Il film Cobweb, diretto da Samuel Bodin e uscito nel 2023, ha conquistato nuova popolarità grazie al recente debutto su Netflix. Dal 19 settembre 2025 la pellicola è disponibile in streaming, entrando rapidamente nella Top 10 statunitense e posizionandosi al sesto posto, segno di un crescente interesse da parte del pubblico. Uno degli aspetti più discussi è senza dubbio il finale, in cui viene rivelato il volto mostruoso di Sarah, sorella del protagonista, un dettaglio che ha colpito profondamente gli spettatori.
La storia segue Peter, un ragazzino introverso che vive con i genitori Carol e Mark. La sua quotidianità viene stravolta quando inizia a percepire rumori provenienti dalle pareti della casa. La sua curiosità lo porta a scoprire che dietro quei suoni si nasconde una sorella dimenticata, Sarah, segregata per anni dai genitori.

La verità sulla sorella nascosta
Sarah è la sorella maggiore di Peter, creduta morta ma in realtà rinchiusa nel seminterrato. La giovane racconta al fratello di aver aspettato che crescesse prima di tentare un contatto, insinuando che i loro genitori siano pericolosi e che anche lui rischi di fare la stessa fine. La sua sparizione, avvenuta durante la notte di Halloween, rafforza l’alone macabro che circonda la famiglia.
Emergono inoltre particolari inquietanti: Sarah avrebbe ucciso un bambino durante la tradizionale richiesta di “dolcetto o scherzetto”, un episodio insabbiato dai genitori, che occultarono il corpo nel giardino. Questo delitto, rimasto sepolto, diventa un tassello fondamentale per comprendere il motivo della reclusione della ragazza.

Il piano di Sarah e la rovina della famiglia
Sarah elabora una strategia per ottenere la libertà: convincere Peter della malvagità dei genitori e spingerlo a ribellarsi. Il piano si rivela efficace: il ragazzo avvelena i genitori, provocando la morte di Mark e il ferimento mortale di Carol. La liberazione della sorella, tuttavia, si trasforma in un incubo.
Quando Peter rompe le catene della prigionia, Sarah rivela la sua vera natura: dietro la voce infantile che lo aveva ingannato per giorni, si nasconde una creatura mostruosa, dotata di forza sovrumana, agilità spaventosa e tratti fisici che richiamano un ragno.

Il volto mostruoso di Sarah
La rivelazione più sconvolgente è il volto di Sarah. Non si tratta di una mutazione legata ai ragni, come molti spettatori avrebbero immaginato, ma di una deformità congenita. I suoi occhi emanano una luce innaturale, i denti sono affilati come lame e la lunga chioma sembra animata, intrisa di ragni che ne accentuano la natura inquietante.
La creatura, pur mantenendo sembianze umane, incarna un orrore viscerale: i movimenti rapidi e animaleschi, simili a quelli di un aracnide, la rendono un predatore implacabile. In una delle sequenze più intense, Sarah insegue i bulli di Peter all’interno della casa, mostrando tutta la sua brutalità.

Il cast e l’interpretazione del personaggio
Il personaggio di Sarah è stato portato sullo schermo dall’attrice Aleksandra Dragova, che ha curato anche le scene di stunt. La sua filmografia comprende titoli come Subservience, The Expendables 4 e Memory. La voce del personaggio adulto è affidata a Debra Wilson, apprezzata doppiatrice di videogiochi e serie animate, mentre la versione più giovane è interpretata da Olivia Sussman.
Il resto del cast include Lizzy Caplan, Woody Norman, Cleopatra Coleman e Antony Starr, quest’ultimo noto soprattutto per la serie The Boys. Cobweb ha avuto una distribuzione limitata nelle sale il 21 luglio 2023, prima di approdare sulle piattaforme digitali.
Il trauma di Peter e il significato del finale
Il climax del film vede Sarah imprigionare nuovamente Peter nel seminterrato, spinta dall’invidia e dal rancore verso il fratello, cresciuto libero mentre lei viveva segregata. L’intervento di Miss Devine, insegnante e unica figura di sostegno per il ragazzo, permette di fermare la creatura e ricondurla alla prigionia.
Il film si chiude però con un’ultima immagine inquietante: Peter, ormai salvo, è ancora tormentato dalle visioni della sorella. La cicatrice lasciata dagli eventi non è soltanto fisica, ma soprattutto psicologica. Il giovane dovrà convivere con il peso della manipolazione, della morte dei genitori e della consapevolezza che il mostro esiste ancora.
Cobweb si distingue come un horror che non si limita a mostrare creature spaventose, ma scava nel trauma, nella paura e nel senso di colpa. Il volto mostruoso di Sarah diventa così simbolo di una ferita più profonda: quella di un’infanzia segnata dall’isolamento, dalla violenza e da un’eredità familiare distruttiva.
Fonte: thedirect.com






