Oggi celebriamo il genio e l’eredità di un attore straordinario, Christopher Lee, che ha lasciato un’impronta indelebile sul grande schermo. Con i suoi imponenti 196 cm di altezza, Lee ha dominato il mondo del cinema con oltre trecento film, spesso interpretando il ruolo del cattivo, che lo ha reso celebre in tutto il mondo.
Ma come è iniziata la straordinaria vita di questo talentuoso attore? Nato da Geoffrey Trollope Lee il 27 maggio 1922, un ufficiale dell’esercito britannico, e Estelle Marie Carandini, una modella italiana e nipote di un politico emigrato in Australia, Christopher Lee si trasferì in Svizzera con sua madre in tenera età. Il divorzio dei suoi genitori mise a dura prova la famiglia, lasciandoli con poche risorse finanziarie per la sua formazione. Nonostante le difficoltà economiche, riuscì a studiare presso la Miss Fisher’s Academy a Wengen, dove si avvicinò al mondo del teatro. Iniziò la sua carriera interpretando il ruolo del malvagio “Rumpelstiltskin”, tratto dalla fiaba dei fratelli Grimm.

Poco dopo, tornò a Londra con sua madre, desiderosa di ricominciare una nuova vita sposando il banchiere Harcourt ‘Ingle’ Rose. Christopher Lee si iscrisse al Wellington College, dove vinse una borsa di studio. Tuttavia, non solo lo studio catturò la sua attenzione. Nel 1939 sì arruolò volontario nell’esercito finlandese contro l’Unione Sovietica. Questa passione militare lo accompagnò anche durante la seconda guerra mondiale, quando decise di servire nella Royal Air Force, combattendo in Nord Africa e Italia, e di arruolarsi come spia inglese nell’organizzazione Special Operation Executive.
I primi passi di Lee nel mondo del cinema risalgono al 1948, quando ottenne un ruolo nel film “Il mistero degli specchi” di Terence Young. Seguirono numerose partecipazioni minori in film di poco conto, che tuttavia contribuirono alla sua formazione. Fu nel 1957 che ottenne un ruolo di rilievo nel film “La maschera di Frankenstein”, in cui interpretò la “creatura”, dando inizio a una lunga serie di interpretazioni sinistre. L’anno successivo, tornò ad affascinare il pubblico interpretando il malvagio vampiro in “Dracula il vampiro”. Collaborò anche con il regista Terence Fisher in uno dei tanti film dedicati al personaggio di Sherlock Holmes, “La furia dei Baskerville” nel 1959, oltre ad apparire in altri film horror come “L’uomo che ingannò la morte” (1959), “La mummia” (1959) e “Il mostro di Londra” (1960).

Grazie alla sua imponente fisicità e alla sua espressività penetrante, Christopher Lee si specializzò in ruoli da cattivo, ottenendo successi di pubblico con film come “La città dei morti”, “Il terrore dei Tongs”, “La casa del terrore”, “Il lungo coltello di Londra” e “Le cinque chiavi del terrore”, tutti girati nella prima metà degli anni Sessanta. Tuttavia, ci furono anche momenti in cui le scelte di Lee non ebbero il successo sperato, come nel caso di “Katarsis” (1964) o “Dracula, principe delle tenebre” (1965). Nonostante ciò, il suo talento rimase ineguagliato.
Christopher Lee si distinse anche in Italia, dove fu chiamato a recitare in “La vergine di Norimberga” (1965), un altro film dell’orrore che arricchì la sua filmografia. Successivamente, tuttavia, Lee attraversò un periodo di scelte cinematografiche meno fortunate, collezionando una serie di film mediocri, in particolare con la saga dedicata a Fu Manchu.
La carriera di Christopher Lee è stata costellata di numerosi ruoli iconici, spesso interpretando vampiri come Dracula o cattivi indimenticabili. Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, partecipò a film come il documentario “Horror Show” (1979) e “1941 Allarme a Hollywood” (1979) di Steven Spielberg.
Successivamente, lavorò con autori importanti del cinema internazionale, come Joe Dante in “Gremlins 2 – La nuova stirpe” (1990), Tonino Cervi in “L’avaro” (1990) e Alejandro Jodorowsky in “Il ladro di arcobaleni” (1991). Apparve anche in film come “Scuola di polizia 7 – Missione a Mosca” (1994), “Sorellina e il principe del sogno” (1995) di Lamberto Bava e “The Stupids” (1996) di John Landis.

Tuttavia, è alla fine degli anni ’90 che Christopher Lee vive un periodo d’oro nella sua carriera. Recitò in film di successo come “Il mistero di Sleepy Hollow” (1999) di Tim Burton, interpretò Saruman il bianco nella trilogia de “Il signore degli anelli” di Peter Jackson e vestì i panni del conte Dooku in “Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni” (2002) di George Lucas, secondo capitolo della Trilogia Prequel.
Oltre alla sua straordinaria carriera cinematografica, Christopher Lee ha avuto una vita fuori dal comune. La sua curiosità e la sua ecletticità si sono estese a molti ambiti, rendendolo una figura affascinante anche al di fuori del mondo del cinema.
Una delle sue esperienze più insolite fu quella di assistere all’ultima esecuzione pubblica con la ghigliottina in Francia. Questo evento storico avvenne nel 1939, quando Lee era ancora un giovane uomo. L’esperienza lasciò un’impressione indelebile su di lui e contribuì a forgiare la sua sensibilità nei confronti delle ingiustizie e della violenza.
Oltre alla sua esperienza con la ghigliottina, la vita di Christopher Lee è stata ricca di incontri e connessioni sorprendenti. Durante il suo periodo di fidanzamento con un membro della famiglia reale svedese, ottenne il permesso del Re di Svezia in persona.
Un’altra curiosità interessante è che Ian Fleming, l’autore dei libri di James Bond, si ispirò proprio a Christopher Lee per creare il celebre personaggio dell’agente segreto 007, e fu tra le altre cose l’unico membro del cast de Il Signore degli Anelli ad aver avuto l’opportunità di conoscere personalmente l’autore dei libri, J.R.R. Tolkien.
Infine, Christopher Lee dimostrò la sua versatilità anche nel campo della musica. Non tutti sanno che ha suonato nella sua band di Heavy Metal, dimostrando ancora una volta la sua passione per l’arte in tutte le sue forme.
Purtroppo, dopo un ricovero in ospedale per problemi respiratori, Christopher Lee morì a Londra il 7 giugno 2015, all’età di 93 anni. La sua morte rappresentò una grande perdita per il mondo del cinema, ma il suo lascito artistico rimane immortale. Oggi, in occasione della sua data di nascita, celebriamo l’eredità di Christopher Lee ricordando non solo il suo immenso contributo all’arte cinematografica, ma anche la sua straordinaria vita.






