James Mangold, regista di successi come Logan e Le Mans ’66, è al lavoro su un nuovo capitolo dell’universo di Star Wars, intitolato Dawn of the Jedi. L’ambientazione del film lo distingue nettamente dai precedenti, portando gli spettatori 25.000 anni indietro rispetto agli eventi noti della saga.
Mangold ha definito il progetto come un’opportunità per esplorare un territorio inesplorato della galassia, libero dai vincoli del Canone. “È un’area che ho sempre voluto esplorare, ispirata alle mie passioni giovanili”, ha dichiarato il regista, sottolineando il desiderio di evitare la pressione legata al rispetto di un Canone ormai affollato.
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Scritto in collaborazione con Beau Willimon, già sceneggiatore per Andor, il film mira a raccontare un’epopea dalle proporzioni bibliche, paragonata da Mangold ai classici cinematografici come I dieci comandamenti di Cecil B. DeMille. L’intento è quello di creare una narrazione epica, focalizzata sulle origini dell’Ordine Jedi e sulle prime scintille della Forza nella galassia, libera da ogni riferimento canonico visto che questa epoca non è stata ancora trattata da altre opere della continuity.
Mentre i dettagli sulla produzione e sulla data di uscita rimangono ancora avvolti nel mistero, Dawn of the Jedi si presenta come una promettente aggiunta al futuro del franchise. Con il prossimo capitolo sul grande schermo, The Mandalorian & Grogu, previsto per il 22 maggio 2026, i fan dovranno aspettare per scoprire quale direzione prenderà la visione di Mangold.
In un periodo di pausa per la saga cinematografica, questo progetto rappresenta un’opportunità per reinventare la narrazione, riportandola alle sue radici più antiche e ampliandone gli orizzonti.


