Phantom Blade Zero: boss con IA ispirata ai fighting game, non ai Soulslike

In Phantom Blade Zero, il boss Huangxing usa un’IA ispirata ai fighting game, rendendo i combattimenti meno prevedibili e più dinamici rispetto ai tradizionali Soulslike.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Phantom Blade Zero: boss con IA ispirata ai fighting game, non ai Soulslike

Il regista di Phantom Blade Zero, Qiwei Liang, ha ribadito più volte che il suo prossimo titolo d’azione fantasy non può essere classificato come un semplice Soulslike. Secondo il creativo, le differenze saranno evidenti solo quando i giocatori proveranno direttamente l’esperienza. Per sottolineare questa distinzione, Liang ha spiegato come alcuni boss del gioco siano stati concepiti ispirandosi ai fighting game, piuttosto che ai classici schemi dei Souls.

Un boss che cambia volto in base alla difficoltà

In un’intervista concessa a PC Gamer Magazine, Liang ha raccontato i dettagli di uno scontro con il boss Huangxing, la cui difficoltà varia sensibilmente a seconda della modalità scelta.

Nella modalità standard, il boss mostra caratteristiche familiari ai giocatori di Soulslike: combo prestabilite, sequenze ripetute e la possibilità di impararne i movimenti attraverso tentativi ed errori. Un approccio che premia la perseveranza e la memoria muscolare.

La situazione cambia radicalmente con la modalità più impegnativa, chiamata Hellwalker. In questo caso, lo sviluppo del sistema di combattimento ha visto l’integrazione di elementi presi in prestito dai picchiaduro, applicati direttamente all’intelligenza artificiale del boss.

L’intelligenza artificiale “ibrida” di Huangxing

In modalità Hellwalker, Huangxing non si limita a eseguire pattern fissi: analizza la situazione, valuta vantaggi e svantaggi, e decide di conseguenza come agire, proprio come avviene nei fighting game competitivi. Liang ha spiegato che il boss utilizza uno stato particolare, chiamato “lucky draw”, che condiziona le sue reazioni:

  • se un attacco va a segno, Huangxing prosegue con una combo;

  • se l’attacco fallisce, sceglie una mossa diversa.

Questa meccanica rende i suoi comportamenti dinamici e difficilmente prevedibili. Come sottolineato da Liang:

“Huangxing analizza la situazione e cerca di usare le informazioni raccolte per decidere la sua strategia, rendendo ogni combattimento imprevedibile e più sfidante rispetto ai tradizionali Soulslike.”

L’effetto finale è quello di un boss che sembra “imparare” dall’avversario, costringendo il giocatore a riadattare costantemente la propria strategia.

Un approccio innovativo ai combattimenti

Questa scelta progettuale porta Phantom Blade Zero a differenziarsi dai canoni classici del genere. Se nei Soulslike il fulcro del gameplay è memorizzare pattern e punire gli errori del nemico, qui l’accento è posto sulla reazione dinamica e sulla capacità di lettura del combattimento, tipiche dei picchiaduro.

L’introduzione di boss con intelligenze artificiali capaci di adattarsi non solo innalza il livello di sfida, ma apre anche a nuove possibilità per il futuro dei giochi d’azione. Si tratta di un approccio che potrebbe influenzare altri sviluppatori, ridefinendo i confini del genere.


In definitiva, pur contenendo elementi riconducibili ai Soulslike, Phantom Blade Zero si distingue nettamente per l’uso di IA innovative e adattive. Questa combinazione di generi rende il titolo uno dei progetti più attesi, promettendo battaglie in grado di mettere alla prova non solo la perseveranza, ma soprattutto la capacità dei giocatori di leggere e anticipare un avversario imprevedibile.

Fonte: GamesRadar

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