Il rover lunare VIPER (Volatiles Investigating Polar Explorer Rover) torna ufficialmente al centro della strategia di esplorazione della NASA. L’agenzia spaziale americana ha annunciato che il veicolo sarà trasportato sulla superficie della Luna da Blue Origin, la compagnia fondata da Jeff Bezos, entro la fine del 2027.
VIPER e il programma Artemis
La missione VIPER è parte integrante del programma Artemis, il piano che punta a stabilire una presenza umana sostenibile sulla Luna entro il 2030. In particolare, il rover esplorerà la regione del polo sud lunare, considerata ricca di ghiaccio d’acqua. Una risorsa che, se confermata e resa accessibile, potrà essere utilizzata sia per il supporto vitale degli astronauti, sia come materia prima per produrre combustibile per razzi attraverso la separazione di idrogeno e ossigeno.
Secondo Sean Duffy, responsabile ad interim della NASA: «Questa missione rappresenta solo uno dei modi attraverso cui stiamo coinvolgendo l’industria americana per sostenere una presenza duratura degli Stati Uniti sulla superficie lunare».

Una missione travagliata
Il progetto VIPER ha subito numerosi ritardi. Inizialmente previsto per il 2023 a bordo del lander Griffin di Astrobotic, il rover non ha mai raggiunto la Luna a causa di problemi tecnici e finanziari. Nel 2024, la NASA annunciò addirittura la cancellazione ufficiale della missione, pur avendo già investito circa 450 milioni di dollari nello sviluppo del veicolo, delle dimensioni simili a un’automobile.
La scelta fu motivata da un risparmio stimato in 84 milioni di dollari, ma lasciava aperta la possibilità di trasferire gli strumenti scientifici del rover ad altri progetti futuri.
L’accordo con Blue Origin
La svolta è arrivata con il nuovo accordo tra NASA e Blue Origin, che prevede un investimento fino a 190 milioni di dollari. La compagnia utilizzerà il lander Blue Moon Mark 1, atteso al debutto in un’altra missione CLPS entro quest’anno, per trasportare il rover sulla superficie lunare.
Come spiegato da Nicky Fox, responsabile della Science Mission Directorate della NASA, «abbiamo cercato approcci innovativi e altamente efficienti dal punto di vista dei costi. La capacità di atterraggio sviluppata dal settore privato ci permette di raggiungere questi obiettivi, rafforzando la leadership americana nello spazio».
Obiettivi della missione
Se tutto procederà secondo i piani, VIPER atterrerà vicino al polo sud della Luna e condurrà una missione scientifica di circa 100 giorni terrestri.
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NASA gestirà le operazioni e gli obiettivi scientifici.
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Blue Origin curerà la progettazione dell’architettura di atterraggio, l’integrazione del rover nel lander Blue Moon e la sua discesa sulla superficie lunare.
Va precisato che il contratto CLPS non copre il lancio del veicolo, che resterà a carico del settore privato.
Un passo avanti per l’esplorazione lunare
La ripresa della missione VIPER rappresenta un chiaro esempio della strategia NASA di collaborazione pubblico-privato. L’obiettivo è ridurre i costi, velocizzare le operazioni e consolidare la presenza statunitense nello spazio, sfruttando le competenze delle aziende del settore.
Come sottolineato da space.com, l’accordo con Blue Origin segna un passo importante verso una esplorazione lunare sostenibile, aprendo la strada a futuri insediamenti umani e alla possibilità di utilizzare risorse locali per supportare missioni sempre più ambiziose.
Fonte: space.com
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