Star Wars Ahsoka: l’opinione della redazione sulla serie appena conclusa

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

È passata una settimana dalla conclusione di Star Wars: Ahsoka, una delle serie per Disney+ più chiacchierate di sempre. Che vi sia piaciuta questa nuova avventura in una Galassia davvero molto molto lontana, o che la saggia togruta vi abbia fatto storcere il naso, poco importa: sentiremo parlare di quanto abbiamo visto nello show di Dave Filoni ancora per molto tempo.

Nel frattempo, potete dare uno sguardo alle valutazioni individuali dei membri della redazione di Star Wars Addicted e, mi raccomando, non dimenticate di farci sapere la vostra opinione!

Star Wars rinasce da qui

Da amante delle serie animate come The Clone Wars e Star Wars Rebels, non posso che riconoscere l’immenso valore dello show di Dave Filoni, che è riuscito a scrivere una storia avvincente costruendola sulla base di una mitologia che i fan più accaniti senza dubbio conoscono, ma che è stata finalmente presentata anche al pubblico generalista, che evidentemente ha saputo apprezzarla. Gli elementi vincenti di Star Wars: Ahsoka nascono tutti con l’animazione: dalla protagonista, Ahsoka Tano, alle co-star come Sabine Wren, Huyang e l’attesissimo Ezra Bridger. Ma anche le Sorelle della Notte, Mortis, la magia oscura. Questi elementi, troppo a lungo messi da parte, hanno dato vita ad uno show che nonostante qualche sbavatura, è andato oltre ogni più mia rosea aspettativa.
Concludo citando il compianto Ray Stevenson che ha interpretato un personaggio, Baylan Skoll, che ricorderemo a lungo, e che rappresenterà per la produzione una vera e propria sfida nell’ipotetica seconda stagione dello show.
Voto: 9/10
Giorgio Fabrizi, Editor-in-Chief
Star Wars Ahsoka: l’opinione della redazione sulla serie appena conclusa

Ahsoka ritorna allo Star Wars tradizionale e punta sulle emozioni

A parer mio, Ahsoka è fin qui la migliore serie televisiva di Star Wars, ad eccezione di Andor, che però appartiene a un genere narrativo differente rispetto agli stilemi classici della saga ideata da George Lucas. Lo stile di Dave Filoni è evidente a tal punto che si può parlare di Filoniverse, oltre che di Mandoverse: nel senso che c’è un rispetto del Canone di Star Wars, ma al contempo più attenzione e più cura nei confronti delle precedenti opere di questo autore. Ahsoka rappresenta un seguito in tutto e per tutto di Rebels (e in parte di The Clone Wars) al punto che alcuni attori sembrano voler riprodurre in live-action le espressioni facciali e i movimenti delle serie animate (in primis l’Ezra Bridger di Eman Esfandi). La serie si rivela coinvolgente e godibile in ogni punto, con pochissimi passaggi a vuoto, anche se i ritmi non sono sempre velocissimi. Merito anche del fatto che si concentra su un unico arco narrativo, diluito sulle 8 parti di cui si compone la serie. Filoni ha avuto successo perché ha puntato tutto sull’emozione degli appassionati, a costo di dover sovrascrivere qualche passaggio canonico, anche delle sue stesse opere.
Voto: 8/10
Ransolm Casterfo, Executive Editor
Star Wars Ahsoka: l’opinione della redazione sulla serie appena conclusa

Una nuova speranza per un fan disilluso

Confesso di aver visto le recenti opere di Star Wars con un occhio spento, privo di quella eccitazione che fino a poco fa mi procuravano. Ahsoka ha avuto il merito di riaccendere quella scintilla, sempre presente, ma poco luminosa. Ho scoperto fin da piccolo la trilogia originale, sono cresciuto con la prequel ed ho amato The Clone Wars. Ahsoka è riuscita conciliare i vari mondi, così come avviene nella dimensione mistica cui è legata. I richiami alle opere passate sono numerosi, ma non si ha mai la sensazione di un fan service forzato. Ogni personaggio è lì per fare la sua parte. Il ritorno di Anakin Skywalker commuove; l’interpretazione di Rosario Dawson di una Ahsoka Tano matura, ma con ancora le sue sfide da affrontare, la rende uno dei personaggi meglio riusciti e meglio rappresentati in live action. Una piccola menzione va a Huyang: nella tradizione dei droidi divertenti, il Professore dà sfoggio di umorismo e profondità di pensiero. Nel guardare la serie ci si cala nella trama esattamente dove ci eravamo lasciati con Rebels. A parte qualche piccola differenza grafica, giustificata dal tempo trascorso ed evidentemente da una riconsiderazione delle idee originali, la continuità con le opere mediatiche è garantita.
Voto: 9/10
Alberto Mercurelli, Senior Editor
Star Wars Ahsoka: l’opinione della redazione sulla serie appena conclusa

