Obi-Wan Kenobi: tradotte le incisioni in aurebesh, ecco chi è passato da lì

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Prima di tutto, non proseguite nella lettura di questo articolo se non avete ancora recuperato il terzo episodio della serie Obi-Wan Kenobi.
La Parte III dello show (qui la nostra guida), il cui debutto su Disney+ risale al primo giugno, ci ha mostrato la fuga di Obi-Wan Kenobi e della piccola Leia sul pianeta Mapuzo dove la coppia, con non poche difficoltà, è entrata in contatto con Tala, ufficiale canaglia nonché agente del Cammino.

Il Cammino, come spiega la stessa Tala, è una rete di contatti e rifugi nata per offrire sostegno e una nuova identità a tutti i nemici dell’impero, soprattutto jedi e ignari sensibili alla Forza.

Su Mapuzo Obi-Wan e Leia vengono condotti in un rifugio del Cammino, caratterizzato da una parete piena di incisioni. Tra queste vi è il simbolo dell’Ordine Jedi – che Reva carezza amaramente – e una frase scritta da Quinlan Vos: solo con gli occhi chiusi puoi davvero vedere. Con un certosino lavoro di traduzione, drunkywookie.com ha tradotto tutte le incisione che compaiono a schermo: vediamo chi le ha lasciate.

Le incisioni sulla parete nel terzo episodio di Obi-Wan Kenobi

Obi-Wan Kenobi: tradotte le incisioni in aurebesh, ecco chi è passato da lì

Come riferito dallo stesso Obi-Wan, una delle incisioni è firmata da Quinlan Vos. Per chi non lo sapesse, Vos è un jedi comparso per la prima volta in Episodio I: la Minaccia Fantasma (inizialmente una comparsa senza un vero ruolo, successivamente oggetto di un retcon). All’interno dell’Ordine era noto per essere un Jedi anticonformista che violava spesso le regole.
Possedeva un particolare potere chiamato psicometria, che gli consentiva di vedere nella sua mente gli eventi passati degli oggetti che toccava. Verso la fine delle Guerre dei Cloni cadde temporaneamente nel Lato Oscuro quando venne incaricato di assassinare il Conte Dooku con la collaborazione Asajj Ventress. In seguito all’Ordine 66 non si ebbero più notizie di Vos, fino a questo momento.

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Un’altra incisione recita il nome di Dume, riferendosi chiaramente a Caleb Dume, nome di battesimo di Kanan Jarrus, il jedi scampato all’ordine 66 il cui debutto risale a Star Wars Rebels. Dume, padawan di Depa Billaba, non solo è riuscito a scampare alla purga dell’Imperatore, ma nel 5 BBY incontra Ezra Bridger, iniziandolo alle vie dei Jedi.

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Un’altra incisione reca il nome di Valin Halcyon, noto anche come Hal Horn. Valin Halcyon è un jedi comparso – per ora – solo in opere legends, come Side Trip e X-Wing. Originario di Corellia, è il figlio segreto del jedi Nejaa Halcyon, di cui fu anche apprendista.

Obi-Wan Kenobi: tradotte le incisioni in aurebesh, ecco chi è passato da lì

Nel rifugio compare anche la firma di Djinn Altis, un Maestro Jedi Umano che servì l’Ordine durante gli ultimi anni della Repubblica Galattica. Durante le Guerre dei Cloni Djinn guidò la setta ‘Altisian Jedi’, una fazione divisa di Jedi che non seguì l’Alto Consiglio Jedi ma continuò a servire la Repubblica. Si tratta di un personaggio legends, comparso per la prima volta nel romanzo The Clone Wars: No Prisoners, e che compie dunque il suo ingresso nel canone di Star Wars.

Come ammette la stessa Tala, sono tanti i jedi passati per il rifugio. Chissà, quindi, che Obi-Wan non ne incontri altri durante la sua fuga dal signore oscuro dei Sith, Darth Vader.

Fonte: drunkwooky.com


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