Ahsoka, la nuova serie live action di Star Wars, prosegue il suo iter e, giunta al terzo episodio (o, come sarebbe più corretto definire, puntata, trattandosi in realtà di una miniserie), ha certamente introdotto diversi elementi in grado di generare riflessioni accorte sia dal punto di vista prettamente narrativo, nell’intreccio orizzontale del susseguirsi delle salienti vicende che, in maniera contingente, nella realizzazione visiva della messinscena dei suddetti avvenimenti.
Tralasciando però, per un attimo, analisi narrative e ipotesi di inediti sviluppi legati alla sceneggiatura, Ahsoka si sta rivelando un prodotto molto interessante anche (e forse soprattutto) in riferimento alla mitologia intrinseca della creatura cross-mediale creata da George Lucas, evidenziando numerosi dettagli che meritano una più accorta riflessione.
1. Ahsoka e la Forza

La nuova serie di Star Wars targata Disney+ ha senz’altro il merito di non volersi esimere dal trattare una delle caratterizzazioni più rilevanti e, conseguentemente, delicate del novero identitario dell’intero franchise creato da George Lucas: la Forza.
In effetti, al netto dell’ancora esiguo numero di puntate trasmesse (e delle eventuali nuove implicazioni), Ahsoka, di pari passo con una accorta ma adatta e progressiva caratterizzazione della propria protagonista (trattandosi, in fin dei conti di una “versione inedita” del personaggio creato da Dave Filoni e introdotta in The Clone Wars nel 2008), nutre il proprio sostrato tematico di elementi in grado, apparentemente, di mutare alcuni dei “dogmi” cristallizzati della mitologia lucasiana.
“Ho conosciuto moti padawan nel corso dei secoli e posso dire con certezza che la tua attitudine alla Forza è inferiore a quella di tutti loro”
Le parole che Huyang spese su Sabine Wren ci permettono di capire quanto in profondità e con quanta ambizione la serie sembra voler scavare nelle radici concettuali della galassia lontana lontana.
Attraverso le parole della sua protagonista, in risposta alle affermazioni del droide millenario sulla propria apprendista (“Non voglio che diventi una Jedi, voglio che diventi sé stessa“), il creator Filoni ci permette di capire come la serie voglia introdurre con tutta probabilità, un’inedito modus operando nella trattazione del tema.
Ahsoka non si premura, come si è spesso detto, di cercare di indicare, in maniera innovativa, cosa sia la Forza (“La Forza è in tutti gli esseri viventi“) e a chi sia diretta (“Il talento è un fattore“) ma, piuttosto, di raffigurare un innovativo modo di utilizzo della stessa (“Sono l’addestramento e la determinazione a determinare il risultato…non tutti sanno sottostare alla disciplina necessaria per padroneggiare le vie della Forza“).
Dave Filoni non sembra quindi voler riscrivere le regole del mito, mutandone paramenti ormai cristallizzati nella memoria collettiva (come si evince dalle precedenti linee di dialogo), piuttosto evidenziare come, al fine di generare un reale cambiamento, l’elemento determinante sia sempre e comunque rappresentato dal come la Forza venga utilizzata e, conseguentemente, da chi essa venga padroneggiata.
2. Jedi non convenzionali

