Tim Curry è morto a 80 anni: addio all’icona di Rocky Horror e Pennywise

Tim Curry è morto a 80 anni a Los Angeles. L’attore lascia ruoli indimenticabili in Rocky Horror, It, Legend e una lunga carriera teatrale internazionale.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Tim Curry è morto all’età di 80 anni. L’attore britannico, diventato un’icona della cultura pop grazie al Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show e alla sua inquietante interpretazione di Pennywise in It, si è spento nella notte di martedì 25 agosto 2026 nella sua casa di Los Angeles. La notizia è stata confermata dalla sua storica manager e amica Marcia Hurwitz. Al momento non è stata resa nota la causa della morte.

Con una carriera durata quasi sessant’anni, Curry ha attraversato teatro, cinema, televisione, musica e doppiaggio senza mai lasciarsi confinare in un solo genere. Villain, personaggi eccentrici, commedie e musical hanno costruito una filmografia immediatamente riconoscibile, sostenuta da una voce inconfondibile e da una presenza scenica capace di trasformare anche ruoli secondari in personaggi memorabili.

Da The Rocky Horror Show al successo internazionale

Nato il 19 aprile 1946 nel Cheshire, in Inghilterra, Tim Curry iniziò la propria carriera professionale sul palcoscenico. Dopo gli studi all’Università di Birmingham, arrivò a Londra e nel 1968 entrò nel cast del musical Hair. Passò poi attraverso esperienze con la Royal Shakespeare Company e il Royal Court Theatre, dove sarebbe arrivato il ruolo destinato a cambiare per sempre la sua carriera.

Nel 1973 interpretò per la prima volta Dr. Frank-N-Furter nella produzione teatrale di The Rocky Horror Show. Due anni più tardi riprese il personaggio nel film The Rocky Horror Picture Show, diretto da Jim Sharman e interpretato anche da Susan Sarandon, Barry Bostwick e Meat Loaf. La pellicola sarebbe diventata uno dei cult movie più longevi della storia del cinema, trasformando Frank-N-Furter nel ruolo simbolo di Curry.

Il legame con Rocky Horror accompagnò l’attore per il resto della vita. Dopo un periodo in cui preferì prendere le distanze dall’enorme popolarità del personaggio, negli anni successivi Curry tornò ad abbracciare quell’eredità, partecipando a eventi e celebrazioni dedicate al film e alla sua influenza sulla cultura pop.

Da Pennywise a Legend, una carriera piena di personaggi indimenticabili

Curry riuscì però a costruire una carriera molto più ampia di quella legata a Frank-N-Furter. Nel 1985 interpretò il Signore delle Tenebre in Legend di Ridley Scott, trasformato da un imponente trucco prostetico in uno dei villain fantasy più riconoscibili degli anni Ottanta.

Nello stesso periodo arrivarono ruoli completamente differenti. Fu il maggiordomo Wadsworth nella commedia Signori, il delitto è servito, Rooster Hannigan in Annie e, nel 1990, diede vita a una delle incarnazioni più celebri di Pennywise nella miniserie televisiva It, tratta dal romanzo di Stephen King. Nel 1992 apparve inoltre in Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York nei panni del sospettoso concierge dell’Hotel Plaza.

Anche il teatro rimase centrale. Curry ottenne tre candidature ai Tony Awards, grazie alle interpretazioni in Amadeus, My Favorite Year e Monty Python’s Spamalot. In quest’ultimo vestì i panni di Re Artù, aggiungendo un altro ruolo importante a una carriera costruita sulla capacità di passare con naturalezza dal dramma alla commedia.

Tim Curry e il doppiaggio, da Capitan Uncino a Star Wars

La voce di Curry diventò altrettanto riconoscibile del suo volto. Nel 1991 vinse un Daytime Emmy grazie all’interpretazione di Capitan Uncino nella serie animata Peter Pan and the Pirates. Negli anni successivi lavorò a numerose produzioni animate, tra cui La famiglia della giungla, Le avventure di Jimmy Neutron e Star Wars: The Clone Wars.

Proprio nell’universo di Star Wars, Curry prestò la voce all’Imperatore Palpatine nelle ultime stagioni di The Clone Wars. Fu uno dei molti ruoli vocali attraverso i quali continuò a lavorare anche quando le sue condizioni fisiche limitarono progressivamente le apparizioni davanti alla macchina da presa.

L’ictus del 2012 e gli ultimi anni

Nel 2012 Tim Curry fu colpito da un grave ictus che lo lasciò parzialmente paralizzato e lo costrinse a utilizzare una sedia a rotelle. L’attore continuò comunque a lavorare, concentrandosi soprattutto sul doppiaggio e partecipando occasionalmente a eventi pubblici e convention.

Nel 2024 tornò anche davanti alla macchina da presa nel film horror Stream. Un anno più tardi pubblicò la propria autobiografia, Vagabond: A Memoir, uscita nell’ottobre 2025. Il libro ripercorreva l’infanzia, l’arrivo nel mondo dello spettacolo, i grandi ruoli della carriera e il difficile percorso seguito dopo l’ictus.

La notizia della sua morte ha generato numerosi omaggi dal mondo dello spettacolo. Carol Burnett, che aveva lavorato con lui in Annie, lo ha ricordato come un caro amico e come un interprete particolarmente capace di rendere irresistibili i suoi villain. Anche Kiefer Sutherland e Luke Evans hanno celebrato pubblicamente il talento e la personalità dell’attore.

Tim Curry lascia un’eredità difficile da racchiudere in un solo personaggio. Frank-N-Furter, Pennywise, il Signore delle Tenebre e Wadsworth appartengono a generi completamente differenti, eppure portano tutti la stessa impronta: quella di un interprete capace di rendere teatrale, ironico e imprevedibile praticamente qualsiasi ruolo. A 80 anni si chiude una carriera unica, ma molti dei personaggi a cui ha dato vita sono ormai entrati stabilmente nella storia della cultura pop.

Tim Curry è morto a 80 anni: addio all’icona di Rocky Horror e Pennywise
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