John Travolta: tra rimpianti e scelte che hanno segnato la carriera artistica

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Nel corso di un’intervista, è stato chiesto a John Travolta se si fosse mai pentito di aver rifiutato il ruolo in Forrest Gump. La risposta dell’attore è stata chiara: “Non scambierei la mia carriera con quella di nessun altro“. Una dichiarazione audace, soprattutto considerando l’andamento della carriera di Travolta. Analizzando la sua pagina su Rotten Tomatoes, emerge che sette dei suoi film, tra cui Look Who’s Talking Now e Gotti, hanno un incredibile 0% di valutazione. Solo un altro attore si avvicina a questa cifra: Donald Sutherland, che ha partecipato in cinque film con il medesimo risultato. Sebbene Travolta non sia estraneo a flop come Old Dogs e Battlefield Earth, ha anche recitato in opere di successo come Pulp Fiction e Face/Off. Cosa rende questi sette film così criticati?

Analisi dei Sequel e del Loro Impatto

Prima del successo con Pulp Fiction, John Travolta aveva recitato in Look Who’s Talking, dove interpretava un tassista coinvolto nella vita di una madre single, interpretata da Kirstie Alley. Sebbene il film non fosse un trionfo di critica, il successo al botteghino ha portato a due sequel: Look Who’s Talking Too e Look Who’s Talking Now!. Quest’ultimo ha visto l’insolita scelta di focalizzarsi sui cani della famiglia, doppiati da Danny DeVito e Diane Keaton, una scelta che non è passata inosservata alla critica. Come riportato da Variety, il film è stato definito una mera estensione di un franchise ormai esaurito. John Travolta: tra rimpianti e scelte che hanno segnato la carriera artistica

Passando a Staying Alive, seguito del celebre Saturday Night Fever, il film ha visto Travolta cercare di riportare in auge il suo personaggio Tony Manero nel contesto del teatro di Broadway. Nonostante la direzione di Sylvester Stallone, all’apice della sua carriera, Staying Alive è stato criticato come uno dei peggiori sequel mai realizzati. La pellicola non ha replicato il successo del suo predecessore e ha segnato l’inizio di una fase discendente per l’attore, interrotta solo momentaneamente dall’uscita di Pulp Fiction.

Un Caso Esemplare: Gotti

Gotti è forse il più noto fra i progetti fallimentari di Travolta, anche per la controversa campagna di marketing che lo ha accompagnato. Il film non è stato proiettato in anteprima per i critici e le recensioni che seguirono furono estremamente negative. Il New York Post ha definito Gotti “il peggior film sulla mafia mai realizzato”, mentre Rolling Stone è stato particolarmente duro parlando di recensioni fittizie fatte dai sostenitori di Gotti. Un ulteriore elemento di criticità è stato il divario marcato tra il punteggio critico dello 0% e il sorprendente 88% di gradimento del pubblico. Come riportato da Hollywood Reporter, questa discrepanza è stata oggetto di molte discussioni. John Travolta: tra rimpianti e scelte che hanno segnato la carriera artistica

A peggiorare la situazione è stata la risposta del team marketing, che ha lanciato una serie di post su Twitter accusando i critici di voler affossare il film. Tuttavia, investigazioni successive hanno rivelato che molti di questi apprezzamenti sospetti fossero stati generati nello stesso mese del rilascio di Gotti. Nonostante Travolta vedesse il progetto come un’opera significativa, il film è rimasto tristemente noto per motivi negativi.

Al contrario di Gotti, i più recenti lavori di John Travolta peccano di prevedibilità, come nel caso di Life on the Line, un film di disastri che vede Travolta nei panni di un operatore di linea in una tempesta. Un altro esempio è Speed Kills, che pur con un tema interessante come il traffico di cocaina su barche veloci, risulta prevedibile, descrivendo un copione già scritto. Trading Paint segue un percorso simile nel contesto sportivo, dove gli sviluppi narrativi sono prevedibili sin dall’inizio.

Tra questi, The Poison Rose emerge per il suo cast stellare, che include Morgan Freeman e Brendan Fraser, ma anche qui la struttura e i personaggi rimangono convenzionali. Travolta interpreta un detective privato alle prese con un intrigo di complotti che risulta facilmente prevedibile dall’inizio. Questa produzione illustra ancora una volta la carriera altalenante dell’attore: si tratta di un uomo consapevole del suo potenziale, che affronta ruoli privi della profondità che una volta caratterizzava i suoi lavori.

In conclusione, nonostante i successi passati, i recenti fallimenti di John Travolta mettono in luce l’importanza di sceneggiature forti e campagne marketing oculate per mantenere una carriera longeva e significativa nell’industria cinematografica. Eventuali progetti futuri potrebbero influenzare significativamente la traiettoria di questa icona del cinema, restituendo, forse, quella vitalità artistica che ha caratterizzato i suoi giorni di gloria.

John Travolta: tra rimpianti e scelte che hanno segnato la carriera artistica
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti