Recensione Lumentale: Memories of Trey

Recensione Lumentale: Memories of Trey

Era il lontano 2021 quando un gruppo di ragazzi guidati dal CEO Paolo Lella, deciso di fondare Beehive Studios. Lo stesso gruppo di ragazzi che avevano lavorato all’hackrom “Pokémon Crono” e ad un ambizioso progetto di livello come “Xenoverse: per aspera ad astra”. Nel 2023, aprirono su Kickstarter il progetto Lumentale: grazie al contributo di poco meno di 3000 sostenitori, ha raccolto più di 150 mila euro, al fronte dell’obiettivo minimo di 75 mila euro.

È in questo contesto che è nato Lumentale: Memories of Trey, un gioco che punta a svecchiare un genere che è sul mercato dalla fine degli anni’80, e che da più di 30 anni è dominato dal brand più potente e grande a livello globale. Saranno riusciti questi ragazzi, a raggiungere il loro obiettivo? Scopriamolo insieme.

La nostra avventura inizia con una serie di dialoghi fuori campo. Verremmo colti da un senso agitazione e curiosità al videogiocatore, facendoci sentire come catapultati in un mondo in crisi e dominato dal caos.

Subito dopo però verremmo accolti da un simpatico test della personalità, a cui dovremmo rispondere sinceramente per plasmare il nostro personaggio. Ci risveglieremo sul lettino di un laboratorio nella città di Borgo Iride nei panni di Trey, un cyborg afflitto da una grave amnesia che gli impedisce di ricordare le proprie origini. Ad accoglierci al nostro risveglio troviamo il Professore Kapan, studioso dell’Antico Impero che dominava la regione di Talea, e il suo timido nipote, Ales. 

Talea e la sua speranza di unità

Questo è l’inizio del nostro viaggio nella regione di Talea, una vasta area popolata da creature chiamate Animon. Quando entreremo in possesso della mappa di gioco, potremmo capire al volo come i ragazzi di Beehive Studios abbiano preso a piene mani ispirazione dal nostro Bel Paese, per ricreare la regione di Talea. Ed è qui che, forse condizionati proprio dal nostro essere italiani, potremmo ritrovarci completamente immersi nella regione, sia dal punto di vista geografico, ma soprattutto, dal punto di vista sociopolitico. La regione di Talea è infatti la fotografia di quella che, purtroppo, è il nostro Bel Paese: una regione spaccata, tra un Nord progressista e nel pieno di uno sviluppo tecnologico quasi futuristico, con robot e cyborg, ed un Sud che invece rimane ancora saldamente legato al passato ed alla tradizione, che è la più grande fucina dei Lumen, gli speciali allenatori degli Animon.

È qui però che i ragazzi della software house italiana si fanno depositari di una speranza: il nostro protagonista rappresenta infondo l’unione tra il Nord tecnologico, ed il Sud fatto di persone in grado di entrare perfettamente in sintonia con gli Animon, proprio come noi. Che Trey possa essere davvero la chiave per riportare alla gloria l’Antico Impero che vedeva uniti in un grande stato sia il sud che il nord?

È con questa speranza, che partiremo all’esplorazione della regione di Talea, per diradare la nube di mistero che circonda noi e questo Antico Impero, accompagnati dagli Animon che cattureremo.

L’Anispace per gli Animon è quello che abbiamo sempre sognato

Gli Animon non sono semplici animali da combattimento, ma esseri composti da una energia, chiamata Anivis, che può essere percepita dagli esseri umani che li osservano attraverso le emozioni come Gioia, Tristezza, Rabbia, Ansia, Calma e di cui, in un certo senso, gli Animon stessi si nutrono. 

Saranno proprio queste le caratteristiche principali, oltre alle solite tipologie come Acqua, Fuoco, Elettro ecc. a differenziare i vari Animon. 

