La saga del Padrino Parte III: intrighi tra la famiglia Corleone e il Vaticano

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Il Padrino Parte III torna su tematiche già note nella rappresentazione della famiglia criminale Corleone, concentrandosi sul tema di chi diventerà il prossimo Don Corleone. Tuttavia, il film introduce un elemento innovativo coinvolgendo direttamente la Chiesa cattolica e il Vaticano nella trama della trilogia. Inoltre, il papa e lo scandalo bancario del Vaticano rappresentati nel film non sono totalmente frutto di fantasia, ma si basano su eventi reali avvenuti nei dodici anni precedenti l’uscita del film.

È fondamentale sottolineare che quasi tutti i personaggi della trilogia de Il Padrino sono inventati, e gli autori, Francis Ford Coppola e Mario Puzo, usano una certa libertà creativa anche nell’adattamento di eventi veri. Nonostante ciò, è interessante analizzare il ruolo che il papa e il Vaticano giocano in The Godfather Part III, in particolare riguardo alle storie vere che hanno scosso la Chiesa cattolica tra il 1978 e il 1984.

Michael Corleone e i Rapporti con il Vaticano

In una delle scene più iconiche di Il Padrino Parte III, durante un viaggio in Italia, Michael Corleone si confessa a Cardinale Lamberto, figura di spicco nella Chiesa cattolica e candidato a diventare il prossimo papa. Più avanti nel film, Lamberto diviene Papa Giovanni Paolo I dopo la morte del suo predecessore, per poi essere avvelenato mortalmente dall’Arcivescovo Gilday, capo della banca vaticana.

La saga del Padrino Parte III: intrighi tra la famiglia Corleone e il Vaticano

La famiglia Corleone ha contatti diretti con la banca, poiché Michael offre di salvare la banca dalla bancarotta comprando le azioni del Vaticano nella società immobiliare Internazionale Immobiliare. Come si scoprirà, il presidente della società, Licio Lucchesi, è un mafioso siciliano che, insieme a Gilday e al contabile della banca vaticana Frederick Keinszig, intende trarre profitto personale attraverso l’appropriazione indebita di denaro dalla transazione con la famiglia Corleone.

La Storia Reale Dietro le Cospirazioni Vaticane

Cardinale Lamberto è basato sulla figura reale di Albino Luciani, che subentrò come Papa Giovanni Paolo I nel 1978 succedendo a Papa Paolo VI. Il film è ambientato nello stesso anno e aderisce fedelmente alla cronologia reale degli eventi del pontificato di Giovanni Paolo I, inclusa la sua morte inaspettata avvenuta poco più di un mese dopo aver assunto l’incarico.

Nel 1982, il Banco Ambrosiano collassò a causa di debiti colossali, in uno scenario simile a quello nel film, dove la banca vaticana necessita di essere salvata da Michael Corleone tramite una vendita massiccia dei suoi beni. All’epoca circolavano voci su riciclaggio di denaro e coinvolgimento della mafia nel Banco Ambrosiano, riflessi nella collusione tra Keinszig, Gilday e Lucchesi nel film.

La saga del Padrino Parte III: intrighi tra la famiglia Corleone e il Vaticano

Nonostante la morte del reale Papa Giovanni Paolo I fosse scioccante, non ci sono mai state prove ufficiali che suggerissero un avvelenamento come ritratto nel film. Albino Luciani morì il 28 settembre 1978 per un infarto, e la sua morte non fu mai considerata sospetta dalle autorità, nonostante la sua vicinanza all’elezione papale.

L’autore David Yallop ha pubblicato nel 1984 un libro intitolato In God’s Name: An Investigation Into the Murder of Pope John Paul I, in cui affermava che Giovanni Paolo I fosse stato realmente avvelenato. Yallop sostiene che l’omicidio fosse orchestrato da una società massonica su ordine di Roberto Calvi, una figura simile a Gilday e Keinszig presenti nel film, che gestiva il Banco Ambrosiano. L’ipotesi del libro è generalmente vista dai critici come una teoria del complotto di origine dubbia.

La Verità sullo Scandalo Bancario Vaticano

La saga del Padrino Parte III: intrighi tra la famiglia Corleone e il Vaticano

La condotta scandalosa dei dirigenti della banca vaticana Arcivescovo Gilday e Frederick Keinszig, incluse l’appropriazione indebita e il riciclaggio di denaro su vasta scala, non è dissimile da quella dei dirigenti del Banco Ambrosiano prima del suo crollo. La vera banca collassò parzialmente a causa di enormi appropriazioni indebite, con Roberto Calvi probabile protagonista in questo ambito.

La sua dissoluzione portò ad accuse durante i processi penali successivi, sostenendo che fosse utilizzata per il riciclaggio di denaro. Esistevano sospetti sul coinvolgimento del Banco Ambrosiano come tramite per il trasferimento di fondi statunitensi a un movimento di resistenza anti-sovietico in Polonia e una milizia di destra in Nicaragua, secondo quanto riportato da The Guardian.

Questi elementi della vicenda reale non compaiono nel terzo film, probabilmente perché all’epoca della scrittura della sceneggiatura si trattava di mere speculazioni. Ulteriori indagini sulla morte di Roberto Calvi hanno tuttavia confermato queste voci, aggiungendo nuovi significati e rilevanze alla storia raccontata da Coppola e Puzo.

Fonte: The Guardian

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