L’Anello di Barahir: l’Eredità Elfica nella Terra di Mezzo

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Tra i numerosi manufatti di grande interesse nella saga de Il Signore degli Anelli, uno emerge particolarmente, sebbene spesso sfugga all’attenzione generale: l’anello di Barahir. Questo anello, indossato da Aragorn (interpretato da Viggo Mortensen), non è annoverato tra i Grandi Anelli del Potere, ma riveste una notevole importanza storica e simbolica per gli Uomini e gli Elfi. Nei film di Peter Jackson, esso appare di frequente pur nel dettaglio, testimoniando il legame tra Aragorn e le nobili casate elfiche.

Un Manufatto Elfico dell’Età Remota

L’Anello di Barahir: l’Eredità Elfica nella Terra di Mezzo

Nel caso dell’edizione estesa de Le due torri, vi è una scena in cui Grima Vermilinguo (Brad Dourif) descrive l’anello a Saruman (Christoher Lee), definendolo come “due serpenti con occhi verdi; uno che divora l’altro, coronato da fiori d’oro.” Aragorn lo porta al dito indice sinistro, simboleggiando non solo la sua rivendicazione al trono di Gondor, ma anche il suo legame con gli Eldar, gli Elfi più nobili.

L’anello origina da un’antica storia elfica. Forgiato a Valinor, fu donato da Finrod Felagund a Barair come segno di alleanza e amicizia tra le loro razze, dopo che Barahir salvò Finrod durante una delle battaglie più cruente contro Morgoth. Questo atto di gratitudine consolidò un giuramento eterno di aiuto reciproco, simboleggiato dall’anello. Dopo la morte di Barahir ad opera degli Orchi, l’anello fu recuperato dal figlio Beren che a sua volta lo impiegò come prova della sua ascendenza per ottenere l’aiuto di Finrod nella sua missione per un Silmaril, che portò però alla morte del re elfico.

L’Eredità Elfica Continua fino alla Terza Era

Dopo aver riottenuto un Silmaril dalla corona di Morgoth, Beren e Lúthien si sposarono e generarono un figlio, Dior. L’anello passò a lui e, successivamente, alla figlia Elwing, che sposò Eärendil. Da questa unione nacquero Elrond, che scelse di essere un Elfo, ed Elros, che divenne un Umano. L’anello venne a rappresentare il regno di Númenor con Elros come primo re. Tramandato come un lascito reale, raggiunse infine Elendil, l’ultimo discendente dei Signori di Andúnië.

Elendil portò l’anello nel reame di Arnor, e, dopo la frammentazione in tre regni minori nella Terza Era, divenne una reliquia del regno di Arthedain. Con la caduta di quest’ultimo, l’anello fu scambiato con una tribù di uomini delle nevi, solo per essere riscatto successivamente dai Dúnedain e portato a Rivendell, dimora di Elrond, fratello elfico di Elros.

Un Simbolo di Legame e Riconoscimento tra Aragorn e gli Elfi

Nel 2952 della Terza Era, l’anello di Barahir venne affidato ad Aragorn, figlio di Arathorn. Cresciuto a Rivendell, fu in quell’anno che Elrond gli rivelò la sua eredità e il diritto al trono di Gondor, consegnandogli l’anello come simbolo di questo retaggio. Aragorn, futuro guida dei Dúnedain e capo dei Raminghi del Nord, portava sempre con sé l’anello, testimonianza del suo stato e del suo amore per Arwen, figlia di Elrond.

Dopo la morte di Aragorn nella Quarta Era, il destino dell’anello di Barahir resta incerto, probabilmente tramandato ai suoi discendenti. Aragorn, discendente di Beren e Lúthien, personifica il legame duraturo tra Elfi e Umani. Il nome dato al suo figlio, Eldarion, “figlio degli Eldar” in Quenya, sottolinea la continuità di questo legame significativo con gli Elfi che, ormai, sono tornati ad Aman. L’anello di Barahir rimane dunque uno degli ultimi simboli dell’antica Valinor ancora presente nella Terra di Mezzo.

L’Anello di Barahir: l’Eredità Elfica nella Terra di Mezzo
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