Come il mito e la letteratura classica ci insegnano, prima di guardare al futuro, per prepararsi ai cambiamenti e, soprattutto, per evitare di gettarsi impreparati nell’ignoto, non è mai controproducente volgere prima uno sguardo indietro, al passato, alle tradizioni o al proprio retaggio.
In tal senso, prima di concludere questo excursus su Ahsoka e sulle reali aspirazioni tematiche della serie, appare doveroso ma soprattutto proficuo evidenziare come il retaggio dei Jedi che ha condotto al dittico protagonista dell’ultima produzione Lucasfilm si proponga quale elemento determinante a costruirne le ambiziose ma solide fondamenta.
“Suppongo tu provenga da una lunga lista di Jedi non convenzionali, in tal senso si inserisce benissimo”
Ancora una volta le parole del droide Huyang vengono saggiamente utilizzate al fine di caratterizzare tematicamente la serie: il riferimento al retaggio di Ahsoka, (con particolare enfasi sul maestro della stessa, Anakin Skywalker) ci permettono di delineare in maniera più chiara il percorso contenutistico della storia.
Ahsoka,(per sua stessa ammissione, non facente più parte dell’ordine), addestrata dal Prescelto Anakin Skywalker (che ha ceduto al lato Oscuro per amore, sofferenza e ambizione), a sua volta padawan di Obi-Wan Kenobi (archetipo del Jedi eppure non immune all’amore in qualsivoglia forma lo si voglia intendere), allenato da Qui-Gon Jinn (in vita figura anticonvenzionale e primo membro dell’ordine a “sopravvivere” alla dipartita fisica), formato dal Conte Dooku (alias Darth Tyranus dopo aver ceduto al lato oscuro per un idealismo senza mezze misure), celebre padawan del Gran Maestro dell’Ordine Yoda: questo retaggio rappresenta, a ritroso, l’iter procedurale che ha visto, proprio mediante le vite di queste figure, un mutamento radicato dietro la figura stessa del cavaliere Jedi (e del Force user in senso lato).
Ahsoka rappresenta l’ultimo collegamento di questo lungo retaggio che ha visto, nel proprio novero, una sterminata quantità di peculiarità diverse, accomunate tutte però dalla ricerca di un senso, una percezione fattuale ed empatica che potesse trascendere la sola “dogmatica” via imposta dalla dottrina para-monastica del consiglio dei Jedi.
In virtù di ciò Yoda potrebbe esser visto senz’altro come Yin (nero), a causa della propria “cecità” durante l’apogeo del proprio potere quale Gran Maestro dell’ordine (e pertanto con diverse responsabilità sul crepuscolo della repubblica e dell’ ordine dei Jedi stesso). Non di meno potrebbe ugualmente rappresentare anche lo Yang (bianco). Di fatto, in seguito alla presa di coscienza dei propri errori, esemplificata dall’accettazione nell’avere quale ultimo e più importante allievo Luke Skywalker (figlio di Anakin e, pertanto, frutto di quell’amore terreno che aveva contribuito a plasmarne sia il destino tenebroso prima che, successivamente, la rinascita nella Luce), la redenzione di Yoda (come anche l’ultima apparizione canonica in Gli Ultimi Jedi), rappresenta uno dei punti cardine del mutamento intrinseco nella rappresentazione della figura del Jedi.
3. Una nuova idea di Jedi

Come precedentemente indicato, Sabine Wren e le aspettative di indipendenza che Ahsoka auspica per lei delineano, incontrovertibilmente uno dei punti di arrivo più manifesti di questo mutamento di prospettive che la serie porta avanti.
Esiste però un altro personaggio che, al netto dei possibili e plausibili cambiamenti preventivabili nelle prossime puntate, può incarnare ancora meglio il ruolo di sineddoche dell’intero iter concettuale correlata alla figura del Jedi: Jacen Syndulla.
Anche in questo caso, come detto poche righe sopra, il retaggio del giovane può già, almeno in parte, sintetizzare la rilevanza fondamentale di tale personaggio quale culmine ultimo dell’intero percorso portato avanti.
Il piccolo Jacen (doveroso per quei pochi che ancora non lo sapessero) è frutto dell’unione tra il generale della Nuova Repubblica (e prima dell’Alleanza Ribelle) Hera Syndulla e l’ex Padawan Jedi Caleb Dume, conosciuto poi come Kanan Jarrus, due dei protagonisti indiscussi della serie animata Star Wars: Rebels.
In tal senso la figura del giovane Jacen potrebbe essere quindi accomunata a quella di Luke Skywalker, in quanto figlio, come lui, di un Jedi che, conseguentemente, non ha osservato il codice comportamentale dell’Ordine, in vita.
La differenza tra i due e, pertanto, determinante nel disegnare proprio il giovane Syndulla quale figura fondamentale nel delineare una nuova idea di Jedi, è data dal fatto che, a dispetto dell’amore tormentato, nascosto e osteggiato vissuto da Anakin e Padme (che ha visto nascere poi i gemelli Skywalker), il rapporto tra Kanan e Hera è stato realmente vissuto, senza remore, senza timore, senza l’idea di perpetrare qualcosa di “errato”.
Pertanto Jacen Syndulla, frutto più alto di un amore puro, genuino e viscerale vissuto alla luce del sole da un ex Jedi e dalla sua compagna, si pone quale ponte ideale del percorso di mutamento che Ahsoka sembra voler raccontare attraverso le sue vicende e, con tutta probabilità, anche come plausibile figura sempre più centrale all’interno delle dinamiche narrative e concettuali dell’intero franchise.






