Death of a Unicorn, produzione targata A24, ha catturato l’attenzione del pubblico grazie a un approccio narrativo originale e a un impiego evocativo del simbolismo. La pellicola, che mescola elementi di commedia nera e horror, racconta la storia surreale di un padre e di una figlia – interpretati rispettivamente da Paul Rudd e Jenna Ortega – che si trovano al centro di un incubo mitologico dopo aver investito accidentalmente un unicorno durante una visita all’enigmatica tenuta Leopold Wildness.
Reso disponibile in streaming su HBO Max dal 25 luglio 2025, il film si distingue per la sua messa in scena visivamente potente e per la rappresentazione simbolica dei genitori dell’unicorno, inizialmente raffigurati con pelliccia nera. Questo dettaglio cromatico assume un significato profondo, diventando un elemento chiave nell’evoluzione narrativa.
Il significato del cambiamento cromatico negli unicorni
Il mutamento del colore degli unicorni adulti da nero a bianco è centrale nella lettura emotiva e simbolica della pellicola. In seguito alla brutale uccisione del piccolo da parte di Elliot, e alla sua successiva resurrezione e definitiva morte per mano di Shaw – assistente dei Leopold – i genitori dell’unicorno sprofondano in una spirale di dolore e vendetta.

Il nero, tradizionalmente associato alla rabbia e al lutto, si discosta dalla rappresentazione comune dell’unicorno come creatura bianca e pura. Questo contrasto è rafforzato da riferimenti artistici medievali, in particolare agli arazzi francesi noti come The Unicorn Tapestries, dove l’unicorno incarna anche simboli di resistenza e ferocia, oltre che di innocenza.
Il ritorno al bianco, che avviene solo dopo la resurrezione del cucciolo, suggerisce un passaggio alla riconciliazione, all’attenuazione dell’odio verso gli esseri umani e al recupero di una purezza spirituale perduta. Il cambiamento di colore non è solo un artificio visivo, ma una vera e propria parabola emotiva e narrativa.
Un finale aperto, tra giustizia e mistero
La conclusione del film è volutamente ambigua. Dopo la resurrezione dell’unicorno, Elliot e Ridley vengono arrestati, accusati di aver avuto un ruolo nelle morti avvenute nella tenuta Leopold. Ma nell’ultima sequenza, gli unicorni inseguono l’auto della polizia, facendola uscire di strada. Questo gesto lascia aperte due possibilità: un atto di vendetta o un tentativo di liberazione.
Molti spettatori propendono per l’interpretazione salvifica. Il legame tra Ridley e il cucciolo, suggellato dal sangue curativo dell’animale, e l’assenza di ostilità nei suoi confronti, sembrano suggerire un’alleanza. L’ambiguità della scena finale alimenta teorie e discussioni, senza offrire risposte definitive.
Sotto la regia di Alex Scharfman e con un cast che include anche Will Poulter e Richard E. Grant, Death of a Unicorn ha ricevuto ampi consensi per la sua capacità di fondere horror, satira e mitologia in una narrazione emotivamente intensa. Uscito nei cinema il 28 marzo 2025, il film si impone come una riflessione moderna sui temi della perdita, della colpa e della possibile redenzione.
In sintesi, Death of a Unicorn è un’opera complessa e affascinante, in cui l’uso del colore e del simbolismo mitologico si intreccia con un racconto carico di emotività e ambiguità. Un titolo che lascia il segno e stimola riflessioni sul significato della sofferenza e sul fragile confine tra umanità e mostruosità.






