Il miglior film di Steven Spielberg non è quello che tutti scelgono, tranne questo

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

‘A.I. Artificial Intelligence’, l’omaggio di Spielberg a Kubrick

Steven Spielberg è universalmente riconosciuto come uno dei maestri indiscussi del cinema. Con film come Lo squalo, E.T. l’extra-terrestre e Jurassic Park, ha ridefinito il concetto di intrattenimento cinematografico, senza contare l’acclamato Schindler’s List. Nonostante questo invidiabile palmarès, Spielberg ha sollevato dubbi quando ha deciso di portare a termine uno dei progetti abbandonati dal compianto Stanley Kubrick, un’interpretazione fantascientifica della storia di Pinocchio, sfociata in A.I. Artificial Intelligence.

L’eredità di Kubrick e l’interpretazione di Spielberg

Al momento della sua uscita, A.I. ha diviso la critica e il pubblico. Molti l’hanno considerata una distorsione della visione originale di Kubrick, ridotta dalla celebrazione tipica di Spielberg e dal suo approccio sentimentale. Tuttavia, col passare del tempo, il film è stato rivalutato come un esempio pregevole di regia, dove i temi e gli stili di entrambi i cineasti si fondono in una potente narrazione che esplora l’amore e un’apocalisse imminente.

Nella comunità cinefila, A.I. Artificial Intelligence è spesso elencato tra i migliori film di Spielberg. Eppure, permangono critiche che lo accusano di aver eccessivamente addolcito il progetto che Kubrick avrebbe interpretato in modo cupo, sulla scia di 2001: Odissea nello spazio. Questo giudizio, però, ignora il fatto che Kubrick stesso incoraggiò Spielberg a completare il film, ritenendolo più adatto a trasporre la storia sullo schermo. Solo dopo la morte di Kubrick, Spielberg accettò di portare a termine il lavoro iniziato dall’amico e collega.

Haley Joel Osment interpreta David, un ragazzo robot che desidera diventare un essere umano per conquistare l’amore dell’adottiva madre Monica, interpretata da Frances O’Connor. Ambientato in una distopia futura dove l’umanità è in declino e la popolazione di androidi cresce rapidamente, il film rappresenta più di un semplice esperimento per unire E.T. e Arancia Meccanica. Tratto da un racconto di Brian Aldiss, la pellicola richiedeva la profondità emotiva tipica di Spielberg, con effetti visivi grandiosi, mentre l’approccio di Kubrick, più freddo e analitico, avrebbe probabilmente condotto altrove.

L’analisi dell’umanità in chiave fantascientifica

Sebbene A.I. non possieda la precisione dei lavori più iconici di Spielberg, la sua ricchezza narrativa e i cambiamenti di tono riflettono la sua lotta interna con il proprio stile artistico. L’ultima sequenza, spesso interpretata in maniera ingiustamente sentimentale, mette in luce questa complessità. Spielberg, sovente percepito come un eterno bambino, ci presenta un robot programmato per non crescere mai. Questo concetto diventa particolarmente inquietante quando il desiderio di David, vivere un ultimo istante con Monica, porta alla cancellazione di ogni memoria umana.

Il contrasto tra sentimentale e inquietante in A.I. rappresenta perfettamente la natura disturbante dell’intelligenza artificiale. La genuinità di David emana un’innocenza alla pari di quella di Elliott in E.T., ma nel contesto di A.I., qualcosa appare fuori posto. Grazie anche alla fotografia di Janusz Kamiński e alla colonna sonora di John Williams, Spielberg esplora il timore implicito legato all’IA e alla sua crescente influenza, chiedendosi a quale prezzo l’amore possa ancora vincere in un mondo dominato dalla tecnologia avanzata.

In A.I. Artificial Intelligence, Spielberg fa propri gli elementi narrativi di Kubrick, Pinocchio, e la fantascienza di Isaac Asimov, creando un’espressione personale inedita. Il film rappresenta non solo un omaggio a Kubrick ma anche una riflessione su come le loro visioni artistiche possano convivere armoniosamente, dando vita a una delle opere più complesse della carriera di Spielberg.

Il miglior film di Steven Spielberg non è quello che tutti scelgono, tranne questo
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