Uno dei più grandi colpi di scena che mi hanno lasciato a bocca aperta, con un misto di stupore e di felicità, è stata la presenza dell’Anispace, una dimensione virtuale studiata affondo dal Professor Kapan, che nei fatti rivoluziona il vecchio e statico “Sistema Box” dei classici giochi di The Pokémon CompanyTM. In questo caso, infatti, i “Box” saranno vere e proprie stanze in 2.5D, interamente personalizzabili, dallo sfondo all’arredamento, dove stiperemo gli Animon catturati e in cui potremmo vederli muovere ed interagirvi. Sarà proprio Kapan ad introdurci a questo luogo, permettendoci quindi di scegliere il nostro starter tra un totale di cinque Animon, ognuno rappresentante una delle emozioni descritte poco sopra. 

Quindi avremo Mewaii (Gioia), Vortail (Tristezza), Ozelash (Rabbia), Salabel (Paura) e Queccha (Calma). Qui sfideremo il nostro primo Animon, per convincerlo a partire con noi all’avventura.

L’Holoken

Per padroneggiare gli Animon ogni Lumen che si rispetti si serve dell’Holoken, un super tecnologico e misterioso strumento che ci permetterà di catturare gli Animon ed interagire con l’ambiente circostante in vari modi, che scopriremo durante l’intera avventura. Infatti, in giro per la mappa potremmo interagire sia con ostacoli che potranno essere annullati soltanto dopo aver ottenuto determinati potenziamenti, ma anche, potremmo interagire con gli Animon stessi, provando a catturarli senza sfidarli direttamente in una lotta, o sconfiggerli direttamente, se il danno nell’overworld sarà abbastanza alto da portare a zero la loro barra della salute. Ma se così non fosse, gli Animon ci attaccheranno, dando inizio ad un agguerrito combattimento.

Un Combact System innovativo

Ed è proprio nel sistema di combattimento che i ragazzi di Beehive Studios si sono superati, spazzando la monotonia dei classici titoli targati Game Freak. Gli Animon quasi mai saranno da soli, ma le lotte vedranno almeno due mostriciattoli sfidarci; allo stesso modo, anche noi potremo schierare fino ad un massimo di quattro Animon per volta. Ed è proprio questa la chiave del sistema di combattimento, perché dovremmo fare i conti con una gestione delle risorse importante, per evitare di perdere turni a vantaggio dei nostri avversari. Non mi dilungherò molto su questo argomento, perché il gioco offre un tutorial abbastanza chiaro, ma sappiate che ogni mossa ed ogni scelta dovrà essere ponderata accuratamente, e, se avrete fatto la scelta migliore, il gioco saprà ricompensarvi, offrendovi così un combattimento che sfrutta escamotage interessanti per influenzare il ritmo di ogni sfida. 

Il gioco ci metterà alla prova costantemente

Sfida che di certo non manca in questo gioco. Il gioco, infatti, ci permette di scegliere tra tre difficoltà di gioco, Facile, Normale e Ace, nonostante non venga espresso chiaramente in che termini il gioco cambi in base alla difficoltà, e forse questo è uno dei primi nei che mi sento di evidenziare in questa opera. Parliamoci chiaro, non è un problema insormontabile, ma sapere anche attraverso un semplice schemino o grafico, come cambi l’esperienza di gioco in base ad ogni difficoltà, potrebbe essere utile ad ogni giocatore. 

Ad ogni modo, io ho vissuto la mia avventura a difficoltà Normale, e la IA nemica si è dimostrata cattiva e lucida al punto giusto: nemici che concentrano i propri attacchi sugli Animon più forti o su quelli sui quali hanno mosse superefficaci, per ridurre la nostra potenza di fuoco in battaglia e metterci alle strette. Giocando a Lumentale: Memories of Trey, capirete come in battaglia ogni Animon schierato sarà fondamentale per raggiungere il vostro obiettivo, e che non potrete concentrarvi soltanto sull’uso di un singolo Animon. 

