Nel 1985, The Goonies debuttava nelle sale cinematografiche, conquistando pubblico e critica con la sua miscela di avventura, mistero e spirito giovanile. A distanza di quarant’anni, il film diretto da Richard Donner, scritto da Steven Spielberg e prodotto da Frank Marshall e Kathleen Kennedy, mantiene intatto il suo fascino. Un merito che va riconosciuto non solo alla storia e ai personaggi, ma anche al lavoro svolto da Industrial Light & Magic (ILM), che contribuì con circa venti sequenze di effetti visivi e di modellismo.
Gli artigiani dietro la magia
Tra i protagonisti di quel reparto figurava Michael McAlister, al suo primo incarico come supervisore agli effetti visivi dopo esperienze in film iconici come E.T. l’extra-terrestre e Star Wars: Il ritorno dello Jedi. Accanto a lui lavorò Dave Carson, art director degli effetti, reduce da L’Impero colpisce ancora e Star Trek III.
Il lavoro artistico si arricchì anche grazie a Caroleen “Jett” Green, che contribuì con bozzetti e scenografie, e a Bill George, modellista che aveva già partecipato alla realizzazione di opere come Blade Runner e Star Trek: The Motion Picture.
McAlister ricordava Donner come “una persona di grande carisma, forte ma gentile, una vera gioia con cui lavorare”. Carson sottolineava come il film avesse inizialmente previsto un numero molto più ampio di sequenze con effetti speciali, alcune delle quali – come scheletri animati – furono abbandonate durante la lavorazione.
La nave pirata “Inferno”
Uno degli elementi più complessi fu la riproduzione della nave pirata di One-Eyed Willy, l’Inferno. Il modello, curato sotto la supervisione di Barbara Galucci con George come responsabile del reparto modellismo, fu costruito con attenzione minuziosa ai dettagli: dal legno invecchiato ai nodi delle corde, fino al rigging delle vele.
George raccontò:
“L’obiettivo era realizzare un modello impressionante e credibile. Studiammo una storica nave in legno, la Balclutha a San Francisco, per riprodurre fedelmente texture, sostegni e ogni piccolo dettaglio.”
Le vele furono realizzate in seta sottilissima e trattate con olio e tè per conferirgli un aspetto consumato, senza irrigidirne il tessuto.
Nonostante la qualità del modello, gran parte delle riprese si svolsero su un set costruito in soundstage, riducendo la visibilità del lavoro dei modellisti sullo schermo. George, pur con rammarico, definì l’esperienza comunque motivo di grande soddisfazione.
Tra bozzetti e Easter egg
La fase di progettazione vide una stretta collaborazione con J. Michael Riva, production designer, e Rick Carter, art director. Disegni e concept contribuivano a definire lo stile visivo, prima che ILM applicasse gli effetti speciali in fase di post-produzione.
Un dettaglio curioso riguarda la presenza di un pupazzo di R2-D2, inserito come Easter egg tra le scenografie, a testimonianza del clima di collaborazione tra le varie produzioni targate ILM negli anni ’80.
L’eredità degli effetti pratici
The Goonies non fu mai pensato come un film a forte impatto visivo, ma il contributo di ILM ne accrebbe il senso di avventura e realismo. Modellini, effetti pratici e scenografie arricchirono la pellicola, rendendola ancora oggi un classico che conserva il suo spirito avventuroso e senza tempo.
Gli ex collaboratori di ILM ricordano quell’esperienza come un esempio di artigianato cinematografico in cui creatività e tecnica si univano per dare vita a un mondo fantastico, capace di affascinare generazioni di spettatori.
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