabile senza il timbro inconfondibile di James Earl Jones (che, ironia della sorte, ha autorizzato l’uso dell’IA per preservare la sua voce).

Ma cosa succede quando questo potere viene usato senza autorizzazione? L’industria cinematografica deve decidere da che parte stare: proteggere i professionisti del doppiaggio o lasciarsi tentare dalla tecnologia.






