È sorprendente pensare che siano passati venticinque anni dall’uscita nei cinema di Final Destination, un film che ha influenzato profondamente il panorama dell’horror all’inizio del nuovo millennio. Il franchise ha attraversato diverse epoche del genere, dal periodo post-Scream alla fase splatter, preservando varie sottocategorie horror. Il concetto centrale di Final Destination è piuttosto inquietante: la morte insegue chi è riuscito a sfuggire al suo destino, eliminando uno ad uno i protagonisti. Nonostante la tematica cupa, le morti esagerate rendono il film anche divertente e catartico.
Sebbene la serie abbia avuto un notevole successo, con cinque film usciti in undici anni, il nuovo Final Destination: Bloodlines sarà il primo sequel a vedere la luce dal 2011.
Tony Todd e i due sequel previsti
Nel 2011, durante un’intervista per la promozione di Final Destination 5, Tony Todd dichiarò che c’era la possibilità di altri sequel:
“Pollice in su! Hanno ampliato il mio ruolo e il produttore mi ha detto, mentre stavamo lasciando Vancouver, che se questo fosse entrato al primo posto – cosa che statisticamente è accaduta – avrebbero girato i due successivi contemporaneamente.”
Sfortunatamente, il film non debuttò in prima posizione, ma piuttosto al terzo posto dietro Rise of the Planet of the Apes e The Help. Nonostante ciò, incassò comunque 18,5 milioni di dollari, accumulando un totale di 42,5 milioni negli USA e 157,8 milioni a livello globale. Final Destination 5 fu considerato un ritorno in pista, soprattutto dopo il deludente The Final Destination del 2009. Tuttavia, nonostante la qualità migliorata, fece circa 25 milioni di dollari in meno rispetto al precedente, sia a livello nazionale che globale. L’interesse del pubblico stava iniziando a diminuire, una tendenza normale quando si producono numerosi film in un breve lasso di tempo. Sebbene i profitti fossero ancora buoni, due sequel consecutivi sarebbero stati probabilmente eccessivi, e forse era arrivato il momento di mettere in pausa la serie.
Una nuova prospettiva per Final Destination
Solo nel 2019 si iniziò a parlare concretamente di Final Destination 6. Come riportato da The Hollywood Reporter, furono incaricati Patrick Melton e Marcus Dunstan di scrivere il sesto capitolo, che sarebbe stato “una rivisitazione del franchise”. Questo destò interesse, dato il loro lavoro precedentemente svolto su Saw e The Collector. Con l’annuncio del reboot, Dread Central chiese a Devon Sawa, protagonista del film originale, se fosse interessato a tornare.
“Sì, lo farei. Anche se fossi a Las Vegas a scommettere, non punterei su di me, ma certo. Ho visto tutti i film della serie. Penso però che quella nave sia salpata, sto invecchiando e probabilmente opteranno per un cast giovane. Ma lo rifarei senza pensarci.”
Un’idea interessante per il nuovo film fu presentata dal produttore della serie, Craig Perry, in un’intervista a Digital Spy. Si pensava di narrare la storia dal punto di vista dei soccorritori come polizia e vigili del fuoco. Perry aggiunse che queste persone affrontano la morte quotidianamente, prendendo decisioni che possono salvare o condannare vite. Sebbene fosse un’idea innovativa, non fu mai realizzata, e non è la direzione che prenderà Final Destination: Bloodlines.






