Storie e leggende dei Sith: Darth Noctyss e Darth Sanguis – Guida al Canon

Alberto Mercurelli
Alberto Mercurelli
Appassionato di Star Wars dal 1996, quando mio padre mi regalò il primo Millennium Falcon. Da allora, continuo a seguire tutto ciò che riguarda la Galassia Lontana Lontana, con particolare attenzione al canone.
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I Sith hanno da sempre celato i loro più profondi e oscuri segreti, persino ai membri dello stesso Ordine. Non vi è da sorprendersi se molti di questi sono andati perduti nel tempo; ma alcune storie sono state svelate, o solo tramandate, od ancora sono il frutto di racconti, che possono celare, però, un briciolo di verità.

Darth Noctyss era una potente Signora dei Sith, che aveva soggiogato l’Orlo Intermedio, conquistando pianeta dopo pianeta. Era così crudele che i nemici le si inginocchiavano, dichiarandosi fedeli alla stessa, spesso prima che la loro testa venisse staccata dal collo con la spada laser a falce, simbolo di terrore.

Per quanto fosse, come ogni Sith, bramosa di potere, sapeva anche che questo sarebbe stato effimero, a meno che non avesse trovato una via per preservare la sua esistenza in eterno. Si dice che la sua ricerca l’avesse portata nei meandri più temuti della Galassia, percorrendo alcuni dei luoghi su cui avevano lasciato la loro impronta i Sith.

Le tracce portavano ad Exegol, uno dei principali centri di potere dell’Ordine dei Sith, come indicato dai segni trovati su Malachor. Il pianeta era stato scavato dagli accoliti nel passato, per disvelare il potere che all’interno di esso si celava. Benchè fosse disabitato, Noctyss avvertiva le voci, o forse solo un’eco, dei Sith che l’avevano preceduta, che le sussurravano antichi misteri.

Non si sa per quanto tempo continuò il suo viaggio al centro del pianeta, ma la sua ricerca ebbe una svolta all’incontro di una strana creatura, di grottesco aspetto, deforme, che forse un tempo era stata una forma di vita degna.

Storie e leggende dei Sith: Darth Noctyss e Darth Sanguis – Guida al Canon

La creatura si inchinò a Noctyss, sbiascicando la parola “padrona”. La Sith la risparmiò e la creatura la condusse in un antico laboratorio, nelle viscere della terra. Altri avevano tentato di vincere la morte e qualcuno, un certo Darth Sanguis, vi era riuscito. Scoprì un antico rituale e passò un tempo immemore a prepararlo. Non si nutriva più; la frustrazione per l’avvicinarsi al suo unico obiettivo veniva sfogata sulla creatura, la quale rispondeva con un sorriso sghembo.

Fu tutto pronto per il rito. L’incatesimo in Balc richiedeva anche un sacrificio. Noctyss non ebbe problemi ad uccidere la creatura, che accettò con felicità la sua sorte. Le voci dei Sith del passato echeggiavano mentre Darth Noctyss sentiva il potere scorrere nei palmi dellle sue mani. Ma qualcosa andò storto. Ben presto il suo corpo iniziò a deformarsi, fino a ridursi a qualcosa di lontanamente simile ad una persona. E Noctyss capì! La creatura uccisa era Darth Sanguis, che aveva scoperto il segreto della vita eterna, in cambio della rinuncia alla sua umanità. Si era così liberato di questo fardello, lasciando che fosse Noctyss a pagare per la sua cupidigia.

Darth Noctyss avrebbe condiviso quel destino, a meno che non fosse venuto un altro Sith a cercare la via per l’immortalità…

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