Per ovviare a questa spiccata difficoltà, sarete obbligati a variare spesso il vostro team in base all’avversario da affrontare e ad allenare accuratamente i vostri Animon. 

Il comporto grafico rende giustizia al lavoro di designer talentuosi

Non solo il gameplay mi ha lasciato soddisfatto, ma anche il comparto grafico, rende il gioco di Beehive Studios una chicca. Optando per uno stile 2.5D, la software house italiana è riuscita a unire umani e creature disegnati con una deliziosa pixel art, a paesaggi dettagliati. Questo grazie all’uso magistrale del motore grafico Unity. Il mondo che ci circonda è vivo e la telecamera di gioco è gestita bene. Tutto ciò aumenta l’immersività ed esalta i paesaggi che ci circondano. Carini i riferimenti paesaggistici e geografici del nostro Bel Paese, che fungono quasi da biglietto da visita per tutti coloro che giocheranno il gioco all’estero.

Recensione Lumentale: Memories of Trey

Un invito al backtracking ed alla esplorazione con dei piccoli limiti

Tutti questi elementi rendono Lumentale: Memories of Trey un intelligente e godibilissimo Open Map, nonostante alcune aree delle mappe risultano completamente deserte di Animon, rendendo queste sezioni, simili a spogli corridoi, nonostante le mappe abbiano comunque moltissime diramazioni che invitano il videogiocatore ad esplorare più e più volte la mappa. 

L’Interfaccia Utente è forse uno dei più grandi nei del gioco

L’Interfaccia Utente è forse un po’ il tallone d’Achille di questa produzione, con missioni attive troppo ingombranti a schermo, un menù poco chiaro ed un inventario con cui bisogna familiarizzare un poco, prima di padroneggiarlo con cura. 

Prestazioni solide e godibilità di gioco soddisfacente

Dal punto di vista delle prestazioni, non è un gioco tripla A che mette a dura prova le console o il PC, ma in ogni caso si è mostrato solido e performante, riuscendo a mantenere una alta qualità di prestazioni, anche giocato al massimo delle impostazioni grafiche. 

L’unico bug accorso durante il gameplay è stato un freeze dell’Interfaccia Utente che mi ha costretto a riavviare il gioco. 

La localizzazione vive nel segno delle reference del passato

La localizzazione italiana del gioco usa un linguaggio colloquiale che unisce praticamente più generazioni di videogiocatori. Ed è qui che forse ho trovato la chicca più carina del gioco, una reference a quella che è stata l’infanzia di milioni di giocatori che hanno iniziato la loro avventura coi monster collector con i primi giochi dei mostriciattoli tascabili. Tra le mosse del gioco di Beehive Studios, infatti, compare la famosissima mossa “Libbra”, nata da un errore di traduzione nei giochi di prima generazione targati Game Freak. È chiaro come i ragazzi della software house italiana abbiano voluto citare quello che forse è da sempre stato il loro gioco preferito e quello che li ha motivati ad arrivare a partorire l’idea di dare vita a questo progetto.

Lumentale: Memories of Trey lascerà il segno nel genere dei Monster Collector?

Lumentale: Memories of Trey è un titolo che ha tutto per far parte di quei monster collector che possono lasciare un segno nel genere, arricchendolo con novità come l’Anispace e un ispirato combact system. Nella regione di Talea tutto è dove e come dovrebbe essere, armonicamente amalgamato, permettendo ad ogni singolo giocatore di immedesimarsi in questa fantastica versione del nostro Bel Paese. Lumentale: Memories of Trey rende omaggio a quella che è una nazione che soltanto ora, forse troppo tardi, grazie al sogno di un gruppo di ragazzi, inizia a muovere i primi passi nel fantastico mondo dell’industria videoludica, all’insegna di un antico detto latino che i nostri cari ragazzi di Beehive Studio conoscono più che bene: per aspera ad astra. 

Recensione Lumentale: Memories of Trey
Kinguin

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