Con LEGO Star Wars: Rebuild the Galaxy – Pieces of the Past, rilasciata nel 2024 e composta da quattro episodi, l’universo di Star Wars si arricchisce di una nuova interpretazione animata, più audace e sperimentale rispetto alle precedenti produzioni LEGO. La mini-serie ha offerto al pubblico una narrazione ricca di riferimenti, invenzioni e ribaltamenti di ruoli che hanno saputo sorprendere e divertire.
La trama: la Cornerstone e la riscrittura della realtà
Protagonista della serie è Sig Greebling, doppiato da Gaten Matarazzo, un giovane Force Builder che cerca di nascondere le proprie abilità. In compagnia del fratello Dev (Tony Revolori), Sig scopre in un antico tempio Jedi un manufatto chiamato Cornerstone, capace di alterare la realtà dell’intera galassia. La rimozione dell’artefatto scatena un effetto domino che porta alla creazione di un universo alternativo popolato da versioni inedite dei personaggi più amati.
Questa premessa ha permesso agli showrunner Dan Hernandez e Benji Samit di muoversi con libertà creativa, senza i vincoli della linea temporale canonica, trasformando radicalmente figure iconiche: Luke Skywalker diventa un podracer, Darth Vader veste un’armatura bianca e combatte per il bene, Jar Jar Binks assume il ruolo di un Sith Lord e lo stesso Dev evolve in Darth Devastator.
Un nuovo villain: Solitus
Al centro della minaccia troviamo Solitus, interpretato da Dan Stevens, un ex maestro Jedi di nome Bob (doppiato da Bobby Moynihan) che, evaso dal limbo del Forcehold, mira a distruggere ogni cosa. Questo spazio interdimensionale, popolato da residui galattici e versioni alternative di personaggi, diventa il palcoscenico ideale per situazioni assurde, combattimenti esilaranti e sequenze comiche dal ritmo serrato.
Ribaltamenti e cameo inattesi
Uno degli aspetti più accattivanti della serie è la reinterpretazione dei personaggi: Obi-Wan, Rose Tico, Kit Fisto e Rey diventano Sith, mentre Maul si avvicina al lato luminoso. Anche Chewbacca appare in una versione più imponente, e Cal Kestis – protagonista dei videogiochi Jedi: Fallen Order e Survivor – fa il suo debutto animato. A completare il quadro, l’intera famiglia Skywalker ha un ruolo centrale, creando un filo narrativo che lega le folli deviazioni della trama.
Se da un lato questa abbondanza di idee rende lo show vivace e imprevedibile, dall’altro alcuni episodi soffrono di un ritmo eccessivamente accelerato, con sequenze che sembrano scorrere in modalità “fast-forward”. Ciò può generare un senso di disorientamento, anche se la qualità complessiva rimane alta.
Il cast vocale
Il comparto dei doppiatori rappresenta un ulteriore punto di forza. Oltre a Matarazzo, Revolori e Stevens, troviamo Alan Tudyk (K-2SO), Anthony Daniels (C-3PO), Kelly Marie Tran (Darth Rose) e Billy Dee Williams, che torna a prestare la voce a un personaggio dell’universo Star Wars. L’insieme delle voci contribuisce a rendere ogni episodio coinvolgente e ricco di sfumature.
Un divertente “what if” in stile LEGO
Pur non essendo canonica, LEGO Star Wars: Rebuild the Galaxy – Pieces of the Past si distingue come un esperimento narrativo intelligente e brillante. Con la sua combinazione di umorismo, ritmo frenetico e invenzioni visive, la mini-serie regala agli spettatori un’esperienza leggera ma sorprendente, capace di reinterpretare i temi classici della saga con spirito ironico e grande creatività.
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