Se siete delle studentesse o degli studenti, la fine dell’estate ha inesorabilmente il sapore del suono della campanella e del ritorno fra i banchi. Se siete fantallenatori o fantallenatrici, la fine dell’estate coincide con quello stato mentale mistico in cui, in vista della ripresa del campionato di calcio di serie A, sentite il bisogno di prepararvi per l’asta. Ma se siete delle appassionate o degli appassionati di fumetti, di videogiochi, di manga, allora l’arrivo di settembre si colora di quell’impercettibile entusiasmo che ha le radici nell’avvicinarsi della prossima fiera a tema fumetti. Ed ecco che arriva l’impazienza di scartabellare fra le pile di albi, sperando di trovare quel buco che oltraggia voi e la vostra collezione, o di tornare alla ricerca di quella figure per cui avete già preparato il posto sulla mensola.
A ognuno la sua migrazione di fine estate, insomma: la studentessa, il fantallenatore, il collezionista. Con una differenza però: l’ultimo è potuto tornare in fiera solo dopo un lungo digiuno di due anni. A Roma, infatti, dopo l’ultima edizione pre-pandemia dell’ottobre 2019, è finalmente tornato il Romics (Fiera di Roma, 30 settembre – 3 ottobre 2021).

La fiera, lo sappiamo, è un grande punto di ritrovo per i fan di film, fumetti, manga e serie tv. Proprio questa sua natura di grande raduno ha obbligato gli organizzatori ad adottare delle misure all’altezza della situazione. In primo luogo, la partecipazione è stata a numero chiuso in ognuno dei 4 giorni: solamente un numero prestabilito di persone ha potuto avere accesso all’evento, acquistando i biglietti disponibili solo online. Ma non è stato sufficiente il biglietto a garantire l’ingresso: senza il Green Pass, piegato nel portafoglio o veicolato dal QR code sul telefono, non era possibile prendere parte all’evento.
Così, dopo la fila, si può finalmente tornare fra quei padiglioni che non vedevamo da due anni, come se gli ultimi mesi fossero solo un ricordo lontano.

Quest’anno la fiera si è articolata nei padiglioni 5, 7, 8 e 9, al cui interno potevamo trovare spazi dedicati al gaming, ai fumetti, ai manga, al collezionismo e ai gadget di ogni sorta, congiuntamente ai classici spazi dedicati all’esibizione di artisti o al palco per gli ospiti.
Non sono mancati naturalmente gli stand a tema Star Wars. Come quello di “Spade della Forza”, che propone riproduzioni di spade laser appositamente progettate per resistere agli urti dei duelli, con un manico di alluminio e un tubo in policarbonato che si illumina del colore che vogliamo.
Lo stand più suggestivo è stato comunque quello ricreato dall’associazione culturale “Raiders of the Lost 80’s”. Abbiamo potuto ammirare le ambientazioni della saga di Star Wars e di quella di Indiana Jones, grazie a meravigliose riproduzioni degli oggetti di scena e al personale in fedelissimi costumi.

Cosa ricorderemo, in conclusione, di questo ritorno in fiera? Se da una parte la fatica del settore, dovuta alle conseguenze economiche del Covid, risulta evidente nel paragone di questa edizione a quelle degli anni passati (basti pensare alla decisone della Panini Comics, casa editrice che possiede i diritti in Italia di Disney, Marvel e DC, di non presentarsi a nessuna fiera nel 2021), dall’altra è indubbio il peso simbolico di quest’evento. Anche il settore del fumetto e del collezionismo, con tutte le sue difficoltà, risponde “presente” all’appello della ripartenza, sostenuto dalla forza con cui gli appassionati, anche con una mascherina, tornano a condividere i propri interessi.






