Diretto da Benjamin Caron e scritto da Tony Gilroy, Lampi di Ribellione (Rix Road) è il dodicesimo e ultimo episodio della prima stagione di Star Wars: Andor.
Questa puntata va a concludere il lungo arco narrativo iniziato con un Cassian acerbo e confuso che – progressivamente – acquista consapevolezza di sé stesso, muovendo i primi passi verso il suo destino da ribelle.
La Scintilla
L’episodio di apre con Wilmon Paak, figlio di Salman Paak, l’uomo giustiziato dagli imperiali per aver ospitato nel suo negozio, il Repaak Salyard, un sistema di comunicazione legato alla nascente cellula ribelle.

Wilmon sta costruendo un ordigno artigianale alla presenza dell’ologramma di suo padre.
Contemporaneamente scopriamo che Ferrix è diventata la metà di tutti i principali protagonisti. Cinta e Vel sono in città per monitorare le attività imperiali, in attesa che Cassian si faccia vivo. Lo stesso Luthen raggiunge il pianeta, per assicurarsi che il futuro eroe ribelle non finisca in mani imperiali. L’obiettivo dei tre, infatti, è quello di uccidere Cassian prima che possa rivelare all’Impero l’identità di Axis, ovvero lo stesso Luthen.
Syril Karn, nuovamente al fianco dell’ex sergente corporativo Linus Mosk, vola su Ferrix nella speranza di poter mettere le mani su Cassian, potenzialmente attirato sul pianeta dall’imminente funerale di Maarva. Non è però l’unico a caccia: Dedra Meero, per conto dell’ISB, sopraggiunge con una guarnigione di Death Trooper.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Le persone non guardano dove dovrebbero.[/perfectpullquote]Proprio come previsto Cassian Andor riesce ad arrivare su Ferrix. Quando scopre che Bix è stata catturata e torturata dall’Impero, però, decide di salvarla.
Pietra e Cielo
Negli uffici dell’ISB scopriamo che, come programmato da Luthen, il ribelle Anto Kreegyr è caduto nella trappola, morendo insieme ai suoi uomini. Un sacrificio che permette alla talpa Lonni Jung di proseguire nel suo lavoro di infiltrato.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]La fiamma era già accesa, lui è solo la prima scintilla del fuoco.[/perfectpullquote]Con l’aiuto dei suoi fidati amici Brasso, Xanwan e Rashi, Cassian riesce a muoversi furtivamente per il villaggio, attirando però l’attenzione di Nurchi, una spia locale che vende le sue informazioni a Corv, un agente dell’ISB sulle tracce dei ribelli.

Marciando al ritmo dell’incudine, le Figlie di Ferrix insieme a gran parte della popolazione del villaggio si mettono in marcia lungo la via principale, fino a raggiungere la linea delimitata dalle forze di sicurezza imperiali. Proprio qui Bee attiva un ologramma di Maarva, con le sue ultime volontà: in un accorato appello alla sua gente, la defunta madre di Cassian invita gli abitanti di Ferrix a ribellarsi e combattere l’Impero, scatenando una vera e propria rivolta.
Gli imperiali vengono presi alla sprovvista e quando Wilmon lancia l’ordigno rudimentale provocando una serie di esplosioni a catena, gli assaltatori su ordine del Capitano Vanis Tigo aprono il fuoco sulla folla. Negli attimi di puro caos che seguono Dedra Meero viene trascinata via dai facinorosi, salvo poi essere salvata da Karn, che prontamente la porta al sicuro.
L’inizio della battaglia
Dall’altra parte della Galassia, Mon Mothma non è esente da sacrifici. In nome della ribellione, infatti, la senatrice di Chandrila fa a pezzi la sua famiglia. Prima sacrifica quanto resta del suo matrimonio, accusando suo marito Perrin di giocare d’azzardo con i suoi soldi, consapevole che l’autista – al soldo dell’ISB – riporterà tutto ai suoi superiori, inducendoli a credere che l’ammanco milionario sia da imputare all’uomo, e non ai traffici ribelli di Mothma. Tra l’altro invita suo marito a giocare – se proprio deve – su Canto Bight, la città casinò sul pianeta Cantonica, il cui debutto risale a Episodio VIII: Gli Ultimi Jedi.
Non basta, però: per tornare in possesso dei fondi necessari a sovvenzionare le attività anti-imperiali Mon Mothma acconsente a presentare sua figlia Leida a Stekan Sculdun, figlio quattordicenne di Runai e Davo Sculdun, poco raccomandabile oligarca chandrilano.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Uccidimi, o prendimi con te.[/perfectpullquote]
Approfittando del caos su Ferrix, Cassian riesce a liberare Bix, portandola in salvo insieme a Bee, Brasso, Jezzi e il giovane Wilmon. Caricati su una nave, la meta è Gangi Moon.
Cassian decide però di non seguirli. Anticipando Luthen, sorprende il ribelle sul Fondor. L’ultima volta che Cassian è stato su quella nave era poco più di un mercenario, mentre ora lo vediamo chiedere a Luthen di portarlo con sé, pronto a combattere per la causa, o morire, se necessario. Il viaggio di Cassian come ribelle è appena cominciato.

In una breve scena post credit vediamo dei droidi costruire una piattaforma utilizzando i pezzi costruiti dai prigionieri di Narkina 5. Quando la telecamera indietreggia, scopriamo che la costruzione non è altro che la Morte Nera, in orbita su un pianeta (forse Scarif), più minacciosa che mai.
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