La seconda stagione di Andor si distingue per l’altissimo livello produttivo, che ha richiesto uno sforzo considerevole in termini di scenografia, effetti visivi e costruzione delle ambientazioni. Lucasfilm ha recentemente pubblicato una serie di contenuti dietro le quinte — tra teaser, interviste e articoli tecnici — che offrono uno sguardo approfondito sul processo creativo alla base della serie.
Uno degli elementi più rilevanti è stato il lavoro svolto sui pianeti Mina-Rau e Coruscant. I set sono stati costruiti su scala ampia, impiegando materiali innovativi come il polistirolo scolpito e rivestito, con l’obiettivo di riprodurre l’estetica distintiva dell’universo di Star Wars. In particolare, per il paesaggio rurale di Mina-Rau sono state coltivate antiche varietà di segale, appositamente seminate per lo show. Tuttavia, a causa di ritardi causati da scioperi e altre difficoltà logistiche, parte della ricostruzione è stata completata in studio grazie all’impiego di modellazione digitale ed effetti visivi.

Per Coruscant, invece, la produzione si è avvalsa delle moderne strutture della City of Arts and Sciences di Valencia, utilizzata come base per rappresentare gli esterni del Senato galattico. Location spagnole sono state inoltre impiegate per ricreare ambientazioni come Chandrila, con un design architettonico ispirato a una fusione di stili giapponesi e scandinavi.
Tra citazioni visive e reliquie nascoste
Un altro aspetto distintivo di Andor è rappresentato dalla collezione di oggetti presenti nella galleria di Luthen Rael, interpretato da Stellan Skarsgård. Questo spazio racchiude numerosi elementi riconoscibili provenienti non solo dall’universo Star Wars, ma anche da altre saghe iconiche. Si possono osservare, ad esempio, il casco Sith di Starkiller da The Force Unleashed, le pietra Sankara di Indiana Jones e il tempio maledetto, e numerosi altri riferimenti inseriti con cura dai designer.
Tra le curiosità più affascinanti spicca un teschio gungan inciso con glifi in ur-Kittât, la lingua segreta dei Sith, insieme a un’armatura ispirata ai bozzetti originali di Ralph McQuarrie. Questi dettagli, pur non essendo centrali alla narrazione, arricchiscono lo sfondo dell’universo narrativo e stimolano ulteriori teorie tra i fan più attenti.
Set monumentali e coerenza narrativa nei materiali
Tra le scenografie più imponenti della nuova stagione figura Palmo Plaza di Ghorman, costruita nei Pinewood Studios. Il set ha richiesto settimane di lavorazione per ospitare centinaia di comparse e rappresentare una piazza simbolo del conflitto civile del pianeta. La produzione ha dovuto affrontare sfide logistiche importanti, tra cui la protezione dagli agenti atmosferici e la necessità di integrare elementi architettonici futuristici e rurali.
La base ribelle di Yavin IV è stata ricostruita presso gli studi di Longcross, con una scenografia più estesa rispetto a quanto visto in Rogue One, riutilizzando props e decorazioni da precedenti produzioni per garantire continuità visiva all’interno del franchise.
L’universo di Andor si conferma come uno dei prodotti più sofisticati dell’era recente di Star Wars, grazie a un impianto visivo raffinato e una cura dei dettagli che va oltre la semplice ambientazione. Le scelte stilistiche, la ricercatezza delle location e l’attenzione al design scenico offrono uno spettacolo narrativo capace di coinvolgere tanto i fan storici quanto i nuovi spettatori.
Fonte: StarWars.com
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