I testi sacri dei Jedi sono comparsi per la prima volta in Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi, e rappresentano ad oggi una delle reliquie più antiche legate all’Ordine. Prima di scoprire cosa contengono questi antichissimi tomi, però, bisogna specificare una cosa: nell’ottavo capitolo Yoda NON distrugge i sacri testi, consapevole che – come si vede in una breve sequenza – Rey li ha già portati via dall’isola. Ricompaiono, infatti, nell’ultimo capitolo della Trilogia Sequel, l’Ascesa di Skywalker. Si tratta di un comune errore di distrazione.
Detto ciò, vediamo in cosa consistono questi testi. Si tratta di una raccolta di otto libri e alcune antiche pergamene risalenti agli albori dell’ordine Jedi. Nel 34 ABY Luke Skywalker è in possesso dei testi, che conserva all’interno del tronco cavo di un albero Uneti (particolari alberi sensibili alla Forza) su Ahch-To, dove Rey lo raggiunge per essere addestrata nelle vie della Forza.

I volumi che attualmente conosciamo sono l’Aionomica, le Cronache di Brus-bu, il Rammahgon e la Poetica di un Jedi. I testi raccolti in questi libri descrivono i principi e la storia dei Jedi, e forniscono una guida specifica a coloro che desiderano studiare la via della Forza.
AIONOMICA
Scritto in un’antica lingua ormai perduta, l’Aionomica è un tomo diviso in due volumi: l’Aionomicum I e l’Aionomicum II. E’ stato conservato dal maestro Jedi Ri-Lee Howell (leggi questo articolo per saperne di più), e si tratta di una raccolta di informazioni, appunti e resoconti sulla codificazione e l’interpretazione della Forza.
Pare esista anche un terzo volume dell’Aionomica, oggetto di uno scandalo per falsificazione circa 300 anni prima delle Guerre dei Cloni.

LE CRONACHE DI BRUS-BU
In questo libro è descritto l’uso alternativo del potere di guarigione grazie al quale è possibile sanare un cristallo kyber danneggiato. Rey impara a padroneggiare questa tecnica che utilizza proprio per riparare il kyber spezzato della spada di Anakin Skywalker.

RAMMAHGON
Scritto nelle antiche lingua del Coremaico e del Protobesh, il dorso e le pagine del Rammahgon sono ricavate dalla corteccia di un albero Uneti. Si riteneva che questo volume fosse andato distrutto da più di 5.000 anni, fin quando Luke Skywalker non lo trovò nelle rovine sotterranee del pianeta Ossus.
Il Rammahgon contiene quattro storie diverse e contrastanti riguardo l’origine del Cosmo e della Forza, e da ogni storia deriva un precetto. Il quarto precetto è una poesia che descrive gli dei che combattevano nell’universo primordiale, a cui fa riferimento un onnisciente occhio sulla copertina.
In questo volume Luke Skywalker ha scritto ciò che sapeva del puntatore sith e di Exegol.

Informazioni che – come visto in Episodio IX: l’Ascesa di Skywalker – vengono trovate da Rey. Mentre inseguiva Ochi insieme a Lando Calrissian, infatti, Luke Skywalker ha percepito un oscuro disturbo nella Forza, che ha descritto con alcuni appunti personali proprio a margine di alcuni volumi.
LA POETICA DI UN JEDI
Poetica di uno Jedi è un libro scritto dal Maestro Jedi Lyr Farseeker. In questo volute, Farseeker scrisse che la mente di un Jedi può muovere le montagne, ma che il cuore di un Jedi può muovere le anime.
Questo è tutto quello che sappiamo per ora sugli antichi testi jedi. E’ probabile, però, che in futuro torneranno al centro delle vicende galattiche.






