Star Trek: Phase II – Il progetto mai realizzato che avrebbe cambiato la saga

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Secondo quanto riportato nel documentario Lost Voyages: Phase II and the Rebirth of Star Trek, una produzione di The Roddenberry Archive e OTOY, la possibilità di una continuazione televisiva di Star Trek negli anni Settanta avrebbe potuto rappresentare una tappa fondamentale nel percorso della saga. Tuttavia, questa versione alternativa non arrivò mai allo sviluppo completo e rimane avvolta nel mistero e nelle ipotesi.

Negli anni Settanta, Paramount Studios aveva pianificato il lancio di una propria rete televisiva, dedicata esclusivamente alle sue produzioni. In questo contesto, Star Trek: Phase II sarebbe dovuta diventare la serie di punta del nuovo network. Come evidenziato nel documentario, il revival della serie originale di Gene Roddenberry, che aveva guadagnato una solida base di fan grazie alla syndication dopo la cancellazione nel 1969, era visto come il pilastro ideale per lanciare il nuovo canale. Nonostante l’entusiasmo e gli investimenti, il progetto venne infine abbandonato a favore del film Star Trek: The Motion Picture.

Pre-produzione avanzata e idee innovative

Il documentario include interviste con figure chiave come Walter Koenig, George Takei e altri membri del cast e della produzione, che offrono dettagli inediti sulle fasi avanzate di pre-produzione. Furono realizzati set, uniformi e scenografie, e vennero scritturati nuovi personaggi, tra cui Lt. Ilia (Persis Khambatta) e Xon (David Gautreaux), un Vulcaniano creato per sostituire Spock, il cui interprete Leonard Nimoy era assente per controversie finanziarie con la Paramount.

Particolare attenzione è stata dedicata al design dell’Enterprise e della sua plancia di comando. Il documentario mostra i progetti originali, descritti da Daren Dochterman come “più organici” e caratterizzati da linee morbide e futuristiche. Ralph McQuarrie, celebre per il suo lavoro su Star Wars, contribuì con concept art innovativi per una nuova versione dell’Enterprise, la cui forma triangolare richiama quella della USS Discovery introdotta decenni dopo.

Le ragioni della cancellazione

Il principale ostacolo fu il fallimento del progetto di Paramount di creare una rete televisiva indipendente. Le difficoltà economiche e l’opposizione di emittenti concorrenti come NBC, CBS e ABC resero impraticabile il piano. In un incontro tenuto segretamente nell’agosto del 1977, pochi giorni dopo l’annuncio ufficiale della serie, la produzione fu interrotta e si decise di puntare su un film per il grande schermo.

Contrariamente a quanto si crede, il successo di Star Wars non fu la causa diretta della cancellazione di Phase II. Il documentario chiarisce che la decisione di abbandonare la serie fu presa prima del debutto del film di George Lucas. Solo successivamente, l’impatto di Star Wars spinse Paramount a trasformare le idee di Phase II in materiale per un lungometraggio.

L’eredità di un progetto incompiuto

Molti degli elementi creativi sviluppati per Phase II vennero poi adattati in Star Trek: The Motion Picture, uscito nel 1979. Personaggi, trame e design trovarono nuova vita nella versione cinematografica, avviando un nuovo capitolo per la saga. Lost Voyages offre così una preziosa ricostruzione di ciò che avrebbe potuto essere e conferma che anche i progetti mai realizzati possono avere un impatto duraturo sullo sviluppo di un universo narrativo.

Fonte: ScreenRant

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