Un nuovo inizio intrigante e ordinato

Pochi eventi avevano suscitato, al loro annuncio, tanta attesa come Ahsoka. A conclusione della prima stagione, sono due gli aspetti che voglio sottolineare. Il primo, senza dubbio positivo, è lo scrupolo con cui gli autori delle puntate hanno voluto e saputo prendersi cura di parti importanti del patrimonio narrativo che Star Wars ha accumulato negli anni, legandolo con sapienza e disinvoltura alle nuove storie. È un aspetto che non sarà mai esaltato abbastanza, perché implica il rispetto che gli autori hanno per noi appassionati. Ma ci si domanda, e mi avvicino al secondo punto, dove si colloca in questo contesto il recupero delle serie animate? Se da un lato merita un plauso la giustificazione dell’uso di vecchi personaggi con elementi funzionali alla trama del nuovo progetto (vietato l’ingresso ai somehow), è anche lecito sperare che tale recupero non si fermi alla sola fascinazione fine a sé stessa. Per questo motivo, credo che la serie Ahsoka sia un prodotto di buon livello, ma potrà arrivare a livelli eccellenti (come quelli di Andor) solo se gli autori aggiungeranno — a questo recupero filologico del vecchio — la voglia di solcare la galassia alla ricerca del nuovo, sfidando sé stessi nella missione di dare al fandom qualcosa che ancora non sa di volere. Dal resto, sarebbe un peccato avere una Ferrari e non farla correre. Giusto?
Voto: 7.5/10
Fabio Massimo Cesaroni, Senior Editor
Star Wars Ahsoka: l’opinione della redazione sulla serie appena conclusa

Star Wars: Ashoka, ritorno alla poetica dell’immagine

Scelta la desinenza della miniserie quale veste strutturale principale per la storia narrata, Star Wars: Ahsoka di Dave Filoni riesce dove, con tutta probabilità, molte altre produzioni similari hanno incontrato diverse difficoltà. Legato indissolubilmente alle istanze del creatore George Lucas (vista la lunga collaborazione tra i due per The Clone Wars), Filoni riesce nell’impresa di riportare al centro del villaggio alcune peculiarità fondative di Star Wars. Se la cifra stilistica annovera, tra i vari punti a favore, una solida regia sia per quanto concerne le sequenze d’azione che le derive più intimiste della storia, la CGI (a differenza di quanto successo in altri casi) torna ad essere un punto di forza per la saga, rendendo credibili le inedite ambientazioni evidenziate dalla serie. La componente tecnica annovera anche un ottimo accompagnamento sonoro (mirabile soprattutto il tema principale di Kevin Kiner). Il cast offre interpretazioni mirabili, soprattutto nel creare un sostrato empatico davvero rilevante. Il principale punto di forza del prodotto va però ricercato tra le file dei nuclei tematici: gli archetipi di passato, presente e futuro e del rapporto intercorso tra maestro a apprendista trovano finalmente nuova linfa vitale tra le dinamiche di Ahsoka. Un ulteriore punto a favore per Filoni è rappresentato dal saggio e accorto utilizzo del personaggio di Anakin Skywalker che, nuovamente intepretato da un sontuoso da Hayden Christensen, torna a vestire i panni del Prescelto, sottolineando quanta rilevanza tale figura ricoprisse nel nucleo ideale di George Lucas.
Voto: 8/10
Ciro Mesti, Editor
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L’erede dell’impero, ma anche di Star Wars

La serie si è confermata la promessa che ci aveva fatto Filoni, una serie impeccabile piena di colpi di scena e veramente formidabile, nella trama, nella CGI e nella scelta attoriale. Riesce a far felici i vecchi e i nuovi fan di Star Wars, lasciando il classico intoccato e allo stesso tempo mettendoci quel pizzico di nuovo che non guasta mai. i personaggi classici di Rebels sono stati superlativi e ben azzeccati e i nuovi personaggi introdotti sono stati tridimensionali, ben raccontati e davvero intriganti. Ottima la regia e il comparto effetti speciali. La punta di diamante della serie, delle nuove leve introdotte da questa serie, rimane Baylan Skoll, un personaggio fenomenale che riesce a catturare lo spettatore fin dalla prima scena, riuscendo a farlo pendere dalle sue labbra anche quando non ha nessuna battuta da dire. La Dawson si riconferma una Ahsoka perfetta, qui più che mai, e Sabine, Ezra, Hera e Thrawn sono stati perfetti e identici alla controparte animata. La ciliegina sulla torta è stato Hayden Christensen perfettamente bilanciato negli episodi e ben dosato, risultando identico alla trilogia prequel e a The Clone Wars, ma con quel guizzo di nuovo che la serie regala a ogni personaggio introdotto. Filoni ha colpito nel segno regalandoci un prodotto di Star Wars senza se e senza ma, capace di mettere d’accordo tutti restando fedele allo spirito della Saga.
Voto 10/10
Elia Lunetta, Supervisor Editor
Star Wars Ahsoka: l’opinione della redazione sulla serie appena conclusa

Abbi fiducia nella Forza

Ahsoka offre tutto quello che i fan di Star wars vorrebbero avere: battaglie spaziali, duelli con le spade laser, esplorazione della mitologia, e tutto ciò è accompagnato da una messa in scena efficacie che trasmette sufficiente pathos. Per merito anche di un casting molto azzeccato i personaggi sono delineati abbastanza bene, anche se alcuni di questi avrebbero meritato decisamente una maggiore costruzione attraverso determinate interazioni che ci avrebbero fatto comprendere ancora meglio la loro psicologia. La regia è nel complesso buona con alcune puntate dirette molto meglio di altre, e gli effetti visivi sono davvero di altissimo livello. Ammetto che per via della qualità produttiva e per le implicazioni che la storia può avere sul resto della saga, rimpiango davvero di non aver visto questo prodotto trasposto al cinema. Nonostante alcune palesi pecche, Dave Filoni è riuscito a portare avanti degnamente il lavoro fatto precedentemente con The clone Wars e Rebels. Infine, un plauso a Kevin Kiner che ci ha regalato una delle colonne sonore a tema Star wars migliori di sempre.
Voto 8/10
Leonardo Soraci, Senior Editor
Star Wars Ahsoka: l’opinione della redazione sulla serie appena conclusa

E ora fateci sapere la vostra opinione nei commenti!

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