I dazi USA minacciano l’accesso di Hollywood al mercato cinese e i profitti dei film Marvel

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

La recente politica tariffaria degli Stati Uniti nei confronti della Cina potrebbe rappresentare una sfida significativa per l’industria cinematografica di Hollywood, in particolare per l’importante flusso di entrate al botteghino di case come Marvel Studios.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di intensificare la sua strategia tariffaria globale, chiedendo agli americani di avere pazienza in questo periodo di turbolenze economiche. Mentre i mercati internazionali mostrano lievi segnali di ripresa, gli investitori statunitensi restano cauti a causa delle forti flessioni provocate dall’impatto di queste tariffe.

Trump non ha attuato una pausa su questa politica, nonostante le crescenti tensioni, specialmente con la Cina, che accusa gli Stati Uniti di ricorrere a un vero e proprio ricatto economico.

La Cina potrebbe vietare i film MCU e altri nelle sale

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The Direct

Secondo quanto riportato da un blogger affiliato a Xinhua, Niutanqin, la Cina sta considerando il blocco dei film statunitensi come parte di una più ampia strategia di ritorsione contro le ultime minacce tariffarie di Trump.

Questo annuncio è giunto subito dopo che la Cina ha promesso di “combattere sino alla fine”, riflettendo una crescente determinazione all’interno dei media statali cinesi di limitare l’accesso di Hollywood al mercato cinese, notoriamente redditizio.

Il film cinese Ne Zha 2, una delle più grandi produzioni interne, ha superato i 1,8 miliardi di dollari di incassi al botteghino. Questo riflette il crescente distacco della Cina dalle produzioni di Hollywood durante il decennio del 2020, dopo un ampio sfruttamento negli anni 2010. Nonostante i blockbuster statunitensi abbiano recentemente ottenuto minori successi in Cina, un divieto completo rappresenterebbe una perdita significativa, considerando che la Cina rimane il più grande mercato cinematografico dopo gli Stati Uniti stessi.

Se il divieto dovesse essere attuato, potrebbe avere gravi ripercussioni sulle future uscite dei Marvel Studios, come Avengers: Doomsday e Spider-Man: Brand New Day. Potrebbe entrare in vigore già con film come Thunderbolts*, previsto per il mese prossimo, e The Fantastic Four: First Steps, in uscita a luglio. Dato il potenziale di incassi del MCU per il 2025, questo potrebbe avere un impatto drammatico sulla stagione dei blockbuster estivi.

Sebbene gli incassi totali dei film del MCU in Cina siano in calo, successi importanti come Deadpool e Wolverine del 2024 hanno generato 59,6 milioni di dollari in quel mercato. Tuttavia, un segnale di speranza per Marvel è rappresentato dal successo internazionale di Spider-Man: No Way Home del 2021, che ha guadagnato oltre 1,1 miliardi di dollari nonostante non sia stato distribuito in Cina.

Disney potrebbe essere più preoccupata per un altro importante franchise di cui detiene i diritti: Avatar. Avatar: The Way of Water del 2022 ha raggiunto ben 245,9 milioni di dollari in Cina, rappresentando il 10,6% dei suoi incassi globali. Le immagini embematiche di questa saga continuano a essere un punto focale per il pubblico cinese.

Anche Universal Pictures potrebbe essere nervosa, poiché il franchise di Jurassic World ha costantemente ottenuto buoni risultati in Cina, anche negli anni 2020. Soltanto tre anni fa, Dominion ha incassato 157,6 milioni di dollari in quel mercato, un risultato che potrebbe essere compromesso per Rebirth questo luglio.

La Cina bloccherà davvero i film statunitensi?

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Warner Bros.

Nonostante i film americani non dominino più le sale cinesi come un tempo, perdere l’accesso a quel mercato sarebbe un colpo significativo per Hollywood. In passato, la Cina rappresentava il mercato internazionale di riferimento per gli studios hollywoodiani. Nel 2019, ad esempio, Avengers: Endgame ha incassato oltre 632 milioni di dollari in Cina, il più alto in assoluto per un film statunitense in quel paese.

Quei giorni sembrano lontani, con la Cina che si orienta sempre più verso titoli nazionali e limita le uscite straniere. Eppure, blockbuster come Godzilla x Kong: The New Empire del 2024 hanno ancora raccolto 132 milioni di dollari in Cina. Questi dati restano cruciali per gli studios che sperano di trasformare un successo domestico modesto in un profitto globale. Gli esperti avvertono che un divieto completo potrebbe accelerare il declino dell’influenza di Hollywood in Cina e sconvolgere le previsioni di ricavi per le prossime grandi produzioni.

Nonostante non sia stato ancora annunciato nulla di ufficiale, la sola minaccia è sufficiente a preoccupare i dirigenti della Disney, come Bob Iger e Kevin Feige, i quali hanno molto in gioco con The Fantastic Four: First Steps e Thunderbolts per questa estate.

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