Al servizio degli Inquisitori Imperiali, i soldati epuratori erano una squadra d’élite addestrata nella caccia ai Cavalieri Jedi. Disponevano di un arsenale letale, al punto di riuscire a tenere testa e, addirittura, sconfiggere i Jedi sopravvissuti alla epurazione.
Apparsi per la prima volta nella serie a fumetti Marvel “Darth Vader (2017)” e successivamente nel videogioco “Star Wars: Jedi Fallen Order”, i soldati epuratori hanno fatto la loro comparsa in live-action in “Obi-Wan kenobi”, dove hanno assistito la Terza Sorella nella caccia al Jedi su Jabiim; nonché come forza di sicurezza stanziata nella Fortezza Inquisitorio, a capo di legioni di assaltatori imperiali.

Nel corso degli anni di espansione e consolidamento dell’Impero, il ruolo dei soldati epuratori è andato adeguandosi alla frequenza con cui venivano individuati superstiti alla Purga, e con loro anche l’equipaggiamento e l’armatura.
Fase I

I soldati di fase I vestivano armature in plastoide del tutto assimilabili a quelle indossate dai cloni, con l’unica differenza dei colori, rossi e nere, e l’insegna imperiale sulla spalla sinistra. La gran parte dei soldati portava uno spallaccio, di colore rosso per i comandanti e grigio o nero per i ranghi militari inferiori; ma alcuni non li avevano affatto. Così come le cappe da cintura erano parte dell’equipaggiamento dei soli comandanti. L’elmo era quello dei cloni parà, di colore nera e con la visiera rossa o grigia.
I primi soldati epuratori appartenevano all’ultima linea di cloni ottenuti dal DNA originale di Jango Fett. Sotto l’Impero, fintanto che i cloni non furono del tutto rimpiazzati, venne meno quell’espressione della personalità individuale che emergeva con l’attribuzione di nomi e la scelta di acconciature più o meno ordinarie: i soldati epuratori erano tutti pelati e venivano tatuati sul lato destro del volto, come segno della appartenenza ad una squadra speciale.

Per poter combattere i Jedi in battaglia, gli epuratori erano dotati di armi specificamente scelte per affrontare una spada laser. Dagli elettrobastoni, usati in coppia, alle elettrostaffe, la scelta di armi ad energia consentiva di parare i colpi di spade laser ed, allo stesso tempo, sopperire alla mancanza delle abilità necessarie per utilizzare una spada laser, senza il rischio di ferirsi accidentalmente.

Uno dei principali strumenti impiegati dai soldati epuratori era l’elettromartello. A differenza dell’elettrostaffa, l’elettromartello può caricarsi di energia che viene rilasciata una volta che la testa del martello colpisce il terreno, rilasciando onde d’urto che possono essere direzionate verso un singolo obiettivo, oppure a raggiera, colpendo tutto ciò che si trovi nella sua gittata.

I comandanti, nonostante la loro abilità nella lotta armata contro i Jedi, usavano per lo più fucili DC-15A; O i più letali DC-15LE, una variante del fucile ordinario impiegato dai cloni, in grado di sparare colpi blaster esplosivi e dalla gittata maggiore. Oltre a queste armi, i comandanti si servivano di granate accecanti o paralizzanti per rallentare il bersaglio, prendere la mira e finirlo.
Fase II
Circa 9 anni dopo la nascita dell’Impero Galattico, l’impiego di questa forza speciale fu sensibilmente ridotto, benchè rimase la loro principale funzione di assistenza degli Inquisitori. Da legioni composte interamente da epuratori, si passò a squadre di assaltatori imperiali comandate da uno o due specialisti epuratori. Del resto, meno erano i Jedi sopravvissuti, minore era la necessità di una forza appositamente creata per la caccia a questi ultimi.
Nonostante ciò, gli epuratori erano ancora in servizio presso la base dell’Inquisitorio su Nur. Per dimostrare lo stacco sempre più netto dalla Repubblica e dall’armatura dei cloni che, in qualche modo, veniva associata al vecchio governo, l’armatura dei soldati epuratori venne modificata. Cambiarono “faccia”: l’elmo dei cloni parà fu sostituito da uno molto più simile a quello degli assaltatori, simbolo dell’Impero.

Anche l’arsenale cambiò. Gli epuratori dell’età imperiale più avanzata erano muniti della carabina blaster E-11, la stessa impiegata dai soldati della morte, solitamente a protezione di personaggi di spicco, quali il Grand Ammiraglio Thrawn, il Gran Moff Tarkin o lo stesso Lord Vader. La carabina aveva la canna del fucile più ampia di uno ordinario, producendo un proiettile al plasma di maggiore ampiezza, perdendo, però, in termini di gittata e precisione. Poteva anche essere modificato, come lancia granate.
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