A cinque anni dalla fine del supporto ufficiale a Star Wars Battlefront II (2017), l’interesse per il celebre sparatutto ambientato nella galassia lontana continua a crescere. Negli ultimi mesi, la combinazione tra la popolarità della serie Andor e un ritorno massiccio di giocatori ha riportato in auge il titolo, alimentando le speranze per un possibile Battlefront III. A rilanciare l’entusiasmo è stato Mats Helge Holm, ex analista QA e associate producer su Battlefront II, che ha dichiarato pubblicamente la sua disponibilità — condivisa da diversi ex colleghi — a “rimettere insieme il gruppo” per lavorare a un nuovo capitolo della saga.
La rinascita di Battlefront II e la voce dei fan
Le dichiarazioni di Holm sono arrivate attraverso il subreddit r/StarWarsBattlefront, dove l’ex sviluppatore ha risposto all’interesse dei fan con parole inequivocabili: “Me, and having heard around my group of ex-colleagues, we want to get the gang back together.” La notizia, rilanciata da VGC, ha riacceso l’attenzione sul franchise, che negli ultimi mesi ha visto un’impennata di utenti attivi, soprattutto su Steam, dove i giocatori simultanei hanno recentemente superato quota 9.700 — numeri vicini ai picchi registrati al lancio.
Il ritorno di interesse è stato favorito anche dalla crescente popolarità della serie Andor su Disney+, la cui atmosfera più cruda e realistica sembra dialogare perfettamente con il tono del gioco. Il titolo, accessibile oggi tramite EA Play, Epic Games Store e la retrocompatibilità su console next-gen, continua a godere di una base attiva e affezionata.
A sostenere la campagna per Battlefront III si è unito anche Muhannad Ben Amor, attore che interpreta Wilmon in Andor. In un post su Instagram, ha condiviso la sua passione per il gioco rivelando di aver collezionato oltre 469 ore su Battlefront II e lanciando un appello diretto a EA: “Star Wars gotta give us Battlefront 3… ASAP.”
Tra nostalgia e ostacoli produttivi
Il desiderio di tornare allo sviluppo, però, si scontra con alcune difficoltà pratiche. Holm ha precisato che la dispersione del team originale e l’attuale focalizzazione di DICE su altri progetti rappresentano ostacoli significativi. A complicare ulteriormente il quadro c’è il precedente rifiuto di EA, che nel 2021 avrebbe scartato una proposta di Battlefront III per via dei costi elevati di licenza Star Wars: secondo fonti riportate da Tom Henderson, sarebbe servito vendere almeno il 20% in più rispetto a un titolo EA standard per ottenere lo stesso margine di profitto.
Con molti sviluppatori chiave ormai impegnati su Battlefield 2042 e altri titoli interni, le risorse per un nuovo capitolo al momento sembrano scarse. Holm ha anche ipotizzato che una eventuale remaster di Battlefront II potrebbe fungere da banco di prova per misurare l’interesse del pubblico prima di impegnarsi nello sviluppo completo di un sequel. Creare nuovi contenuti legati ad esempio a Andor, ha aggiunto, richiederebbe almeno sei mesi di lavoro con un team dedicato — cosa attualmente non compatibile con le priorità di DICE.
Un’eredità ancora viva
Nonostante gli ostacoli, la voglia di tornare a combattere nei campi di battaglia di Naboo, Hoth o Scarif è palpabile. La formula di Battlefront II, che unisce combattimenti multiplayer su larga scala, eroi iconici e un’ambientazione cinematografica, continua ad affascinare i giocatori. Il supporto della community e l’interesse di parte del team originale, unito all’onda lunga del successo di Andor, dimostrano che la saga di Battlefront ha ancora molto da dire.
EA, intanto, continua a investire in altri progetti legati all’universo di Star Wars, tra cui la serie Star Wars Jedi di Respawn Entertainment e lo strategico Star Wars: Zero Company. Tuttavia, la richiesta per un nuovo capitolo di Battlefront è più viva che mai — e l’eventuale “riunione della vecchia squadra” potrebbe rappresentare l’occasione ideale per rilanciare un franchise che non ha mai smesso di far sognare.
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