NISAR: il satellite NASA-ISRO per l’osservazione globale della Terra

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Il 30 luglio 2025 ha segnato un momento importante per la cooperazione spaziale internazionale con il lancio del satellite NISAR (NASA-ISRO Synthetic Aperture Radar), frutto di una collaborazione tra la NASA e l’Organizzazione Indiana per la Ricerca Spaziale (ISRO). Questa missione rappresenta un progresso decisivo nel campo dell’osservazione terrestre grazie all’impiego di radar ad apertura sintetica per il monitoraggio preciso e continuo della superficie del pianeta.

Il lancio e la tecnologia di bordo

Il lancio è avvenuto dal Centro Spaziale Satish Dhawan, situato nel sud-est dell’India, utilizzando un razzo GSLV Mk II alto 52 metri. Il vettore ha portato con successo NISAR in orbita a circa 745 chilometri di altitudine in meno di 19 minuti dal decollo. Il satellite, con un peso di circa 2.300 kg, è stato collocato nella sua orbita prevista senza incidenti, segnando un importante traguardo per entrambe le agenzie spaziali.

NISAR è equipaggiato con due radar SAR (Synthetic Aperture Radar), uno sviluppato dalla NASA e l’altro da ISRO. Utilizza una grande antenna parabolica di 12 metri di diametro, rivestita in oro, in grado di penetrare nuvole e operare anche di notte. Questa tecnologia consente al satellite di rilevare variazioni della superficie terrestre con una precisione fino a un centimetro, permettendo di monitorare movimenti geologici, variazioni del suolo, frane, terremoti, dinamiche dei ghiacciai e cambiamenti climatici nelle zone polari.

Implicazioni scientifiche e obiettivi della missione

Grazie alla sua orbita polare, NISAR potrà osservare quasi la totalità della superficie terrestre, completando un ciclo di rilevamento ogni sei giorni. I dati ottenuti saranno fondamentali per lo studio dei fenomeni naturali e antropici e potranno essere utilizzati da scienziati, enti governativi e agenzie di protezione civile per la previsione e la gestione delle emergenze naturali.

La missione, del valore stimato di 1,5 miliardi di dollari, è finanziata in larga parte dalla NASA, che ha coperto circa l’80% dei costi. Le radici della collaborazione risalgono al 2007, mentre l’accordo formale è stato firmato nel 2014 dai rispettivi leader delle agenzie spaziali, Charles Bolden per la NASA e K. Radhakrishnan per ISRO.

Nelle prossime settimane il satellite entrerà nella fase di verifica tecnica, dopodiché inizieranno le operazioni di raccolta dati. I risultati attesi contribuiranno in modo determinante alla comprensione delle dinamiche geologiche e climatiche del nostro pianeta, fornendo strumenti essenziali per affrontare le sfide poste dai cambiamenti globali.

In conclusione, il successo del lancio di NISAR dimostra l’importanza delle collaborazioni internazionali nel settore spaziale e apre nuove prospettive per la scienza ambientale, la gestione dei rischi naturali e la cooperazione geopolitica.

Fonte: India Today

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