Il regista Jake Schreier ha rivelato un rimpianto riguardo a Thunderbolts, film del Marvel Cinematic Universe (MCU) che fa parte della fase 5. L’opera ha riportato in scena diversi villain e antieroi, riuniti in una formazione inedita rispetto alle versioni a fumetti. Tuttavia, nelle prime fasi di sviluppo, era stato preso in considerazione un personaggio che avrebbe potuto cambiare il volto del team: Man-Thing.
L’idea iniziale e il dietrofront
In un’intervista a The Wrap, Schreier ha raccontato che Man-Thing era stato incluso nelle prime bozze del film, insieme a figure come Ghost, U.S. Agent, Taskmaster, Yelena Belova e il Soldato d’Inverno. L’intenzione era quella di inserire l’entità soprannaturale tra i “villain fraintesi” che avrebbero composto il gruppo.
Alla fine, però, il regista ha escluso questa possibilità, spiegando che il personaggio “non si sarebbe adattato al film che abbiamo realizzato”. Schreier ha aggiunto che, con il senno di poi, non avrebbe mai dovuto menzionare pubblicamente quell’idea, perché poteva generare aspettative errate tra i fan.
Le ragioni dell’esclusione
La decisione non dipende solo da questioni di tono. Man-Thing aveva già fatto il suo debutto nell’MCU con lo speciale televisivo Werewolf By Night (2022). Un suo inserimento anche in Thunderbolts avrebbe rischiato di creare ridondanza, ripetendo un personaggio soprannaturale in un contesto che voleva mantenersi diverso.
Secondo Schreier, infatti, Thunderbolts è stato concepito con un’impostazione più grounded, radicata nella realtà e in personaggi “terrestri”. Un approccio lontano dalle atmosfere soprannaturali di Werewolf By Night e distante dal tono fantascientifico o più ironico di saghe come Guardiani della Galassia o The Suicide Squad.
In quest’ottica, Man-Thing avrebbe rischiato di risultare fuori posto, mentre il film ha preferito concentrarsi su dinamiche più umane e urbane.
E se fosse stato incluso?
Schreier ha ammesso che, in un contesto diverso, Man-Thing avrebbe potuto ricoprire un ruolo simile a quello di Groot nei Guardiani della Galassia o di King Shark in The Suicide Squad: un personaggio bizzarro ma ben integrato in un ensemble più “fantastico”.
La linea scelta dai Marvel Studios, invece, è stata quella di costruire una squadra che riflettesse problematiche umane e sociali, andando a costituire una base più vicina ai Nuovi Vendicatori.
Futuro di Man-Thing nel MCU
L’esclusione dal film non significa che i piani per Man-Thing siano stati abbandonati. Al contrario, il personaggio potrebbe avere un futuro rilevante nel franchise, con apparizioni in nuovi progetti o persino un ruolo centrale in una fase successiva.
La sua natura legata al soprannaturale lo rende infatti un candidato ideale per ampliare la parte più oscura e misteriosa dell’MCU, che Marvel Studios ha già iniziato a esplorare con titoli recenti.
In definitiva, la scelta di non includere Man-Thing in Thunderbolts appare coerente con la visione del regista e dei Marvel Studios: dare vita a un film più realistico e ancorato alla terra, senza contaminazioni troppo soprannaturali. Una decisione che, pur con qualche rammarico, ha permesso di definire meglio l’identità del progetto, lasciando comunque aperta la porta per un futuro ritorno del personaggio.
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