The Old Guard 3: cambi alla regia e nuove prospettive per il futuro del franchise

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Secondo fonti vicine alla produzione, la saga cinematografica di The Old Guard si appresta a vivere una nuova fase, segnata da cambiamenti significativi nello staff creativo. Dopo il secondo capitolo, diretto da Victoria Mahoney, emergono novità riguardo a un possibile terzo film. La regista ha confermato di non essere coinvolta in The Old Guard 3, lasciando spazio a una nuova guida creativa per la prossima tappa della serie.

L’uscita di scena di Victoria Mahoney

In una recente intervista, Mahoney ha chiarito che non prenderà parte al progetto per motivi contrattuali:

«Sono impegnata su altri progetti e, legalmente, non potrò dedicarmi a questa saga per almeno altri sei o sette anni».

Nonostante ciò, ha espresso fiducia nel futuro del franchise:

«Qualcun altro prenderà questa responsabilità in modo meraviglioso e coinvolgente, con grande rispetto per il pubblico».

Mahoney, che ha preso il posto di Gina Prince-Bythewood nel secondo capitolo, ha esordito alla regia di un lungometraggio proprio con The Old Guard 2. Nota per il suo lavoro su serie come Suits: LA, Grey’s Anatomy e The Morning Show, ha impresso uno stile personale alla regia del sequel, in uscita su Netflix il 2 luglio 2025.

Nuove dinamiche narrative e possibili sviluppi

Uno degli elementi più interessanti del secondo film è l’espansione della mitologia degli immortali. L’introduzione di Tuah, interpretato da Henry Golding, personaggio ancora più antico della protagonista Andy, apre nuove linee narrative. Golding ha dichiarato:

«Credo che una delle domande principali che gli spettatori si siano posti dopo il primo film sia: da dove vengono gli immortali? Qual è il motivo della loro esistenza? Questi sono i quesiti che Tuah si porta dietro ormai da secoli, e si è impegnato, come uno dei più longevi, a cercare di trovare una risposta.»

Il personaggio di Tuah introduce un’ulteriore riflessione sull’identità degli immortali, portando profondità e mistero alla trama. Parallelamente, l’arrivo della potente antagonista Discord, interpretata da Uma Thurman, innalza la tensione narrativa e potrebbe condurre a scelte drammatiche, come la possibile uscita di scena di Andy, privata della sua immortalità nel primo film.

Altrettanto centrale sarà il ritorno di Quynh (Ngô Thanh Vân), storica alleata della protagonista, che riemerge dopo una lunga prigionia sottomarina e si allea temporaneamente con Discord. La sua presenza apre a uno sviluppo in cui potrebbe assumere il ruolo di antagonista principale in un eventuale terzo film.

Prospettive per The Old Guard 3

Nonostante l’assenza di Mahoney, le basi gettate da The Old Guard 2 offrono materiale narrativo ricco di possibilità. L’esplorazione delle origini degli immortali, l’introduzione di nuove dinamiche tra i personaggi e un cast in continua espansione potrebbero dare vita a un terzo capitolo capace di concludere la saga in modo avvincente.

Rimane da vedere chi sarà incaricato della regia e quale visione porterà al progetto. Quel che appare chiaro è che The Old Guard ha consolidato il proprio ruolo nel panorama action contemporaneo, con un universo narrativo in costante evoluzione e pronto a sorprendere ancora.

The Old Guard 3: cambi alla regia e nuove prospettive per il futuro del franchise
Kinguin

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