La mini serie in due parti L’Occhio della Tempesta, il cui numero 1 è da poco arrivato nelle fumetterie italiane, è decisamente importante per avere un quadro completo dell’Alta Repubblica. Con una narrazione che assomiglia a una storia segreta del passato, fa luce non solo sul principale nemico dei Jedi in questa fase, Marchion Ro, il cattivo che serviva a Star Wars, ma anche sulla sua specie, quella degli Evereni.
Un tempo, Marchion Ro aveva un ruolo paritario a quello dei tre Smuovi Tempesta che comandano le Burrasche Nihil, ma dopo aver inferto ai Jedi la più cocente delle sconfitte e aver distrutto il Faro Starlight, come raccontato in La stella caduta di Claudia Gray, ora è lui l’incontrastato signore dei predoni spaziali. Anche perché è riuscito a sbarazzarsi di tutti gli Smuovi Tempesta che avrebbero potuto ostacolare la sua ascesa al potere. Storicamente il ruolo dell’Occhio dei Nihil non era di essere attivo sul campo di battaglia, ma si limitava a fornire i Varchi, una tecnologia che avrebbe consentito ai Nihil di compiere viaggi iperspaziali altrimenti impossibili in un’era in cui le rotte iperspaziali non sono state ancora completamente tracciate.

La storia di Marchion Ro e del suo popolo parte molto tempo prima, sul pianeta Everon. Nella loro lingua, gli abitanti di questo pianeta vengono chiamati Evereni, che significa più o meno “Vassallo” o “Curatore”. Il loro mondo era perennemente agitato, spazzato dal vento, inondato dalla pioggia, devastato da scariche di elettricità. In questo contesto, gli Evereni vivevano nel perenne cambiamento, sempre pronti a reagire e ad adattarsi a qualunque cosa la burrasca portasse loro. Si prendevano cura del loro pianeta perché comprendevano il valore dei sistemi che li avevano generati e si adoperavano per tenerli in salute e al sicuro.

Ma un giorno, un vortice, di quelli che si scatenano una volta ogni mille anni, risalì dal nucleo del pianeta. Un fulmine distrusse quasi tutto, anche le splendide e geniali città edificate dagli Evereni appositamente per fronteggiare ogni possibile catastrofe. Negli anni che seguirono la Grande tempesta, gli Evereni riposero la loro fiducia nelle istituzioni, al fine di stabilire modi giusti e assennati di usare le scarse risorse che restavano. Me non durò a lungo, furono prese decisioni dettate dall’egoismo e dalla paura, e gli Evereni impararono che non potevano fidarsi dei loro capi. Se ci sono troppe persone e il cibo non basta per tutti la soluzione poteva essere solamente una: meno persone. Gli Evereni impararono così a non fidarsi dei loro conterranei, prima dell’inizio di una guerra infinita che si protrasse per secoli.
Il loro mondo li aveva abbandonati, e così un piccolo gruppo di Evereni superstiti mise insieme la tecnologia rimasta e fuggì nello spazio. Quegli Evereni, detti i Raminghi, non conoscevano più il concetto di fiducia, ma solo quello di desiderio, e impararono a pensare all’alto in termini di allineamento. Finché l’altro condivide le stesse esigenze e gli stessi bisogni, era un alleato su cui poter contare, ma appena l’equilibrio cambiava e i suoi obiettivi divergevano allora diventava un nemico. Quando gli Evereni lasciarono la loro civiltà distrutta e si avventurarono per la prima volta anella galassia, furono sorpresi di scoprire che non erano soli. Ben presto si accorsero che non c’era un altro a cui allinearsi e iniziarono a sfidare delle specie per loro sconosciute. Furono presto considerati fuorilegge e perseguitati e, di nuovo, il loro numero si ridusse.

Scritto da Charles Soule, ovvero uno dei principali autori dei fumetti di Star Wars e scrittore del romanzo che ha dato il via all’Alta Repubblica, La luce dei Jedi, e con una copertina fantastica che fa di questo numero un oggetto assolutamente da collezionare, L’Occhio della Tempesta incornicia così Marchion Ro in un passato fatto di devastazione, di lotta per la sopravvivenza e di famiglie e mondi ostili, seguendo per certi versi la struttura di un altro bellissimo romanzo di Star Wars, quello dedicato a Phasma.

Il lettore scopre che Marchion è cresciuto in un contesto familiare molto particolare. Sua nonna, Shalla, ha unito i Nihil, e suo padre, Asgar, ha dato loro i Varchi, ovvero l’arma con cui hanno potuto combattere la Repubblica e quella che loro vedono come un’invasione ai danni dell’Orlo Esterno. Come Asgar ha ucciso la madre Shalla per prendere il potere sui Nihil, Marchion ucciderà il padre quando ancora è un ragazzo. E si rivelerà ancora più potente dei suoi antenati perché sarà colui che, come Darth Sidious molti anni dopo di lui, attaccherà e sconfiggerà i Jedi.

Questa storia è importante anche perché introduce la seconda fase dell’Alta Repubblica, che ha per sottotitolo Quest of the Jedi, “la ricerca dei Jedi”, e che debutterà a ottobre negli Stati Uniti con il romanzo Convergenza scritto da Zoraida Córdova (arriverà in Italia nel 2023). Un altro dei romanzi della Fase II sarà Path of Deceit scritto da Justina Ireland e da Tessa Gratton e uno dei tre protagonisti sulla copertina di questo romanzo sarà proprio la Evereni Marda Ro.

La Fase II dell’Alta Repubblica racconterà fatti antecedenti rispetto a quelli della Fase I, perché sarà ambientata 150 anni prima di questi avvenimenti. E i romanzi saranno accompagnati da una serie di fumetti, affidata ancora una volta a Cavan Scott, colui che ha realizzato la bellissima serie che ha accompagnato anche la prima fase e che si è conclusa proprio poco prima del lancio di L’Occhio della Tempesta.







