L’astronauta Megan McArthur ha annunciato il suo ritiro dalla NASA, concludendo una carriera durata oltre vent’anni all’interno dell’agenzia spaziale statunitense. In questo periodo ha partecipato a due missioni spaziali, accumulando complessivamente 213 giorni in orbita, e ha ricoperto incarichi di rilievo presso il Johnson Space Center di Houston.
Dall’Atlantis a Crew Dragon: le due missioni nello spazio
Il primo volo di McArthur risale al 2009, quando prese parte alla missione STS-125 a bordo dello Space Shuttle Atlantis. Questa missione rappresentò l’ultima operazione di manutenzione e aggiornamento del Telescopio Spaziale Hubble, un momento cruciale per la storia dell’astronomia moderna. Le operazioni svolte consentirono di prolungare sensibilmente la vita operativa dell’osservatorio orbitante, migliorandone le capacità scientifiche.
Nel 2021, McArthur è tornata nello spazio con la missione Crew-2, a bordo della navicella Crew Dragon di SpaceX. È stata la prima donna a pilotare un veicolo di questa compagnia, assumendo il ruolo di pilota per una missione di lunga durata verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Durante i sei mesi trascorsi in orbita, ha operato come flight engineer per le spedizioni 65 e 66, contribuendo a numerosi esperimenti scientifici e operazioni di bordo.
Un ruolo centrale nella storia dell’esplorazione spaziale
Le due missioni hanno consolidato il prestigio di McArthur nel panorama aerospaziale internazionale. La missione STS-125 le ha conferito un primato storico: è stata l’ultima astronauta ad avere un contatto diretto con Hubble, manovrando il telescopio con il braccio robotico dello shuttle Atlantis. Questo evento l’ha resa una figura di riferimento per una generazione di esploratori spaziali e per la transizione verso l’era dei voli commerciali.
Studi e carriera all’interno della NASA
Nata a Honolulu, nelle Hawaii, McArthur ha vissuto in diverse località durante l’infanzia, seguendo gli spostamenti del padre, ufficiale della Marina. Ha conseguito una laurea in ingegneria aerospaziale presso l’Università della California, Los Angeles (UCLA), seguita da un dottorato in oceanografia presso l’istituto Scripps dell’Università della California a San Diego. È stata selezionata come astronauta nel 2000, entrando a far parte della classe di reclutamento di quell’anno.
Oltre ai voli spaziali, McArthur ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità all’interno della NASA. Dal 2017 ha lavorato come assistente al direttore delle operazioni di volo per la ISS e, nel 2019, è diventata vice capo della divisione astronauti, incaricata della formazione e dello sviluppo dei membri del corpo astronauti.
La divulgazione come nuova missione
Nel 2022, McArthur ha intrapreso una nuova fase della sua carriera dedicandosi alla divulgazione scientifica. Ha assunto il ruolo di chief science officer presso il Space Center Houston, il centro visitatori gestito dal Johnson Space Center, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico, in particolare giovani e famiglie, ai temi della scienza e della tecnologia spaziale. Washington ha confermato che McArthur continuerà a ricoprire questo incarico anche dopo l’uscita ufficiale dalla NASA.
Un’eredità che ispira le nuove generazioni
Nel suo messaggio di saluto, McArthur ha ricordato come la carriera da astronauta le abbia permesso di collaborare con scienziati di tutto il mondo su progetti innovativi, contribuendo a scoperte con un impatto tangibile sulla vita sulla Terra. Ha sottolineato quanto l’esperienza spaziale abbia rafforzato la consapevolezza della fragilità e del valore del pianeta, ribadendo l’importanza di proteggerlo.
Il direttore ad interim del Johnson Space Center, Steve Koerner, ha evidenziato il valore del contributo di McArthur, definendolo fondamentale per il futuro dell’esplorazione umana dello spazio. Con il suo impegno scientifico e istituzionale, McArthur lascia un segno duraturo nella storia della NASA.
In conclusione, Megan McArthur ha saputo unire eccellenza tecnica, spirito esplorativo e vocazione educativa, incarnando al meglio i valori dell’agenzia spaziale americana e aprendo la strada a nuove generazioni di esploratori e scienziati.
Fonte: Space.com
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