L’ascesa di Skywalker: perché è giusto che Rey si chiami Skywalker

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
Approfondimenti e editoriali su Star Wars. Tutto quello che vuoi sapere sulla Galassia Lontana Lontana.

Le ultime parole di L’ascesa di Skywalker, con le quali Rey si attribuisce il cognome Skywalker, sono state criticate fino a diventare un meme con il quale si intende deridere un intero film. In realtà nascondono profondi significati, probabilmente non colti nella loro completezza dai detrattori dell’episodio di Star Wars diretto da J. J. Abrams.

Per capire fino in fondo cosa Rey intenda con queste parole bisogna fare i conti con quello che da sempre è stato uno dei protagonisti di tutti i film di Star Wars, anche se non si vede, e vale a dire la Forza. La Forza ha un volere e tende a esercitarlo in vari modi: lei è presente in tutte le cose nella galassia, e difatti abbiamo anche interi pianeti che sono allineati al Lato Chiaro o al Lato Oscuro della Forza. Ma la risorsa più preziosa affinché la Forza possa esercitare la propria volontà sono le persone.

L’ascesa di Skywalker: perché è giusto che Rey si chiami Skywalker

L’ascesa di Skywalker si svolge in un momento apicale di tutta la narrazione di Star Wars, con prerogative che non hanno corrispondenza, fino a ora, in nessuna delle altre ere raccontate. Dopo l’Ordine 66 tutti i Jedi e tutti gli individui sensibili alla Forza (o quasi) sono stati annientati. L’Imperatore Palpatine, che ora rappresenta tutti i Sith di tutte le epoche, è riuscito in un’impresa in cui mai nessuno prima di quel momento era riuscito: distruggere tutti gli esseri sensibili alla Forza.

Nel periodo in cui è ambientato L’ascesa di Skywalker, dunque, pochissimi individui sensibili alla Forza sono rimasti in vita in tutta la galassia: in realtà solo due, Luke e Leia Skywalker. La Forza rimane, però, potente: è sempre lei che decide il destino della galassia, o che combatte per esso. E continua ad avere un volere, solo che può esprimerlo solo attraverso pochissime risorse: è interamente concentrata in Luke e Leia, i quali hanno poteri che nessun altro Jedi prima di loro ha avuto.

Alla morte di Luke e di Leia, la Forza è in un solo individuo sensibile, Rey. Lei è stata scelta, dai fratelli Skywalker, oltre che dalla Forza stessa. Con gli Skywalker ultimi individui addestrati alle vie della Forza, essere Skywalker, si può dire, equivale alla Forza intera. E adesso è Rey l’ultima speranza della Forza.

Oltre mille generazioni vivono in te ora, ma questa è la tua battaglia. Porta entrambe le spade su Exegol, Tu hai tutto ciò che ti occorre.

Sono le parole che Luke Skywalker, come Fantasma della Forza, pronuncia a Rey.

L’ascesa di Skywalker: perché è giusto che Rey si chiami Skywalker

La Forza è un eterno fluire tra oscurità e luce. Quando la prima prevale, la Forza tende a ricostruire i presupposti per riportare equilibrio, per fare in modo, ovvero, che la luce riconquisti il terreno perduto. Lo ha fatto infondendosi in Anakin Swywalker, al fine di contrastare il male che Palpatine avrebbe portato. E in vari punti di L’ascesa di Skywalker agisce al fine di ricostruire la Diade della Forza e annientare definitivamente l’Imperatore.

Durante lo svolgimento del film Rey subisce due processi. Da una parte viene continuamente sedotta verso il Lato Oscuro da parte di Kylo Ren, dall’altra acquisisce i poteri di (tutti?) i Jedi che hanno vissuto prima di lei. Riesce a percepire le emozioni dei precedenti utilizzatori di un oggetto (psicometria, come Quinlan Vos) e riesce a trasferire l’essenza vitale da sé stessa ad altri individui (come Grogu). Tutti i Jedi rivivono in lei adesso.

L’ascesa di Skywalker: perché è giusto che Rey si chiami Skywalker

Altro concetto da padroneggiare è quello secondo il quale la Forza agisce secondo due dimensioni: abbiamo la Forza vivente e la Forza cosmica. La prima agisce nel presente, unisce tutte le cose e garantisce la coerenza della galassia, come l’Ordine dei Jedi professa. L’Ordine è invece meno predisposto a ricorrere alla Forza cosmica, ovvero il manifestarsi della Forza nel tempo e nello spazio. Quella a cui Rey, e tutti i Jedi che vivono in lei, ricorre per sconfiggere Palpatine, dopo che il Sith è tornato in vita attingendo al potere della Diade della Forza. Solo dopo aver raggiunto una fortissima consapevolezza nella Forza, Rey può essere in grado di attingere alla Forza cosmica in questo modo, e di entrare in contatto con tutti i Jedi del passato.

