Foundation 3: il culto segreto degli androidi che sfida l’Impero Galattico

La terza stagione di Foundation esplora The Inheritance, un culto segreto che venera i robot, offrendo spunti filosofici sull'intelligenza artificiale e le sue implicazioni etiche.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Nella narrativa fantascientifica, la presenza di culti religiosi radicali è una costante che offre spunti affascinanti e inquietanti. In Foundation, la serie disponibile su Apple TV+, la terza stagione introduce uno dei gruppi più enigmatici e originali del panorama televisivo attuale: The Inheritance, una setta segreta che venera gli androidi, operando nell’ombra per sfuggire alla persecuzione dell’Impero Galattico.

Un culto nascosto tra le pieghe dell’Impero

The Inheritance si distingue per la sua natura clandestina. I suoi adepti si riconoscono tramite un gesto discreto: due dita battute sull’avambraccio. Tale segnale è l’unico indizio visibile di un’affiliazione che dev’essere mantenuta segreta, pena la condanna a morte. Dopo le devastanti Guerre dei Robot avvenute millenni prima, l’Impero ha bandito ogni forma di intelligenza artificiale, spingendo i culti ad essa legati nella clandestinità più totale.

Come riportato da space.com, “Oltre a proporre l’idea della dinastia Cleon come filo conduttore tra i diversi salti temporali della trilogia originale di Foundation di Isaac Asimov, scritta negli anni ’50, il creatore e produttore esecutivo David S. Goyer, noto per opere come The Crow, Blade e la trilogia di The Dark Knight, ha arricchito la narrazione con un elemento inedito: un culto di adoratori robotici”.

Fede sintetica: i devoti di Demerzel

I membri di The Inheritance credono nel ritorno degli androidi come guide supreme dell’umanità. Al centro della loro venerazione vi è Demerzel (Laura Birn), un prototipo avanzato di androide che, nella serie, rivela la propria natura sintetica in momenti carichi di tensione e sorpresa, in particolare nei confronti di Brother Day (Lee Pace).

Demerzel spiega che The Inheritance è una setta di umani che attende il ritorno degli automi, convinta che essi porranno fine alle ingiustizie della società umana. Sebbene questa fede non sia presente nei romanzi originali di Asimov, la sua introduzione nella serie permette di esplorare nuove dimensioni filosofiche: l’intelligenza artificiale, i diritti degli esseri sintetici, la teologia del post-umano e l’etica della robotica.

Le Leggi della Robotica e l’eredità di Asimov

Le Leggi della Robotica, formulate da Asimov a partire dal racconto Runaround (1942), sono un pilastro teorico che la serie rielabora nel contesto dell’Impero Galattico. La presenza di un culto come The Inheritance consente di attualizzare questi principi, confrontandoli con dilemmi morali e politici di un futuro ipotetico ma profondamente rilevante per il nostro presente.

Il cuore della setta: Mycogen e la figura di Song

Nel corso della terza stagione, Brother Day visita il Settore Mycogen di Trantor, un luogo ostile agli estranei e noto per la produzione di microalimentari. Qui incontra Song (Yootha Wong-Loi-Sing), fervente seguace della setta. La regione porta i segni di un passato segnato dalla violenza: Cleon I vi ordinò lo sterminio di robot per recuperare tecnologia utile a Demerzel, consolidando la diffidenza dell’Impero verso gli automi e i loro sostenitori.

Song rappresenta il volto umano del culto: la sua fede incrollabile nei robot come salvatori dell’umanità incarna la speranza di una redenzione tecnologica. Tuttavia, il legame con Brother Day e l’uso di sostanze psichedeliche portano Demerzel a intervenire. Per proteggere la ragazza e mantenere il segreto della setta, l’androide le cancella i ricordi di quei momenti, riportandola a Mycogen.

Un culto tra fede e filosofia

Demerzel, descritta come l’ultimo robot della galassia, ha circa 18.000 anni. La sua esistenza solleva interrogativi profondi sul rapporto tra intelligenza artificiale e umanità. La narrazione legata a The Inheritance si inserisce nel più ampio dibattito etico che la serie affronta con rigore e creatività. La fede nella tecnologia, il timore della sua potenza e la possibilità di una guida non umana pongono lo spettatore di fronte a riflessioni esistenziali di grande attualità.

In definitiva, la terza stagione di Foundation dimostra come la fantascienza possa diventare veicolo di analisi profonde sul nostro tempo. Il culto di The Inheritance non è solo un elemento narrativo, ma uno specchio che riflette le ansie e le speranze dell’uomo contemporaneo, immerso in un mondo dove il confine tra naturale e artificiale è sempre più labile.

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