Con il quinto episodio di Star Wars: Ahsoka Dave Filoni ci regala nuove scene mozzafiato ambientate nel Mondo tra i mondi, e con esse arrivano nuovi e affascinanti dettagli.

L’utilizzo del Mondo tra i mondi potrebbe sembrare, all’occhio di un fan poco giudizioso, un semplice escamotage per salvare Ahsoka nel modo più scenografico possibile, oppure un “dolcetto” lanciato dalla produzione per ammaliarci e farci dire “wow”. Sicuramente quel “wow” lo abbiamo detto tutti, ma per fortuna dietro la nostra sconfinata goduria c’è sempre la passione e la saggezza dell’uomo col cappello.
Sappiamo benissimo, tramite le varie interviste, che Filoni non è intenzionato ad abusare del Mondo tra i mondi, e soprattutto non vuole farlo diventare un pericoloso “entra ed esci” finalizzato ai viaggi nel tempo. Il Mondo tra i mondi è e deve rimanere qualcosa di più: un luogo di Forza e di conoscenza, nel quale tutto è fluido, sia nel tempo che nello spazio.
Accertato il buonsenso degli autori, dovremmo a questo punto avere una sola certezza: se il Mondo tra i Mondi è arrivato in live action, allora Filoni vuole sfruttarlo in un modo “appetitoso”, o per ampliare le nostre conoscenze o per costruire nuova trama.

Per capire il futuro del Mondo tra i mondi, dobbiamo prima partire da quello che sappiamo, o per meglio dire da quello che sanno i personaggi della nostra storia. Per fare questo dobbiamo tornare agli eventi di Star Wars: Rebels, ed in particolare agli attimi in cui Sabine Wren riesce ad intuire il funzionamento del portale su Lothal (s04e12 ed s04e13).

Fino ad adesso questa frase è stata presa alla lettera da tutti i personaggi (e quindi anche da noi che siamo semplici osservatori delle loro vicende). L’intuizione di Sabine, seppur “casereccia”, si è rivelata esatta ed utile allo scopo; ma siamo sicuri che la faccenda termini con il significato letterale?
Bisogna ricordare che la Figlia è la somma rappresentante del lato chiaro della Forza. Quando Ezra Bridger congiunge la mano col dipinto della Figlia, non si limita a toccare la pietra, bensì si mette ad “ascoltarla” (come gli aveva insegnato il defunto maestro Kanan Jarrus): è dunque l’utilizzo della forza ad aprire il portale, non il semplice sfiorare la pietra.
A questo punto, se La Figlia è la “serratura” e la Forza è la vera “chiave” per aprire il portale, allora potremmo interpretare il murales in senso metaforico: è il lato chiaro della Forza (la Figlia) il vero mezzo per aprire il Mondo tra i Mondi.

Il Figlio, lo sappiamo, è il sommo rappresentante del lato oscuro della Forza. Se ciò che abbiamo detto prima fosse esatto (ovvero che il lato chiaro apre il Mondo tra i Mondi), allora per analogia dovremmo affermare che il lato oscuro (il Figlio) è la chiave per chiudere il Mondo tra i Mondi.
Mentre la prima interpretazione può subito risultare esatta, in quanto Ezra è un Jedi ed un utilizzatore del lato chiaro della Forza, la seconda interpretazione non è scontata né immediata, dacché Ezra non ha mai dimostrato di essere un utilizzatore del lato oscuro.

Dovremmo ricrederci.
Bisogna ricordare che il ragazzo, oltre ad entrare nelle grazie di Darth Maul, è riuscito ad aprire e ad utilizzare l’Holocron Sith. Un Holocron è un oggetto che infonde la conoscenza a chi lo apre: gli olocroni Jedi infondono conoscenza sul lato chiaro, gli olocroni Sith sul lato oscuro. Ricordiamo ora l’avvertimento del Bendu (s03e02), sul fatto di ottenere conoscenza dagli olocroni: “Per tale potere c’è un prezzo da pagare: quando si conosce un segreto non c’è modo di dimenticarlo”.
Ebbene, nell’animo di Bridger si celerebbe una profonda dualità nella Forza: da un lato è un Jedi, altruista al punto di sacrificare se stesso per liberare la galassia dalla disgrazia di Thrawn, dall’altro ha utilizzato l’olocrone, e possiede un’intrinseca conoscenza del lato oscuro che nemmeno lui ha ancora sperimentato. Ed è proprio alla luce di questa sua dualità che avrà la possibilità di utilizzare il portale, prima aprendolo (lato chiaro) e poi chiudendolo (lato oscuro).

Conosciamo qualcun altro con questa dualità tra luce e oscurità?
Guardando la quinta puntata di Star Wars: Ahsoka, e in particolare le scene ambientate proprio nel Mondo tra i mondi, possiamo affermare di non aver mai visto un Anakin così duale nella Forza. Siamo sempre stati abituati a vivere il suo continuo conflitto interiore tra luce e oscurità, ma ora è diverso; adesso assistiamo ad una perfetta fluidità: un momento prima ha la lama blu, il momento dopo ha la lama rossa; un attimo prima ha gli occhi da Sith, l’attimo successivo torna ad essere l’amorevole Anakin che tutti noi conosciamo.
Sappiamo poi che la vicenda di Ahsoka nel Mondo tra i mondi non è stato né un sogno, né il frutto della sua immaginazione: questo viene prontamente confermato dall’esperienza di Jacen ed Hera Syndulla, che riescono a percepire lo scontro tra la Togruta ed Anakin, elevandolo a reale.
Qualcuno deve quindi aver richiamato il Mondo tra i mondi, e l’unico in grado di farlo è (in questo caso) proprio il defunto Anakin: il Prescelto, ormai “asceso” e diventato parte integrante della Forza, ha il potere di aprire e chiudere la dimensione parallela, proprio in virtù della sua dualità tra luce e oscurità (esattamente come Ezra Bridger).

Un ulteriore indizio a favore di questa riflessione è lo sguardo che Anakin lancia verso l’orizzonte alla fine del suo dialogo con Ahsoka: dopo quello sguardo il mondo tra i mondi inizia a chiudersi, facendoci intendere che è stato proprio il Prescelto ad aver lanciato il “comando”.
Insomma, sembra proprio che il nostro Anakin sia destinato a rimanere influente nelle vicende presenti e future. Chissà se lo rivedremo nuovamente nei panni del “Prescelto”, colui che porterà equilibrio nella forza, ancora una volta.