L’ascesa di Skywalker: perché è giusto che Rey si chiami Skywalker

Un ruolo fondamentale lo ha, ovviamente, Leia. Nel momento in cui Kylo Ren sembra poter prevalere su Rey su Endor, Leia raggiunge il figlio al fine di distrarlo e permettere a Rey di fare la sua mossa. Un qualcosa che richiede a Leia tutte le sue energie, ma che le permette di espiare il suo fardello, quello di aver messo in vita un individuo così potente nel Lato Oscuro (lei ha sempre saputo che suo figlio si sarebbe votato all’oscurità). Privando sé stessa del proprio ruolo nella Forza, inoltre, Leia mette il figlio Ben e Rey nelle condizioni di poter essere gli unici individui ad agire nella Forza, ora sufficientemente potenti per poter contrastare l’Imperatore.

Leia sa cosa va fatto R2. Per raggiungere suo figlio ora le ci vorranno tutte le energie che le sono rimaste.

Sono le parole pronunciate da Maz Kanata. Grazie a Leia, Rey fronteggia l’oscurità di Kylo Ren e lo trafigge. Nell’operazione Leia perde la sua vita terrestre, ma evita che la Diade volga al Lato Oscuro. Poi, con il potere dell’essenza vitale Rey riporta in vita Kylo Ren/Ben Solo. Nella parte conclusiva su Exegol, invece, sarà Ben a riportare Rey in vita, trasferendo tutta la propria essenza vitale in Rey e permettendole così di risorgere. In quello stesso momento, contemporaneamente, i corpi di Ben e di Leia si dematerializzano.

Leia così annulla i piani dell’Imperatore, il quale aveva agito nell’ombra per alimentare l’odio tra Ben e Rey, inducendoli a combattersi tra di loro al fine di diventare vicendevolmente più potenti nel Lato Oscuro. Piano che avrebbe avuto successo, senza il sacrificio di Leia.

L’ascesa di Skywalker: perché è giusto che Rey si chiami Skywalker

La narrazione della trilogia sequel è molto complessa, con il suo intricato tessuto di riferimenti crossmediali, e non è per niente giunta al termine. Nella prima parte di L’ascesa di Skywalker tiene banco la ricerca di Luke Skywalker e di Lando Calrissian della culla dell’Ordine finale dell’Imperatore Palpatine, così come della missione di Ochi di Bestoon di raggiungere i genitori di Rey, che hanno allontanato la figlia da Palpatine, per ucciderli e riportare la ragazzina dall’Imperatore, su Exegol.

Se nel film questa storia è solo accennata, in un romanzo ancora inedito in italiano, Star Wars Shadow of the Sith, di Adam Christopher, da poco uscito in inglese, apprendiamo molti altri dettagli. In particolare, che l’Imperatore ha combattuto per anni quella che potremmo definire la “nuova forma” della Forza come Skywalker, nello specifico tramite esperimenti genetici e occulte pratiche Sith. I suoi studi sfoceranno in quello che viene definito “Abominio”, ovvero un essere clonato a cui si cerca di infondere la capacità di essere sensibile alla Forza.

L’ascesa di Skywalker: perché è giusto che Rey si chiami Skywalker

Il romanzo ci mostra come il padre di Rey sia nato nel 12 BBY su Exegol. Ma l’esperimento non è andato come nel volere di Palpatine: l’Imperatore ora ha sì un figlio con il suo stesso sangue, ma non è potente nella Forza. Per questo viene definito Abominio e tenuto rinchiuso su Exegol, poiché sarebbe potuto servire per esperimenti futuri. Non è ancora chiaro come Palpatine e i suoi scienziati siano poi riusciti a rendere la figlia dell’Abominio sensibile alla Forza, anche se probabilmente gli esperimenti che vengono fatti su Grogu in The Mandalorian giocano un ruolo.

La narrazione crossmediale di Star Wars si esalta in Shadow of the Sith quando l’Abominio riesce a scappare da Exegol, approfittando del trambusto che Darth Vader e Ochi di Bestoon portano sul pianeta così come abbiamo appreso dalla serie a fumetti Darth Vader. L’Abominio approfitta proprio della venuta di Vader su Exegol per nascondersi sulla nave del Signore Oscuro e lasciare il pianeta insieme a lui. Per farlo si è servito dell’aiuto di un altro schiavo su Exegol, Dathan, un Symeon, dal quale ha preso il nome.

Dopo essere fuggito, Dathan si rifugia sul pianeta di Hyperkarn, dove conosce e sposa Miramir, e da questa unione nasce Rey, nel 15 ABY, undici anni dopo la fuga da Exegol. Se Vader non avesse raggiunto Exegol, Dathan non avrebbe avuto questa speranza: è stato ancora una volta il volere della Forza?

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Kinguin

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